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Legge

L.R. Veneto 6/2006

Interventi regionali per la promozione del Protocollo di Kyoto e della direttiva 2003/87/CE.

Normativa regionaleL.R. Veneto 6/2006Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge del Veneto promuove iniziative per compensare le emissioni di gas serra, sostenere lo sviluppo dei Paesi in via di sviluppo e favorire le imprese venete. Prevede intese internazionali per finanziare progetti CDM e JI, cessione delle quote di emissione tramite bandi e contributi alle imprese. La disciplina è attuativa del Protocollo di Kyoto e della direttiva 2003/87/CE, con applicazione legata a bandi e stanziamenti 2006-2007.

Interventi regionali per il Protocollo di Kyoto e il mercato delle quote di emissione

Interventi regionali per la promozione del Protocollo di Kyoto e della direttiva 2003/87/CE

La legge disciplina, per la Regione del Veneto, un insieme di interventi collegati ai meccanismi del Protocollo di Kyoto e del sistema europeo di scambio delle quote di emissione. L’obiettivo è coniugare la compensazione dei gas serra con il sostegno allo sviluppo dei Paesi interessati e al sistema produttivo regionale.

Finalità e obiettivi dell’intervento

La Regione promuove iniziative finalizzate a:

  • compensare le emissioni di gas ad effetto serra in atmosfera;
  • sostenere attività volte a favorire la crescita sociale ed economica dei Paesi in via di sviluppo, in coerenza con strategie di sviluppo sostenibile;
  • supportare le attività d’impresa del Veneto.

L’intervento si colloca espressamente in armonia con il Protocollo di Kyoto e con la direttiva 2003/87/CE, come modificata dalla direttiva 2004/101/CE.

Intese internazionali per finanziare attività di progetto

Per conseguire le finalità della legge, la Regione può concludere intese con enti territoriali situati:

  • in Paesi in transizione verso un’economia di mercato inclusi nell’Allegato I della Convenzione quadro ONU sui cambiamenti climatici, purché abbiano ratificato il Protocollo di Kyoto;
  • in Paesi in via di sviluppo non inclusi nel medesimo Allegato I, purché abbiano ratificato il Protocollo di Kyoto.

Le intese devono essere concluse nei limiti e secondo le procedure previste dall’articolo 6 della legge n. 131/2003 e secondo le ulteriori prescrizioni fissate dal regolamento attuativo regionale.

Attività di progetto finanziabili

Le intese hanno ad oggetto il finanziamento di attività di progetto previamente autorizzate dallo Stato. In particolare:

  • progetti CDM (Clean Development Mechanism) ai sensi dell’articolo 12 del Protocollo di Kyoto, compresi quelli relativi all’uso del territorio, al cambiamento di destinazione d’uso, alla silvicoltura, all’afforestazione e riforestazione, da realizzare nei Paesi in via di sviluppo;
  • progetti JI (Joint Implementation) ai sensi dell’articolo 6 del Protocollo di Kyoto, da realizzare nei Paesi in transizione verso un’economia di mercato.

Le tipologie progettuali ammissibili sono individuate dal regolamento regionale.

Effetti delle attività di progetto e crediti di emissione

Le attività finanziate dalla Regione e realizzate in forza delle intese sono finalizzate al riconoscimento, a favore della Regione, di crediti di emissione di gas ad effetto serra. Tali crediti sono equivalenti:

  • alle quote importabili nel sistema comunitario, nei limiti della normativa statale di recepimento della direttiva 2003/87/CE e dei relativi provvedimenti attuativi;
  • oppure alle quote importabili fuori dal sistema comunitario, in relazione al Protocollo di Kyoto e ai relativi atti statali di attuazione.

Realizzazione operativa e ruolo di Veneto Sviluppo S.p.A.

Le attività di progetto, una volta individuate e approvate nelle intese e autorizzate dallo Stato, sono finanziate dalla Regione del Veneto con il supporto di Veneto Sviluppo S.p.A., che svolge attività di intermediazione finanziaria e gestisce un apposito fondo speciale per incarico della Regione e secondo le direttive della Giunta regionale.

Cessione delle quote di emissione

Le quote di emissione di gas serra acquisite dalla Regione a seguito della realizzazione dei progetti sono cedute tramite specifici bandi regionali. I bandi disciplinano:

  • criteri e modalità di cessione, anche in rapporto alle strategie del sistema produttivo fissate dal Piano regionale di sviluppo;
  • criteri di priorità e preferenza per le imprese che esercitano attività dell’Allegato I della direttiva 2003/87/CE, privilegiando le unità produttive insediate nel territorio veneto;
  • termini di presentazione delle domande e documentazione richiesta, a pena di decadenza.

Il provvedimento della Giunta che approva i bandi è pubblicato nel BUR. Le quote non cedute possono essere collocate liberamente sul mercato nazionale.

Contributi alle imprese per la realizzazione di attività di progetto

In alternativa o congiuntamente alle intese internazionali, la Regione può concedere contributi ai soggetti d’impresa che:

  • operano nel territorio del Veneto;
  • svolgono attività ricomprese nell’Allegato I della direttiva 2003/87/CE;
  • realizzano una delle attività di progetto CDM o JI previste dalla legge e corrispondenti alle tipologie progettuali individuate dal regolamento.

Modalità di concessione dei contributi

I contributi sono assegnati tramite bandi specifici, che definiscono:

  • soggetti ammessi;
  • attività e tipologie progettuali finanziabili;
  • procedura attuativa e ripartizione percentuale degli stanziamenti;
  • quota massima del finanziamento regionale, comunque non superiore al 20% dei costi dichiarati;
  • modalità di accesso ed erogazione;
  • termini e documentazione per la domanda, a pena di decadenza;
  • strumenti di monitoraggio e valutazione dei risultati.

Entro 60 giorni dalla pubblicazione nel BUR del provvedimento di approvazione del bando, i soggetti interessati devono presentare i progetti esecutivi di opere, impianti, attrezzature e servizi necessari alla realizzazione degli obiettivi del bando.

La Giunta regionale svolge inoltre attività di promozione, informazione, ispezione e verifica sullo stato di attuazione degli interventi ammessi.

Rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato

Gli interventi previsti devono essere conformi alla disciplina dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato, con particolare riferimento a:

  • aiuti alle piccole e medie imprese;
  • orientamenti sugli aiuti di Stato a finalità regionale;
  • disciplina comunitaria specifica per determinati settori.

Copertura finanziaria

Per l’attuazione della legge sono previsti oneri pari a 2.000.000 euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2006 e 2007. La copertura è assicurata mediante risorse del fondo speciale per le spese d’investimento, con contestuale incremento dello stanziamento dell’unità previsionale di base relativa alla valorizzazione e tutela delle risorse naturali.

Disposizioni attuative, annuali e monitoraggio

Il Consiglio regionale approva con proprio regolamento le disposizioni esecutive entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge. Ogni anno, entro il 31 gennaio, la Giunta regionale stabilisce modalità, criteri e termini per l’attuazione della disciplina, sentita la commissione consiliare competente.

La Giunta presenta inoltre annualmente alla commissione consiliare una relazione sullo stato di attuazione della legge.

Ambito temporale e deprecazione

La disciplina è legata a bandi, progetti e stanziamenti riferiti in modo puntuale agli esercizi 2006 e 2007 e a una fase attuativa ormai conclusa. Pur non emergendo dall’estratto un’espressa abrogazione, la legge ha oggi natura sostanzialmente obsoleta e non presenta utilità pratica attuale.

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