Cassazione Civile, Sentenza n. 21176/2021 del 23/07/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
richiesta di oscuramento/redazione di dati personali o contenuti identificativi presenti in atti o documenti pubblici. La valutazione riguarda la tutela della privacy, della sicurezza personale, di segreti aziendali o di interessi di minori rispetto al principio di trasparenza e all'interesse pubblico alla conoscenza degli atti. Si analizzano rilevanza e attualità dei dati, loro sensibilità, possibilità di identificazione, finalità della pubblicazione e misure alternative meno invasive
La decisione
atto ancora in fase di valutazione: non è stata emessa una decisione definitiva. In questo stadio il giudice/ufficio valuta il bilanciamento tra diritto alla riservatezza e interesse pubblico; possibile esito di accoglimento totale (oscuramento completo), accoglimento parziale (oscuramento selettivo o pseudonimizzazione), rigetto (mantenimento integrale della pubblicazione) o adozione di misure temporanee. La decisione finale dovrebbe essere motivata, indicare criteri di proporzionalità e provare l'assenza di misure meno invasive
Norme richiamate
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
il trattamento è lecito solo se sussiste una base giuridica; il diritto alla cancellazione/limitazione non è assoluto e va bilanciato con la libertà di espressione e l'interesse pubblico; per la pubblicazione di atti si applicano specifiche deroghe e limiti
D.lgs. 196/2003 (Codice della Privacy) come modificato
principi generali di protezione dei dati personali e obblighi di minimizzazione e sicurezza; utile per interpretare le misure tecniche e organizzative come l'oscuramento
Articolo 8 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo
diritto al rispetto della vita privata: la limitazione pubblica di informazioni personali richiede giustificazione e proporzionalità, da bilanciare con l'art. 10 tutela della libertà di espressione
Norme nazionali sulla trasparenza e pubblicità degli atti
es. Legge 241/1990 (accesso agli atti) e disposizioni specifiche sulla pubblicazione degli atti giudiziari
imposta un interesse pubblico alla conoscenza degli atti amministrativi/giudiziari che deve essere bilanciato con i diritti alla riservatezza; consente misure restrittive solo se motivate
Massime di principio
- L'istanza di oscuramento richiede un bilanciamento concreto e motivato fra il diritto alla riservatezza e l'interesse alla trasparenza: non esistono divieti assoluti
- Si preferiscono misure proporzionate e meno invasive (pseudonimizzazione, oscuramento selettivo, limitazione temporale) rispetto alla rimozione totale
- Dati sensibili (salute, orientamento sessuale, condanne penali non definitive, informazioni su minori) giustificano più facilmente l'oscuramento
- Il richiedente deve dimostrare la concretezza del pregiudizio; la mera incongruenza o disagio non è di per sé sufficiente
- Il provvedimento deve essere motivato per iscritto: indicare quali dati si oscurano, perché, per quanto tempo e se esistono alternative
- Quando l'interesse pubblico alla conoscenza è elevato (es. atti che spiegano decisioni pubbliche rilevanti), la soglia per accogliere l'oscuramento è più alta
- È prassi valutare l'efficacia dell'oscuramento nel prevenire l'identificazione e considerare effetti collaterali come l'alterazione del senso dell'atto
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