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Sentenza

Sentenza n. 1542/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento dell'ordinanza del Comune di Moncalieri n. 101/2023 del 31/03/2023, notificata in pari data a mezzo PEC, avete ad oggetto "Ordinanza di riemessa in pristino per cambio di destinazione d'uso senza previo rilascio di titolo edilizio abilitativo del fabbricato individuato al N.C.E.U. foglio 2 mappale 337 subb.18-19-20 in via Moncenisio n. 8” nella parte in cui prevede che l'inottemperanza comporterà l'acquisizione gratuita della proprietà in danno della Società Unicredit Leasing S.p.A. – proprietario incolpevole dell'abuso - ai sensi del disposto dell'art. 31, comma 3, del D.P.R. 380/2001.

Giustizia amministrativa202300517

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di rimessione in pristino per cambio di destinazione d'uso senza previo titolo edilizio, nella parte relativa all'acquisizione gratuita dell'immobile in caso di inottemperanza

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Comune di Moncalieri che disponeva la rimessione in pristino di un fabbricato interessato da un cambio di destinazione d'uso senza titolo edilizio, contestandola limitatamente alla previsione secondo cui l'inottemperanza avrebbe comportato l'acquisizione gratuita della proprietà ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001, nonostante la sua qualifica di proprietario incolpevole dell'abuso. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato, in data 21 maggio 2026, la sopravvenuta perdita dell'interesse alla decisione e ha chiesto la compensazione delle spese. Il Comune ha aderito espressamente alla dichiarazione e alla richiesta sulle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il giudice ha affermato che nel processo amministrativo l'interesse al ricorso è nella piena disponibilità del ricorrente; pertanto, la dichiarazione di sopravvenuta perdita dell'interesse rende improcedibile il ricorso senza che il giudice debba svolgere ulteriori valutazioni sulla persistenza dell'interesse. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell'accordo tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse alla decisione

    La sopravvenuta perdita dell'interesse alla decisione dichiarata dal ricorrente determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    acquisizione gratuita della proprietà

    È la disposizione richiamata nell'ordinanza impugnata quale conseguenza dell'inottemperanza all'ordine di rimessione in pristino; la sentenza non ne esamina il merito.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, l'interesse al ricorso è nella piena disponibilità del ricorrente; la dichiarazione di sopravvenuta perdita di tale interesse determina l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza che il giudice debba valutare ulteriormente la persistenza dell'interesse.
  • Quando le parti concordano sulla sopravvenuta carenza di interesse e sulla compensazione delle spese, il giudice può disporre la compensazione delle spese di lite in ragione dell'accordo raggiunto.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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