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Sentenza

Sentenza n. 1211/2026 - Catanzaro, Sezione 1

Giustizia amministrativa202300190

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: foglio di via obbligatorio con rimpatrio nel Comune di provenienza, allontanamento dal Comune di Squillace e divieto di ritorno per tre anni

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore adottato ai sensi degli artt. 1 e 2 del d.lgs. n. 159/2011, deducendo la violazione delle garanzie procedimentali, l’insussistenza dei presupposti applicativi della misura, la violazione degli artt. 1 e 2 del d.lgs. n. 159/2011, il difetto di motivazione e l’eccesso di potere. Ha sostenuto di essere incensurato e privo di carichi pendenti, salvo il procedimento penale nel quale era stato sottoposto agli arresti domiciliari per fatti di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, contestando comunque la marginalità del proprio contributo. Il provvedimento era stato adottato ritenendo che il ricorrente fosse pericoloso per la sicurezza pubblica e dedito alla commissione di reati lesivi della sanità, sicurezza e tranquillità pubblica, in quanto avrebbe provveduto al trasferimento di prostitute dalle stazioni ferroviarie alle abitazioni ove esercitavano il meretricio.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha rilevato che il foglio di via obbligatorio richiede l’inquadramento del destinatario in una delle categorie previste dall’art. 1 del d.lgs. n. 159/2011 e un giudizio di pericolosità per la sicurezza pubblica. La natura preventiva e cautelare della misura non richiede la prova di una condanna o dell’avvenuta commissione di reati, essendo sufficienti elementi di fatto attuali e concreti dai quali emerga una significativa probabilità di commissione di condotte penalmente rilevanti e socialmente pericolose. Nel caso concreto, l’applicazione degli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria e il ruolo ritenuto funzionale allo sfruttamento della prostituzione costituivano un compendio idoneo a fondare la prognosi di pericolosità. Il giudice ha inoltre affermato che il sindacato sulla discrezionalità dell’autorità di pubblica sicurezza consiste nella verifica dei fatti, del percorso logico-valutativo e del rispetto delle regole tecniche e di buon agire amministrativo, senza sostituire le proprie valutazioni a quelle dell’amministrazione. Ritenuta la prognosi ragionevole, proporzionata, attendibile e adeguatamente motivata, ha rigettato la domanda di annullamento. Le spese sono state compensate per la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 1 d.lgs. 159/2011

    coloro che per il loro comportamento debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che sono dediti alla commissione di reati che offendono e mettono in pericolo la sanità, la sicurezza e la tranquillità pubblica

    La disposizione individua la categoria di soggetti potenzialmente destinatari della misura, sulla base di elementi di fatto e di un giudizio prognostico di pericolosità.

  • art. 2 d.lgs. 159/2011

    Attribuisce al Questore il potere discrezionale di applicare il foglio di via obbligatorio quale misura di prevenzione personale, quando ricorrano i presupposti soggettivi e la pericolosità per la sicurezza pubblica.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione allo svolgimento dell’udienza di smaltimento.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Il foglio di via obbligatorio può essere adottato dal Questore quando il destinatario sia riconducibile a una delle categorie previste dall’art. 1 del d.lgs. 159/2011 e risulti pericoloso per la sicurezza pubblica sulla base di un giudizio prognostico fondato su elementi di fatto attuali e concreti.
  • La natura preventiva e cautelare del foglio di via obbligatorio non richiede la prova dell’avvenuta commissione di reati né l’esistenza di una condanna definitiva; è sufficiente che specifiche e concrete condotte evidenzino una significativa probabilità di commissione di reati penalmente rilevanti e socialmente pericolosi.
  • Il sindacato giurisdizionale sulla valutazione discrezionale dell’autorità di pubblica sicurezza comprende l’accertamento pieno dei fatti e la verifica della logicità, ragionevolezza, proporzionalità, attendibilità e adeguatezza motivazionale della prognosi di pericolosità, ma non consente al giudice di sostituire le proprie valutazioni a quelle dell’amministrazione.
  • La partecipazione a condotte ritenute funzionali allo sfruttamento della prostituzione, unitamente all’applicazione di una misura cautelare nell’ambito del relativo procedimento penale, può costituire un compendio concreto e sufficiente a fondare la prognosi di pericolosità richiesta per il foglio di via obbligatorio.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaPericolosità sociale e valutazioni di sicurezza
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di motivazioneEccesso di potere

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