Sentenza n. 3099/2026 - Napoli, Sezione 6
per l’esecuzione della sentenza n. 1385/2025 del 23 febbraio 2025 del Tribunale di Napoli, sezione lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero dell'Istruzione e del Merito alla sentenza n. 1385/2025 del Tribunale di Napoli, sezione lavoro, che aveva disposto il pagamento di 1.500 euro mediante carta del docente, oltre alle spese di giudizio
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza assumendo il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Napoli, sezione lavoro, n. 1385/2025, con la quale il Ministero dell'Istruzione e del Merito era stato condannato a riconoscerle la somma di 1.500 euro mediante emissione di un buono elettronico della carta del docente, oltre alle spese processuali. Ha dedotto la mancata esecuzione della pronuncia e chiesto l'ordine giudiziale di adempimento entro un termine, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna dell'amministrazione a una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. Il Ministero si è costituito con un atto di stile, senza fornire elementi ostativi all'esecuzione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo accertata l'inottemperanza del Ministero in assenza di elementi ostativi dedotti dall'amministrazione. Ha ordinato al Ministero di eseguire la sentenza del Tribunale di Napoli entro sessanta giorni dalla comunicazione della pronuncia. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione (DGOSV), con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione, attribuendogli un ulteriore termine di sessanta giorni per porre in essere gli atti necessari all'esecuzione del giudicato e della pronuncia sulle spese. Ha inoltre accolto la richiesta di penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., condannando il Ministero al pagamento di una somma pari agli interessi legali sull'importo dovuto, decorrente dalla comunicazione della sentenza e fino all'effettivo adempimento. Le spese del giudizio, liquidate in 1.000 euro oltre accessori, sono state poste a carico del Ministero, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.
fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dal resistente per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato
Nel giudizio di ottemperanza il giudice può disporre, su richiesta della parte, una penalità di mora per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato; nei giudizi aventi a oggetto il pagamento di somme di denaro, la penalità decorre dalla comunicazione o notificazione dell'ordine di pagamento e può essere determinata in misura pari agli interessi legali senza risultare manifestamente iniqua.
art. 6 D.M. 17 gennaio 2025, n. 6
Individuazione della struttura ministeriale cui appartiene il dirigente nominato commissario ad acta.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione non dimostra l'esistenza di elementi ostativi e non esegue una pronuncia passata in giudicato, il giudice può ordinare l'adempimento entro un termine e predisporre, per l'eventuale ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
- Nei giudizi di ottemperanza aventi a oggetto il pagamento di somme di denaro, la penalità di mora prevista dall'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. può essere determinata in misura pari agli interessi legali sull'importo dovuto e decorre dalla comunicazione o notificazione dell'ordine di pagamento contenuto nella sentenza di ottemperanza fino all'effettivo adempimento.
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