Cassazione Penale, Ordinanza n. 35718/2026 del 09/10/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso: il primo motivo è una generica censura in fatto contro l'esercizio dei poteri discrezionali del giudice di merito, mentre il secondo è manifestamente infondato perché la recidiva era riferita a entrambi i capi d'imputazione, compreso quello di evasione. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha impugnato la sentenza del 12 febbraio 2026 della Corte d'appello di Genova, articolando due motivi in materia di recidiva. Con il primo ha censurato la mancata esclusione della recidiva; la Corte di cassazione ha ritenuto la doglianza generica e diretta a contestare in fatto il corretto esercizio della discrezionalità del giudice di merito, il quale aveva considerato anche un precedente specifico divenuto irrevocabile nel 2022. Con il secondo ha lamentato l'omessa contestazione della recidiva in relazione al reato di evasione; la Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, rilevando che il riferimento alla recidiva riguardava entrambi i capi d'imputazione. Il testo non specifica ulteriori dettagli della vicenda né la pena inflitta in appello.
Massime di principio
- È inammissibile la censura sulla mancata esclusione della recidiva quando si risolve in una contestazione generica, in fatto, dell'esercizio dei poteri discrezionali del giudice di merito, che ha motivatamente considerato anche un precedente specifico irrevocabile.
- È manifestamente infondato il motivo che deduce l'omessa contestazione della recidiva rispetto a uno dei capi d'imputazione quando dagli atti risulta che il riferimento alla recidiva riguardava entrambi i capi.
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