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Legge

L.R. Lazio 6/2008

Disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia (1)

Normativa regionaleL.R. Lazio 6/2008

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Lazio disciplina la sostenibilità energetico-ambientale nell’edilizia pubblica e privata: criteri progettuali, risparmio idrico, fonti rinnovabili, protocollo e certificazione, incentivi e contributi. Alcune misure erano inizialmente transitorie o legate a successivi atti attuativi; la banca dati pubblica sugli efficientamenti è stata introdotta solo nel 2025.

Architettura sostenibile e bioedilizia nel Lazio

Architettura sostenibile e bioedilizia nel Lazio

La legge promuove, nel territorio della Regione Lazio, l’architettura sostenibile e la bioedilizia per tutelare ambiente, territorio e salute. Introduce criteri tecnici per la pianificazione e per gli interventi edilizi, un sistema regionale di protocollo e certificazione, misure incentivanti e una disciplina specifica per l’edilizia residenziale pubblica.

Finalità e definizioni

La Regione incentiva la sostenibilità energetico-ambientale nella progettazione e realizzazione di opere edilizie pubbliche e private, in coerenza con la normativa sul rendimento energetico nell’edilizia. La legge definisce come interventi di edilizia sostenibile e bioedilizia quelli che perseguono sviluppo armonioso del territorio, tutela dei caratteri storici, risparmio energetico e idrico, benessere degli occupanti, uso di materiali biocompatibili e riciclabili, nonché tecniche costruttive a basso impatto.

Pianificazione territoriale e requisiti ambientali

Gli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica regionali, provinciali e comunali, insieme ai regolamenti edilizi, devono perseguire la sostenibilità energetico-ambientale. La pianificazione deve garantire:

  • ordinato sviluppo del territorio e dei tessuti urbani;
  • compatibilità delle trasformazioni con sicurezza e identità storico-culturale;
  • miglioramento della qualità ambientale, architettonica e della salubrità;
  • riduzione della pressione sugli ecosistemi e dei consumi di nuovo suolo;
  • migliore uso delle risorse naturali e dei fattori climatici, con prevenzione dei rischi ambientali.

La definizione degli strumenti di pianificazione deve essere supportata da indagini territoriali e ambientali, con analisi dei fattori ambientali, naturali e climatici, delle risorse idriche ed energetiche, dei rischi antropici e delle risorse e produzioni locali.

Risparmio idrico e obblighi negli interventi edilizi

La Giunta regionale individua criteri e modalità per la salvaguardia delle risorse idriche, con misure di controllo delle reti, standard di consumo, promozione di depurazione naturale e recupero delle acque piovane e grigie.

Negli interventi di ristrutturazione edilizia, nuova costruzione e ristrutturazione urbanistica sono obbligatori:

  • il recupero e riuso delle acque piovane e grigie per usi compatibili;
  • cassette WC con scarichi differenziati;
  • rubinetteria con miscelatore aria-acqua;
  • pavimentazioni drenanti nelle superfici esterne dei lotti edificabili quando la copertura supera il 50% della superficie, per favorire permeabilità e mitigare l’isola di calore.

Restano fermi i vincoli su beni culturali, ambientali e paesaggistici; per le ristrutturazioni edilizie sono inoltre ammessi impedimenti tecnici documentati per il recupero delle acque.

Fonti rinnovabili e integrazione architettonica

Per ristrutturazioni edilizie, nuove costruzioni e ristrutturazioni urbanistiche è obbligatoria l’installazione di impianti da fonti rinnovabili per coprire:

  • almeno il 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria;
  • almeno 1 kW per unità immobiliare di energia elettrica, oppure almeno 5 kW per fabbricati industriali, commerciali e di servizio di almeno 100 mq.

La progettazione deve curare l’integrazione degli impianti con il fabbricato o il quartiere. Sono fatti salvi i vincoli sui beni culturali, ambientali e paesaggistici e gli impedimenti tecnici documentati. Per i titoli abilitativi si applicano le regole richiamate dalla legge finanziaria regionale 2008.

La disciplina contiene anche una previsione specifica per i Paesaggi degli insediamenti urbani del PTPR, per le zone A e B dei centri urbani e per la Città Storica di Roma Capitale: in tali ambiti, con le esclusioni previste per aree UNESCO e beni culturali, sono sempre ammessi lavori sugli impianti esistenti finalizzati al miglioramento energetico tramite fonti rinnovabili. Tali interventi sono qualificati come edilizia libera, nel rispetto delle procedure sugli impianti e delle norme di settore. La legge prevede inoltre una banca dati regionale pubblica per registrare gli interventi di efficientamento energetico, accessibile a enti locali, professionisti e cittadini.

Recupero delle tradizioni costruttive

Gli edifici storici e l’edilizia tradizionale locale e rurale devono preservare gli elementi costruttivi coerenti con i principi di architettura sostenibile e bioedilizia. I comuni devono adottare disposizioni specifiche per conservare o ripristinare tali elementi, oppure sostituirli con materiali che mantengano le caratteristiche originarie di biocompatibilità.

Protocollo regionale sulla bioedilizia e certificazione

La Regione si dota di un protocollo regionale sulla bioedilizia, con linee guida, per valutare e certificare la sostenibilità degli interventi, attribuire punteggi e graduare contributi e incentivi. Il protocollo individua aree di valutazione relative a:

  • qualità ambientale degli spazi esterni;
  • risparmio delle risorse;
  • riduzione dei carichi ambientali degli edifici;
  • qualità dell’ambiente interno;
  • qualità del servizio e della manutenzione;
  • qualità della gestione documentale;
  • accessibilità e fruibilità dei servizi sociali e integrazione con mobilità sostenibile.

I requisiti energetici devono tenere conto anche della normativa statale sul rendimento energetico. Il protocollo deve essere adottato dalla Giunta regionale entro un anno dall’entrata in vigore della legge ed essere aggiornato almeno ogni due anni.

L’applicazione del protocollo è condizione per la certificazione e per l’accesso a incentivi e contributi; costituisce inoltre criterio di priorità per i finanziamenti regionali destinati agli enti locali. Il protocollo deve prevedere soglie minime sotto le quali non è rilasciata la certificazione né sono ammessi incentivi o contributi.

La certificazione di sostenibilità è volontaria, ma comprende la certificazione energetica obbligatoria prevista dalla normativa statale. Il certificato è rilasciato, su richiesta del proprietario o del soggetto attuatore, da un professionista indipendente e accreditato; deve essere esposto in modo visibile nell’edificio. Entro 180 giorni dall’adozione del protocollo, la Regione disciplina con regolamento la procedura di rilascio, i controlli, l’accreditamento dei certificatori e i requisiti professionali. Per gli immobili di proprietà regionale, l’applicazione del protocollo e il certificato sono obbligatori.

Controlli, revoche e accreditamento dei certificatori

I controlli sulla conformità degli interventi sono svolti dai comuni, anche in raccordo con la Regione. Se emergono difformità, il comune ordina l’adeguamento; in caso di inottemperanza, comunica alla Regione per la revoca della certificazione e dei contributi regionali e revoca gli eventuali incentivi comunali.

La Regione controlla i soggetti accreditati al rilascio delle certificazioni. Se vengono meno i requisiti o se vengono rilasciate certificazioni irregolari, il professionista decade dall’accreditamento e la Regione informa il relativo ordine professionale.

Capitolato tipo e prezzario regionale

La Regione adotta un capitolato tipo prestazionale per gli interventi di bioedilizia e istituisce una sezione specifica nel tariffario regionale dei prezzi per le opere edili. I criteri di qualità dei materiali e delle tecniche costruttive costituiscono la base per tale disciplina tecnica.

Criteri sui materiali e sulle tecniche costruttive

Gli interventi conformi al protocollo devono usare materiali, componenti, impianti, finiture, arredi fissi e tecnologie costruttive:

  • ecocompatibili, con basso contenuto di energia incorporata e di emissioni di gas serra, non nocivi per la salute;
  • riciclati, riciclabili o di recupero, con basso bilancio energetico ambientale e di provenienza locale.

Incentivi urbanistici e contributivi

Per favorire edifici a basso consumo energetico, i comuni devono prevedere, ai fini dell’indice di fabbricabilità e nel rispetto delle distanze minime, lo scomputo:

  • del maggior spessore delle murature esterne oltre i 30 cm, fino a 35 cm;
  • del maggior spessore dei solai intermedi e di copertura oltre i 30 cm, fino a 35 cm;
  • delle serre solari entro il 30% della superficie utile dell’unità immobiliare, con le caratteristiche previste;
  • degli altri maggiori volumi o superfici funzionali alla riduzione dei consumi o del rumore.

Lo scomputo deve essere dimostrato nella documentazione tecnica del titolo abilitativo ed è applicabile anche al contributo di costruzione. Si applica anche agli interventi di recupero degli edifici esistenti, purché siano salvaguardati gli elementi di pregio storico-artistico e gli allineamenti o conformazioni tipiche degli edifici antichi.

I comuni dovevano adeguare i regolamenti edilizi entro 60 giorni; in mancanza, la disciplina si applica comunque.

Per gli interventi conformi al protocollo, i comuni prevedono la riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria e del costo di costruzione fino al 50%, in misura crescente con il livello di sostenibilità, oppure altre forme di incentivo. Le riduzioni sono cumulabili con altre riduzioni previste dalla normativa vigente; gli incentivi sono cumulabili con i contributi regionali.

La Regione concede contributi a soggetti pubblici e privati per interventi conformi al protocollo, fino al 50% del costo complessivo per i pubblici e al 20% per i privati. I criteri e le modalità sono stabiliti dal regolamento attuativo previsto dalla legge.

Formazione, informazione e promozione

La Regione promuove corsi di formazione, aggiornamento e riqualificazione professionale per enti locali, aziende per l’edilizia residenziale, imprese e professionisti; iniziative culturali, studi e ricerche; concorsi di idee o di progettazione; campagne informative sull’uso responsabile del territorio e sul risparmio energetico. È inoltre previsto uno sportello informativo regionale, anche tramite il sito internet istituzionale.

Edilizia residenziale pubblica

La Regione riserva una quota dei fondi per l’edilizia residenziale pubblica agli interventi realizzati in conformità al protocollo regionale. In particolare, viene inserita nella disciplina regionale sull’ERP una quota non inferiore al 60% delle risorse disponibili per interventi di nuova realizzazione e di recupero conformi al protocollo, ripartita in base al punteggio ottenuto.

Regime transitorio, abrogazioni e copertura finanziaria

Per i titoli abilitativi edilizi relativi agli interventi su risparmio idrico, fonti rinnovabili e calcolo degli indici di fabbricabilità, richiesti ma non ancora rilasciati alla data di entrata in vigore, si applica la disciplina previgente. Fino all’adozione del protocollo regionale e del regolamento sulla certificazione, non si applicano le disposizioni sugli incentivi e contributi regionali.

Sono abrogate la precedente legge regionale sul solare termico e sugli sprechi idrici e alcune disposizioni della legge finanziaria regionale 2008.

La legge istituisce la copertura finanziaria per gli anni 2008-2010 e, con successiva modifica, prevede specifiche voci di spesa per la banca dati sugli efficientamenti energetici con stanziamenti per il 2025, 2026 e 2027. La disciplina finanziaria originaria riguarda quindi un intervento programmatorio già concluso, mentre la voce sulla banca dati attiene a una misura più recente ancora operativa.

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