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Legge

L.R. FVG 5/2010

Valorizzazione dei dialetti di origine veneta parlati nella regione Friuli Venezia Giulia.

Normativa regionaleL.R. FVG 5/2010Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale disciplina, nel territorio del Friuli Venezia Giulia, interventi per valorizzare i dialetti di origine veneta (triestino, bisiaco, gradese, maranese, muggesano, liventino, veneto istriano-dalmata, goriziano, pordenonese e udinese) tramite studi, cultura, comunicazione, istruzione e toponomastica. Prevede programmazione triennale, Comitato consultivo e Fondo regionale; il testo riguarda però un regime ormai datato, con oneri riferiti soprattutto agli anni 2010-2012.

Valorizzazione dei dialetti di origine veneta in Friuli Venezia Giulia

Valorizzazione dei dialetti di origine veneta in Friuli Venezia Giulia

La legge regionale disciplina, per il territorio del Friuli Venezia Giulia, la promozione e il sostegno dei dialetti di origine veneta considerati patrimonio culturale della comunità regionale. L’intervento è orientato alla conservazione, alla trasmissione alle nuove generazioni e all’uso sociale dei dialetti, anche nei rapporti con le comunità venetofone all’estero e nelle aree di confine.

Ambito di applicazione e dialetti interessati

Sono oggetto di valorizzazione i dialetti di origine veneta individuati dalla legge, cioè:

  • triestino;
  • bisiaco;
  • gradese;
  • maranese;
  • muggesano;
  • liventino;
  • veneto dell’Istria e della Dalmazia;
  • veneto goriziano, pordenonese e udinese.

La norma si applica nella Regione Friuli Venezia Giulia e riguarda anche le comunità dei corregionali all’estero richiamate nel testo.

Finalità generali

La Regione persegue finalità di tutela e valorizzazione culturale, con l’obiettivo di:

  • conservare la ricchezza culturale presente nel territorio regionale;
  • renderla fruibile alle future generazioni;
  • sviluppare l’identità culturale;
  • favorire l’utilizzo del dialetto nella vita sociale;
  • promuovere il dialogo nelle aree frontaliere e con le comunità venetofone fuori regione e all’estero.

Province e Comuni concorrono alla valorizzazione secondo le modalità previste dalla legge e dalla programmazione regionale.

Tipologie di intervento

La Regione promuove e sostiene interventi in cinque grandi aree:

  • studi e ricerche;
  • attività culturali e spettacolo;
  • comunicazione;
  • istruzione;
  • toponomastica e cartellonistica.

Sono inoltre previsti progetti e incontri tra le comunità venetofone del Friuli Venezia Giulia, tra queste e i corregionali all’estero, nonché con comunità venetofone presenti in Italia, Slovenia e Croazia. La legge favorisce anche rapporti con le comunità di lingua friulana, slovena e tedesca della regione per una più ampia conoscenza reciproca.

Studi, ricerche e documentazione

Nel settore degli studi e delle ricerche rientrano, in particolare:

  • studio e ricerca storica e demo-etno-antropologica;
  • seminari e convegni;
  • raccolta e conservazione del patrimonio culturale e dialettale;
  • concorsi, premi e borse di studio, anche con scuole e università;
  • repertori dialettali e pubblicazioni su aree storiche, culturali e linguistiche della regione.

La Regione promuove la ricerca scientifica anche in collaborazione con gli atenei del Friuli Venezia Giulia e del Veneto e con istituti ed enti culturali pubblici e privati. È favorita la costituzione e l’informatizzazione di fondi bibliografici e archivi, anche sonori e video, con testimonianze orali, canti, musiche e danze tradizionali. Presso le biblioteche di enti locali e di interesse regionale possono essere create sezioni specifiche dedicate ai dialetti veneti.

Attività culturali, spettacolo e comunicazione

Tra gli interventi culturali e spettacolari la legge ricomprende iniziative:

  • editoriali, discografiche, audiovisive, multimediali ed espositive;
  • produzione e distribuzione di spettacoli musicali e teatrali;
  • festival e manifestazioni culturali, teatrali e musicali;
  • promozione di tradizioni folcloristiche e popolari regionali.

In materia di comunicazione, la Regione promuove trasmissioni radiofoniche e televisive realizzate da emittenti pubbliche e private e sostiene la redazione e la stampa di giornali e periodici nei dialetti considerati dalla legge.

Istruzione

Nel settore scolastico la Regione promuove e sostiene progetti didattici finalizzati alla valorizzazione e alla conoscenza dei dialetti, anche per l’apprendimento della storia e delle tradizioni locali. Può inoltre sostenere l’acquisizione nelle biblioteche scolastiche di testi e materiale documentale sul tema, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Toponomastica e cartellonistica

La Regione sostiene indagini e iniziative di studio e ricerca promosse dai Comuni in materia di toponomastica, anche con il supporto delle università e degli istituti culturali regionali. Sostiene inoltre enti locali e soggetti pubblici e privati, attivi nei settori della cultura, sport, economia e sociale, nell’uso di cartellonistica, anche stradale, nei dialetti di origine veneta.

Programmazione, benefici e procedura attuativa

La Giunta regionale approva un programma triennale degli interventi, sentito il Comitato regionale e la competente Commissione consiliare. I contributi e i finanziamenti regionali possono essere concessi a:

  • Province;
  • Comuni, anche associati;
  • enti pubblici e privati;
  • associazioni culturali che realizzano iniziative del capo dedicato agli interventi.

Un regolamento, approvato previo parere del Comitato e della Commissione consiliare competente, disciplina:

  • criteri e modalità per individuare tipologie di intervento e spese ammissibili;
  • presentazione delle domande;
  • erogazione dei benefici;
  • rendicontazione;
  • revoca dei benefici assegnati.

Comitato regionale per la valorizzazione dei dialetti

È istituito presso la Direzione centrale competente in materia di cultura il Comitato regionale per la valorizzazione dei dialetti di origine veneta, con funzioni consultive, di proposta e di valutazione delle iniziative.

Il Comitato esprime parere sulla programmazione triennale e sul regolamento attuativo ed è composto da:

  • assessore regionale alla cultura o suo delegato;
  • direttore centrale regionale alla cultura o suo delegato;
  • due esperti in dialetti e relativi supplenti designati dalle Università di Trieste e Udine;
  • tre esperti rappresentanti delle realtà culturali interessate, nominati dal Consiglio regionale con voto limitato.

Il Comitato dura per la legislatura, i componenti possono essere rieletti e viene costituito con decreto del Presidente della Regione su proposta dell’Assessore competente. Deve essere costituito entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge. La Giunta regionale determina gettone di presenza, missione e rimborso spese.

Fondo regionale e copertura finanziaria

È istituito il Fondo regionale per la valorizzazione dei dialetti di origine veneta, destinato a finanziare gli interventi previsti dalla legge. La Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, ripartisce le quote del Fondo tra i diversi settori di intervento.

Le norme finanziarie indicano coperture imputate al bilancio pluriennale 2010-2012 e al bilancio 2010; la disciplina finanziaria è quindi collegata al quadro contabile originario della legge.

Modifica legislativa connessa

La legge modifica l’articolo 25 della legge regionale 68/1981, sostituendo il riferimento alle “culture locali di origine slovena, tedesca e veneta” con la formula più ampia relativa a “culture e parlate locali non disciplinate e finanziate da altra normativa regionale”.

Profili di attualità normativa

Il testo ha data di entrata in vigore 11 marzo 2010 e contiene riferimenti finanziari e organizzativi tarati sul triennio 2010-2012 e sulla legislatura di riferimento del Comitato. Pur restando una disciplina regionale di valorizzazione culturale, molte previsioni operative risultano legate a una fase programmatica ormai datata.

Testo integrale

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