Cassazione Penale, Sentenza n. 10790/2025 del 18/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione del decreto che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di ammissione alle misure alternative (affidamento in prova al servizio sociale o semilibertà) ritenendola mera reiterazione della precedente istanza già respinta il 25/09/2024. Il ricorrente ha censurato la decisione perché la nuova richiesta non era identica: introduceva la semilibertà (novum rispetto alla precedente istanza) e forniva nuovi elementi giustificativi, in particolare la certificazione del rapporto di parentela con i fratelli Monforte, elemento che poteva incidere sulla valutazione della contiguità a sodalizi mafiosi risultante da un'informativa dei CC.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha ribadito i limiti dell'inammissibilità disposta de plano dal Presidente ai sensi dell'art. 666 c.p.p.: essa è ammissibile solo quando la richiesta sia identica per oggetto ed elementi o manifestamente infondata per difetto dei presupposti di legge. Nel caso di specie la nuova istanza conteneva elementi di novità (la richiesta della semilibertà e la prova del vincolo di parentela) tali da impedire il decreto presidenziale di inammissibilità. Il decreto impugnato è stato annullato senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Sorveglianza di Catania per il prosieguo del procedimento e la valutazione collegiale della domanda.
Norme richiamate
art. 666 cod. proc. pen., comma 2
la richiesta appare manifestamente infondata per difetto delle condizioni di legge" ovvero quando essa "costituisce mera riproposizione di una richiesta già rigettata, basata sui medesimi elementi
Il potere del Presidente di dichiarare inammissibile l'istanza de plano è limitato e deve essere esercitato solo se la richiesta è identica per oggetto e per elementi giustificativi ad altra già rigettata o è manifestamente infondata per assenza dei presupposti normativi. Non può essere usato per evitare un esame collegiale quando siano presenti elementi nuovi o questioni di merito.
art. 678 cod. proc. pen., comma 1
Richiama il modello procedimentale tipico della sorveglianza che rinvia alle forme dell'udienza camerale previste dall'art. 666; pertanto il limite all'inammissibilità de plano previsto dall'art. 666 si applica anche nel procedimento di sorveglianza, riservando al Collegio la valutazione di merito quando la domanda non sia manifestamente infondata o si fondi su elementi nuovi.
Principio del divieto del bis in idem / nozione di preclusione (giurisprudenza di legittimità)
La regola che impedisce la mera riproposizione della stessa richiesta ha natura di preclusione rebus sic stantibus: impedisce la rinnovazione della stessa domanda sulla base dei medesimi elementi già decisi, ma non vieta la proposizione di una nuova istanza fondata su fatti nuovi o su elementi preesistenti non considerati nella precedente decisione.
Massime di principio
- L'inammissibilità de plano ex art. 666, comma 2, c.p.p. è ammessa solo se la nuova istanza è identica per oggetto e per elementi giustificativi a una già rigettata o è manifestamente infondata per assenza dei presupposti di legge.
- Se la nuova istanza introduce una diversa misura richiesta (es. semilibertà invece di affidamento al servizio sociale) o apporta elementi di fatto o prova non esaminati anteriormente (es. certificazione di vincoli di parentela), il Presidente non può dichiararne l'inammissibilità de plano: la valutazione di fondatezza richiede il rito camerale con contraddittorio e decisione collegiale.
- La precedente decisione produce una preclusione 'rebus sic stantibus': non vieta sempre nuove istanze, ma impedisce solo le mere riproposizioni basate sugli stessi elementi.
- Il potere presidenziale di summenzionata natura non può essere utilizzato per sostituirsi alla valutazione di merito; quando occorre apprezzare elementi di fatto o valutazioni discrezionali, la competenza spetta al Collegio.
- In caso di illegittima dichiarazione di inammissibilità de plano, il ricorrente può ottenere l'annullamento del decreto e la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza per il proseguo, come avvenuto nella pronuncia esaminata.
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