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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 34896/2021 del 17/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richemont impugnava un invito di pagamento per dazi e IVA (circa 296.463 euro) relativo a tre reintradi di preziosi negli anni 2006-2008 effettuati dalla sig.ra Rosella Maria Teresa A Marca presso la boutique Cartier. La società contestava la tardività dell'atto per prescrizione, la qualificazione delle operazioni come commerciali invece che come beni al seguito del viaggiatore (detassazione), la non applicazione della franchigia prevista dallaccordo CEE-Svizzera e da norme comunitarie e nazionali, la mancata considerazione dellesimente di buona fede ai sensi dellart. 239 del codice doganale comunitario e vizi di motivazione.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la prescrizione triennale per il recupero dei diritti doganali è stata efficacemente sospesa dalla comunicazione della notitia criminis trasmessa allautorità giudiziaria entro il termine utile, sicché l'atto non era tardivo. Ha ritenuto provato, sulla base degli elementi di fatto, che i beni reintrodotti non erano rimasti nella disponibilità personale della sig.ra A Marca ma erano stati ceduti alla boutique Cartier e quindi immessi in libera pratica, escludendo la qualifica di effetti personali ai fini della detassazione. Ha escluso l'applicabilità della franchigia e dell'accordo CEE-Svizzera per mancanza dei certificati di circolazione e delle formalità doganali richieste; ha inoltre ritenuto non applicabile l'esimente dell'art. 239 CDC per assenza delle condizioni della particolare situazione e per la presenza di negligenza o frode. Sono state condannate le spese al ricorrente.

Norme richiamate

  • Regolamento (CEE) n. 2913/1992 (Codice doganale comunitario), art. 221

    La Corte ha interpretato l'art. 221 nel senso che il termine di prescrizione per i diritti doganali è sospeso quando l'obbligazione nasce da un atto perseguibile penalmente e quando la notitia criminis è stata trasmessa all'autorità giudiziaria entro il termine triennale; la sospensione perdura fino alla definitività del procedimento penale.

  • D.lgs. 8 novembre 1990 n. 374, art. 11

    L'art. 11 (decadenza per la revisione dell'accertamento) è assoggettato alla stessa disciplina sospensiva connessa all'esistenza di procedimento penale, per cui la possibilità di revisione non è preclusa dal decorso del termine se opera la causa di sospensione.

  • D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, art. 68, lett. d)

    Le esenzioni/franchigie IVA collegate alla reintroduzione di merci comunitarie richiedono il rispetto degli obblighi sostanziali e dichiarativi; la mera omissione non sempre è irrilevante se riguarda elementi sostanziali che incidono sul diritto all'esenzione.

  • Regolamento CE n. 1186/2009, art. 45

    La Corte ha valutato la natura dei beni in concreto: l'art. 45 non poteva essere fatto operare a favore del ricorrente perché i beni non erano nella disponibilità personale del viaggiatore ma erano stati ceduti alla boutique, configurando operazioni commerciali.

  • Accordo tra CEE e Confederazione Elvetica, art. 2 (zona di libero scambio)

    L'esenzione prevista dall'accordo richiede certificati di circolazione o documenti equipollenti che 'scortino' la merce; l'assenza di tali documenti impedisce di beneficiare dell'agevolazione.

  • Codice doganale comunitario, art. 239

    La clausola di esimente basata sulla particolare situazione e sulla mancanza di negligenza o manifesta frode richiede prova della buona fede e delle circostanze specifiche; la Corte ha ritenuto che tali condizioni non sussistevano nel caso in esame.

  • D.P.R. n. 43/1973, art. 84 (richiamato)

    Riferimento alla disciplina interna sulla prescrizione dei diritti doganali: la normativa nazionale è stata subordinata e integrata dall'art. 221 del codice doganale comunitario in tema di sospensione per fatti perseguibili penalmente.

  • Giurisprudenza di cassazione citata (orientamenti consolidati sulla notitia criminis)

    La Corte ha richiamato consolidata giurisprudenza secondo cui è sufficiente che la notitia criminis, anche se non identifica immediatamente l'autore, sia contenuta in atto emesso dall'autorità giudiziaria o da ufficiali di polizia giudiziaria entro il termine per sospendere la prescrizione.

Massime di principio

  • Se lobbligazione doganale nasce da un atto perseguibile penalmente, la trasmissione della notitia criminis entro il termine triennale sospende il decorso della prescrizione fino alla definizione del procedimento penale.
  • La qualificazione di beni come 'effetti personali al seguito del viaggiatore' richiede che i beni siano effettivamente rimasti nella disponibilità personale; la cessione a terzi trasforma la fattispecie in operazione commerciale assoggettabile a dazi e IVA.
  • Le agevolazioni previste da accordi di libero scambio o norme di franchigia richiedono la documentazione prescritta (es. certificati di circolazione); la loro mancanza può precludere lapplicazione dell'esenzione anche se sussistono elementi formali a favore del contribuente.
  • In materia di IVA la neutralità può giustificare il mantenimento di diritti di detrazione nonostante vizi formali, ma non quando manca un elemento sostanziale dichiarativo richiesto dalla normativa doganale e quando vi sono elementi di possibile frode o negligenza grave.
  • In sede di Cassazione è difficile ottenere riesame dei fatti: le valutazioni probatorie e la ricostruzione dei fatti operate dai giudici di merito sono in gran parte insindacabili, salvo errori di diritto o vizi motivazionali gravi.

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