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Sentenza

Sentenza del 26/07/2016 n. 1992 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

IMPOSTA DI REGISTRO - Accertamento di valore - Stima ute - Valenza probatoria - Perizia di parte.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva rettificato il valore dichiarato in un atto di compravendita del 23 aprile 2004, elevandolo da 72.300 euro a 218.000 euro e liquidando le maggiori imposte di registro e accessori. La rettifica si fondava su una stima dell'Agenzia del Territorio basata sul presunto valore di trasformazione del terreno, ritenuto edificabile per insediamenti commerciali. I contribuenti contestavano la stima, evidenziando che il terreno era privo, alla data della vendita, di uno strumento urbanistico attuativo, soggetto anche a vincoli di inedificabilità e concretamente coltivato come vigneto. La Commissione Provinciale aveva annullato gli avvisi, ritenendo che l'Ufficio avesse recepito acriticamente la perizia dell'Agenzia del Territorio. L'Agenzia delle Entrate appellava sostenendo che la stima non potesse essere considerata inattendibile soltanto perché proveniente da un'articolazione tecnica della stessa Amministrazione.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto ammissibili ma infondati gli appelli dell'Agenzia delle Entrate. Ha affermato che la stima dell'Agenzia del Territorio non è istituzionalmente inattendibile, ma costituisce una perizia di parte: ha valore di atto pubblico quanto alla provenienza, non quanto al contenuto. Il giudice può utilizzarla come elemento di convincimento solo se ne spiega la correttezza e la persuasività. Nel caso concreto, la stima è stata giudicata scarsamente convincente perché non indicava compravendite comparabili recenti, non considerava adeguatamente le caratteristiche effettive dell'area e si basava su un valore di trasformazione ipotetico, non realistico in assenza del piano particolareggiato e dei presupposti per il rilascio del permesso di costruire. La stima era inoltre contrastata da una perizia di parte e dai valori comunali IMU, notevolmente inferiori. Gli avvisi di rettifica sono rimasti quindi annullati e le sentenze della Commissione Provinciale sono state confermate. Le spese del grado sono state compensate.

Norme richiamate

  • Articolo 97 della Costituzione

    La Pubblica Amministrazione deve ispirare la propria azione ai principi di imparzialità e buon andamento.

    La provenienza della stima da un ufficio tecnico dell'Amministrazione non è sufficiente per renderla inattendibile, poiché l'Amministrazione è tenuta costituzionalmente ad agire in modo imparziale. Tuttavia, nel processo tributario la stima non gode di una presunzione assoluta di veridicità.

  • Articolo 53 del d.lgs. 546/1992

    I motivi di appello devono essere specifici.

    L'appello è ammissibile quando, anche sinteticamente o implicitamente, contrappone argomentazioni univoche alle ragioni poste a fondamento della sentenza impugnata.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione in materia di stime UTE e imposta di registro

    La relazione di stima dell'Ufficio Tecnico Erariale costituisce una semplice perizia di parte, con valore di atto pubblico limitato alla provenienza e non al contenuto.

    La stima dell'ufficio tecnico può essere utilizzata dal giudice tributario, anche come prova atipica, ma deve essere valutata criticamente insieme agli altri elementi e può fondare la decisione solo se il giudice ne illustra le ragioni di attendibilità.

Massime di principio

  • Una perizia dell'Amministrazione finanziaria o di un suo ufficio tecnico non è automaticamente inattendibile, ma neppure costituisce prova privilegiata del valore accertato.
  • Il giudice deve esaminare nel merito il metodo estimativo, i dati utilizzati, gli immobili comparabili, la situazione urbanistica effettiva e la concreta commerciabilità del bene.
  • Il valore di trasformazione basato su future possibilità edificatorie deve poggiare su presupposti urbanistici concreti e attuali; non è sufficiente una destinazione urbanistica astrattamente edificabile se mancano piani attuativi o permessi concretamente conseguibili.
  • Una perizia di parte del contribuente può essere valorizzata dal giudice, soprattutto se supportata da dati comparabili, vincoli urbanistici e valori ufficiali comunali, ma deve essere specificamente motivata.
  • In caso di rettifica del valore immobiliare, l'Amministrazione deve fornire elementi probatori concreti e verificabili; una stima meramente ipotetica o recepita senza adeguata motivazione può essere annullata.

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