Sentenza n. 908/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza n. 67/2025 del Tribunale di Ravenna, Sezione Lavoro, pubblicata in data 13.02.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 67/2025 del Tribunale di Ravenna, Sezione Lavoro
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore esecutante)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Ravenna, Sezione Lavoro, passata in giudicato il 19 dicembre 2025, notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. L'amministrazione, pur destinataria della notificazione, è rimasta inadempiente e non si è costituita nel giudizio di ottemperanza.
La decisione
Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso, accertando la perdurante inadempienza del Ministero rispetto alle statuizioni della sentenza definitiva. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare integrale esecuzione alla sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto e includendo le spese legali liquidate dal giudice ordinario e quelle del giudizio di ottemperanza, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della sentenza. Ha nominato sin d'ora, per il caso di ulteriore inadempimento e su istanza di parte, il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale o un funzionario delegato quale commissario ad acta, con facoltà di subdelega, da attivarsi nei successivi novanta giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato, prevedendo, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è accoglibile quando il ricorrente dimostri l'esistenza di una sentenza passata in giudicato, la sua notificazione all'amministrazione ai fini dell'esecuzione e la perdurante inerzia dell'amministrazione oltre il termine dilatorio applicabile.
- In presenza di un'inadempienza dell'amministrazione rispetto a una sentenza definitiva, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione integrale delle statuizioni giudiziali, detraendo gli importi eventualmente già corrisposti e comprendendo le spese liquidate nel giudizio di cognizione e quelle del giudizio di ottemperanza.
- Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e nominare preventivamente un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza dell'interessato in caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione, anche mediante delega o subdelega nei limiti indicati nella sentenza.
- La mancata costituzione dell'amministrazione intimata non impedisce l'accoglimento dell'ottemperanza quando dagli atti risultino il giudicato, la notificazione e l'inadempimento.
Come è indicizzato
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