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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 4713/2022 del 14/02/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Disputa relativa a lavori di posa in opera di "micropali di contenimento" eseguiti da Guidolin/Wellpoint per ampliamento di un interrato. Guidolin otteneva un decreto ingiuntivo per €9.300; Loredana Placa proponeva opposizione; la Loredana Catering (proprietaria dell'immobile adiacente) chiedeva il risarcimento dei danni per le fessurazioni e i lavori di ripristino. In primo grado il Tribunale confermava l'ingiunzione ma condannava Guidolin a risarcire danni (liquidati in favore della Loredana Catering). In appello la Corte di Venezia dichiarava inammissibile la domanda risarcitoria della Loredana Catering ritenendo che l'opposizione al decreto ingiuntivo potesse essere proposta solo dal destinatario dell'ingiunzione; le ricorrenti in Cassazione contestavano tale decisione (primo motivo) e, in secondo luogo, la valutazione sulla gravità dell'inadempimento e le conseguenze sulla risoluzione del contratto e sul diritto al corrispettivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo: ha ritenuto errato il ragionamento della Corte d'appello sulla presunta mancanza di legittimazione della "Loredana Catering" e ha affermato che l'opposizione a decreto ingiuntivo può comprende re, nel suo corpo, domande di terzi connesse per oggetto o titolo (cumulo soggettivo iniziale), nonché che sussistono strumenti come chiamata in causa, intervento e riunione di cause connesse. Perciò la sentenza della Corte d'Appello n. 2792/2015 è stata cassata limitatamente al rapporto processuale tra la Loredana Catering e la Wellpoint e la causa è stata rinviata alla Corte d'Appello di Venezia in diversa composizione per proseguire tra quelle parti e regolare le spese. Il secondo motivo è stato invece rigettato: la Cassazione ha confermato la correttezza della valutazione di merito secondo cui l'opera, pur problematicamente ultimata, non aveva vizi tali da giustificare la risoluzione del contratto e che la richiesta risarcitoria poteva comunque essere accolta nei termini ritenuti dai giudici di merito; inoltre la Corte ha richiamato la distinzione tra incompletezza dell'opera (inadempimento contrattuale generale) e vizi dell'opera ultimata (art. 1667/1668 c.c.). In conseguenza di ciò Loredana Placa è stata condannata a rimborsare a Wellpoint le spese del giudizio di legittimità; è stato inoltre disposto che non sussisteva l'obbligo per la Loredana Catering di versare un ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 645 cod. proc. civ.

    Disciplina l'opposizione al decreto ingiuntivo; la Corte precisa che l'opposizione è un giudizio ordinario e può contenere domande connesse anche proposte da terzi, purché connesse per titolo o per oggetto

  • art. 103 cod. proc. civ.

    Riferito al cumulo soggettivo iniziale (litisconsorzio facoltativo "improprio"): la Corte lo usa per giustificare la possibilità che più domande connesse siano proposte in un unico processo

  • art. 274 cod. proc. civ.

    Consente la riunione di cause connesse; la Corte sottolinea che, seppur la riunione sia possibile e ordinatoria, i provvedimenti in materia non sono impugnabili

  • art. 273 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione ai provvedimenti ordinatori su riunione/separazione e alla loro natura non impugnabile

  • art. 269 cod. proc. civ.

    Richiamato con riferimento all'autorizzazione necessaria quando l'opponente chiama in causa un terzo nel giudizio di opposizione

  • art. 19 cod. proc. civ.

    Riferimento al foro generale: il cumulo soggettivo non ha comportato deroga al foro competente (Tribunale di Treviso)

  • art. 1667 cod. civ.

    Norma sulla garanzia per vizi dell'opera ultimata: la Corte distingue tra vizi dell'opera ultimata (applicazione di art. 1667/1668) e inadempimento per opera non ultimata

  • art. 1668 cod. civ.

    Regola la risoluzione del contratto per difformità o vizi dell'opera ultimata; la Corte osserva che la risoluzione è ammessa solo se i vizi rendono l'opera del tutto inadatta alla destinazione

  • art. 1453 cod. civ.

    Richiamato come disciplina generale dell'inadempimento contrattuale applicabile quando l'opera non è ultimata

  • art. 1455 cod. civ.

    Richiamato nel quadro della disciplina generale dell'inadempimento e dell'effetto risolutorio

  • art. 1223 cod. civ.

    Principio generale del risarcimento del danno: la Corte sottolinea che il risarcimento non esclude la verifica dell'eventuale diritto del contraente al corrispettivo, a seconda della fattispecie concreta

  • art. 360 cod. proc. civ.

    Norma che disciplina i motivi di cassazione; i motivi proposti sono stati valutati alla luce dei relativi numeri di cui all'articolo (es. n.3, n.4, n.5)

  • art. 132 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione ai profili motivazionali; la Corte chiarisce i limiti del sindacato di cassazione sulla motivazione di merito

  • D.P.R. n. 115/2002

    Norme sul contributo unificato: la Corte ha disposto l'esito relativo all'obbligo di versamento del contributo per le ricorrenti in funzione dell'accoglimento/parziale rigetto dei motivi

Massime di principio

  • L'opposizione a decreto ingiuntivo è un giudizio ordinario: l'opponente può chiamare terzi e, più in generale, nell'opposizione possono essere proposte domande di soggetti terzi se connesse per oggetto o per titolo alla domanda monitoria o alle domande riconvenzionali (possibilità di cumulo soggettivo iniziale).
  • La legittimazione sostanziale del soggetto (es. proprietario dell'immobile danneggiato) è distinta dalla legittimazione processuale: la mancata contestazione tempestiva della titolarità reale può consolidare la posizione sostanziale del terzo e la sua ammissibilità nel giudizio.
  • Va distinta la fattispecie dell'opera non ultimata (inadempimento contrattuale disciplinato dagli artt. 1453 e ss. c.c.) dalla fattispecie dell'opera ultimata ma viziata (disciplina speciale ex artt. 1667/1668 c.c.): la risoluzione del contratto è ammessa solo se i vizi rendono l'opera totalmente inadatta alla sua destinazione.
  • I provvedimenti ordinatori relativi alla riunione o separazione di cause (artt. 273-274 c.p.c.) non sono impugnabili, ma il giudice può comunque valutare la connessione e disporre la riunione quando opportuno.
  • In sede di Cassazione non è sindacabile il mero apprezzamento delle prove di merito (valutazione delle risultanze della CTU) salvo il vizio consistente nell'omesso esame di un fatto decisivo e controverso rilevante ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

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