Messaggio numero 24711 del 30-12-2011
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge riduce a 1.000 euro il limite per la tracciabilità dei pagamenti e introduce un nuovo comma che obbliga le Pubbliche Amministrazioni a usare strumenti di pagamento elettronici per spese, stipendi, pensioni ed emolumenti superiori a tale soglia. Prevede inoltre un termine di adeguamento di tre mesi, la possibilità di proroga per motivate esigenze, regole specifiche per alcuni trattamenti pensionistici e la promozione di convenzioni per l’uso dei POS.
Riduzione del limite per l’uso del contante a 1.000 euro e obbligo di pagamenti elettronici per le Pubbliche Amministrazioni
Riduzione del limite al contante e obblighi di pagamento elettronico
Il documento illustra l’intervento normativo disposto dalla Legge n. 214 del 22 dicembre 2011, che modifica la disciplina sull’uso del contante e introduce specifici obblighi per le Pubbliche Amministrazioni. La finalità dichiarata è favorire la modernizzazione e l’efficienza dei pagamenti, ridurre i costi di gestione del denaro contante e rendere i processi più coerenti con la digitalizzazione della PA e con la normativa in materia di servizi di pagamento.
Ambito di applicazione
La nuova disciplina riguarda le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali e i loro enti. L’intervento incide sia sulle spese delle amministrazioni sia sulle erogazioni periodiche di somme a favore di soggetti terzi, con particolare attenzione a stipendi, pensioni, compensi continuativi ed ogni altro emolumento destinato a chiunque.
Regole sui pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni
Per le spese delle amministrazioni, le operazioni di pagamento devono essere disposte mediante strumenti telematici. Le amministrazioni sono tenute ad avviare il superamento dei sistemi basati su supporti cartacei.
I pagamenti devono avvenire ordinariamente tramite:
- accreditamento su conti correnti bancari o di pagamento dei creditori;
- altri strumenti di pagamento elettronici scelti dal beneficiario.
Eventuali pagamenti per cassa non possono superare l’importo di 1.000 euro.
Stipendi, pensioni ed emolumenti superiori a 1.000 euro
Lo stipendio, la pensione, i compensi corrisposti in via continuativa e ogni altro emolumento di importo superiore a 1.000 euro devono essere erogati con strumenti di pagamento elettronici bancari o postali. Sono espressamente ricomprese anche:
- carte di pagamento prepagate;
- carte di cui all’articolo 4 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Il testo precisa che il limite di 1.000 euro può essere modificato con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.
Termine di adeguamento e decorrenza operativa
L’adeguamento alle nuove modalità di pagamento deve avvenire entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, cioè entro il 6 marzo 2012.
Ne consegue, secondo il documento, che l’Istituto non deve effettuare pagamenti in contante di importo superiore a 1.000 euro a partire dal 7 marzo 2012.
Comunicazioni agli interessati e modalità di variazione del pagamento
Per la prima applicazione della norma, sono state inviate comunicazioni ai titolari di pensioni con rata corrente pagata in contanti per importi complessivamente superiori a 1.000 euro. Nella comunicazione è indicata la possibilità di comunicare entro il mese di febbraio 2012 le modalità alternative di riscossione, scegliendo tra:
- accredito in conto corrente;
- accredito su libretto postale;
- accredito su carta ricaricabile.
La richiesta di variazione della modalità di pagamento può essere presentata:
- tramite il sito istituzionale, da parte dei soggetti muniti di PIN;
- direttamente presso una Struttura Territoriale dell’Istituto;
- presso gli uffici bancari o postali, secondo le consuete modalità.
Ulteriori disposizioni contenute nell’art. 12 della Legge n. 214/2011
Il documento riporta anche il testo dell’art. 12 della Legge n. 214/2011, che interviene sulla tracciabilità dei pagamenti e sul contrasto all’uso del contante.
Limite generale e disciplina transitoria
Le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore previste dall’articolo 49 del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 sono adeguate all’importo di 1.000 euro. Il comma 13 del medesimo articolo è modificato sostituendo la data «30 settembre 2011» con «31 marzo 2012».
È inoltre stabilito che non costituisce infrazione la violazione delle disposizioni dell’articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, commessa nel periodo dal 6 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012 e riferita alle nuove limitazioni di importo introdotte dal comma 1.
Sanzione per libretti al portatore
All’articolo 58, comma 7-bis, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 è aggiunta una previsione specifica: per le violazioni di cui al comma 3 che riguardano libretti al portatore con saldo inferiore a 3.000 euro, la sanzione è pari al saldo del libretto stesso.
Esenzione da imposta di bollo e divieto di costi per specifici rapporti pensionistici
Per incrementare i livelli di sicurezza fisica e tutelare i percettori di trattamenti pensionistici minimi, assegni e pensioni sociali, i rapporti recanti gli accrediti di tali somme sono esenti in modo assoluto dall’imposta di bollo, purché i titolari rientrino nelle fasce individuate ai sensi del comma 5, lettera d).
Per tali rapporti è inoltre fatto divieto alle banche, a Poste Italiane S.p.A. e agli altri intermediari finanziari di addebitare alcun costo.
Promozione dei POS per le Pubbliche Amministrazioni
Per consentire alle Pubbliche Amministrazioni di riscuotere le entrate di propria competenza con strumenti diversi dal contante, il Ministero dell’economia e delle finanze promuove, tramite Consip S.p.A., la stipula di una o più convenzioni con prestatori di servizi di pagamento. L’obiettivo è permettere agli enti di dotarsi di POS a condizioni favorevoli, ferme restando le attività di riscossione dei tributi regolate da specifiche normative.
Possibile proroga del termine
Il termine previsto per l’adeguamento del comma 4-ter può essere prorogato, per specifiche e motivate esigenze, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione.
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