Cassazione Penale, Sentenza n. 01604/2026 del 14/01/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza di esecuzione che ha parzialmente riconosciuto la continuazione tra vari reati. Denuncia tre vizi: (1) insufficiente motivazione circa la misura degli aumenti di pena applicati a due reati satellite (mancata specificazione dei parametri ex art.133 c.p. e violazione del principio affermato da Cass. n.47127/2021, Pizzone); (2) vizio di motivazione nel rigetto della continuazione tra reati, laddove il Giudice avrebbe considerato solo il fattore temporale trascurando altri indici (stessa area geografica, contesto, e la tossicodipendenza) nonché la prossimità temporale di circa un anno tra alcuni reati; (3) violazione di legge e vizio di motivazione per non avere adeguatamente valutato lo stato di tossicodipendenza (certificato) ai sensi dell'art.671 c.p.p., senza spiegare perché tale stato non incidesse sull'identità del disegno criminoso.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso come infondato. Sulla questione degli aumenti di pena la Corte giudica il motivo inammissibile e ritiene che l'ordinanza di merito abbia comunque considerato gli indici previsti dall'art.133 c.p. (capacita' a delinquere, personalità negativa, violazioni della serenità familiare, ecc.), giustificando le modeste maggiorazioni. Quanto ai profili relativi alla continuazione e alla tossicodipendenza, la Corte conferma che lo stato di dipendenza è stato rilevato ma non può di per sé determinare la continuazione: occorre la sussistenza congiunta di altri indici del medesimo disegno criminoso, che nel caso sono stati ritenuti mancanti (sia per il significativo intervallo temporale tra alcuni fatti sia per l'estemporaneità di altri reati). Il ricorso è quindi respinto; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali (art.616 c.p.p.) e disposto l'oscuramento dei dati sensibili e del titolo di alcuni reati.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
Richiamato per indicare il vincolo tra reati (concorso di reati/continuazione) riconosciuto tra alcuni titoli; applicato dal Giudice dell'esecuzione per unificare alcune condanne.
art. 133 cod. pen.
Usato come parametro per la determinazione della pena e degli aumenti per i reati satellite; la Corte ha ritenuto che i criteri (capacità a delinquere, personalità negativa, danno, modalità, ecc.) siano stati adeguatamente considerati nella motivazione, giustificando le modeste maggiorazioni.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato come limite ai motivi di ricorso (materia e limiti dell'impugnazione) nel dedurre i vizi di motivazione.
art. 671 cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'unificazione delle pene in sede di esecuzione; la Corte ha ritenuto che il Giudice dell'esecuzione abbia correttamente valutato gli indici per la continuazione ex art.671 c.p.p. e che la tossicodipendenza, pur rilevata, non sia sufficiente da sola a configurare il medesimo disegno criminoso.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso.
art. 572 cod. pen.
Richiamato in relazione alla necessita' di oscuramento dei dati sensibili e del titolo di alcuni reati nella motivazione, per tutelare la condizione di tossicodipendenza.
Cass. Sez. U, n. 47127/2021 (Pizzone)
Giurisprudenza di legittimità richiamata come parametro sul modo di motivare gli aumenti di pena nei reati continuati; la Corte afferma che i principi di quella decisione sono applicabili anche in sede di esecuzione e che nel caso la motivazione è sufficiente.
Altri precedenti di Cassazione citati (es. Sez. 2, n.22493/2019 Avanzini; Sez.1, n.50716/2014, ecc.)
Giurisprudenza citata per il principio secondo cui la tossicodipendenza può rilevare ai fini della continuazione solo se accompagnata da altri indici che connotino l'identità del disegno criminoso.
Massime di principio
- La tossicodipendenza, pur essendo un elemento rilevabile, non determina automaticamente la sussistenza della continuazione fra reati: occorre che sia accompagnata da altri indici del medesimo disegno criminoso (identità di movente, contesto spazio-temporale, finalità).
- Nella valutazione degli aumenti di pena per reati satellite il giudice deve comunque considerare i criteri dell'art.133 c.p.; aumenti modesti possono risultare giustificati da una valutazione complessiva della personalità e della gravità delle condotte anche se la motivazione non esplicita parametri numerici dettagliati.
- Il fattore temporale è significativo ma non esclusivo: un intervallo di tempo può legittimamente far escludere la continuazione se congiuntamente mancano altri indici di un disegno unitario; viceversa, la prossimità temporale va valutata insieme ad altri elementi (contesto, luogo, modalità, movente).
- In sede di esecuzione il giudice deve motivare specificamente le ragioni che portano a riconoscere o escludere la continuazione; tuttavia vanno considerati anche il carattere e l'entità delle maggiorazioni contestate: questioni di lieve entità, ben inserite in una motivazione complessiva, possono non richiedere analisi parametrica ultra-dettagliata.
- Nei ricorsi per cassazione contro ordinanze di esecuzione la Corte verifica sia la correttezza giuridica della valutazione degli indici sia la coerenza logico-argomentativa della motivazione; eccezioni manifestamente infondate possono esser dichiarate inammissibili.
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