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Sentenza

Sentenza n. 3969/2026 - Napoli, Sezione 2

per l’annullamento dell’ordinanza n. 204/2022 (prot. n. 38559/2022) del 10/08/2022, notificata in data 26/09/2022, con la quale il Comune di Afragola dichiarava l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale con riferimento alle opere realizzate dai ricorrenti in Afragola alla VIII Traversa Cinquevie, lotto di fronte al civico n. 22, individuate catastalmente alle seguenti coordinate: foglio 5 particella n. 1797, cat. F/3 sub 1, piano S1-T-1; foglio 5 particella n. 1797, cat. F/3 sub 2, piano T; foglio 5 particella n. 1797, cat. F/3 sub 3, piano 1; foglio 5 particella n. 1797, cat. F/3 sub 4, piano S1.

Giustizia amministrativa202205882

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere edilizie e delle relative aree

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale di acquisizione gratuita, deducendo, con il primo motivo, la genericità e l’insufficienza della motivazione in ordine all’individuazione delle porzioni immobiliari acquisite e, con il secondo motivo, l’insufficiente motivazione circa la necessità di acquisire aree ulteriori rispetto a quella di sedime. Nel corso del giudizio hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione e hanno chiesto la cancellazione della causa dal ruolo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che la parte ricorrente aveva esplicitamente manifestato la perdita dell’interesse alla decisione. Il giudice ha applicato l’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., che impone di dichiarare, anche d’ufficio, l’improcedibilità quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione. Ha inoltre precisato che l’art. 73, comma 1-bis, c.p.a. preclude la cancellazione della causa dal ruolo su istanza di parte, sicché la definizione appropriata era la declaratoria di improcedibilità. Le spese sono state compensate, considerato l’esito del giudizio e la costituzione meramente formale del Comune.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione

    La sopravvenuta perdita dell’interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso, dichiarabile anche d’ufficio dal giudice.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    disporre, su istanza di parte, la cancellazione della causa dal ruolo

    La norma preclude al giudice di definire il giudizio mediante la mera cancellazione della causa dal ruolo su istanza di parte, quando ricorrono i presupposti per la declaratoria di improcedibilità.

Massime di principio

  • La sopravvenuta e dichiarata perdita dell’interesse alla decisione dell’impugnazione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., anche d’ufficio.
  • Quando nel corso del giudizio il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il giudice non deve limitarsi a cancellare la causa dal ruolo su istanza di parte, poiché l’art. 73, comma 1-bis, c.p.a. preclude tale modalità di definizione; deve invece pronunciare l’improcedibilità del ricorso.
  • La costituzione meramente formale dell’amministrazione resistente e l’esito determinato dalla sopravvenuta carenza di interesse possono giustificare la compensazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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