R.R. Puglia 5/2019
Regolamento regionale sull’Assistenza residenziale e semiresidenziale per soggetti disabili - Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) per disabili - Centro diurno socioeducativo e riabilitativo per disabili.”
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl regolamento disciplina in Puglia fabbisogno, autorizzazione, requisiti minimi e criteri di accesso per RSA disabili e centri diurni socioeducativi e riabilitativi. Definisce tipologie di nuclei, quote a carico del SSR, percorsi UVM/PAI e regole di proroga e monitoraggio. È vigente, ma il testo richiama modifiche successive, tra cui la L.R. 15/2021 e il R.R. 11/2025.
Assistenza residenziale e semiresidenziale per disabili in Puglia
Assistenza residenziale e semiresidenziale per soggetti disabili
Il regolamento della Regione Puglia disciplina le strutture territoriali destinate ai disabili, definendo fabbisogno, autorizzazione alla realizzazione ed esercizio, requisiti strutturali/tecnologici/organizzativi, ulteriori requisiti per l’accreditamento e criteri di eleggibilità degli assistiti. La disciplina riguarda la RSA per disabili e il centro diurno socioeducativo e riabilitativo per disabili.
Ambito applicativo e finalità
Il provvedimento è volto a regolare l’accesso e il funzionamento di strutture extra-ospedaliere rivolte a persone con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali stabilizzate. La disciplina è riferita esclusivamente al territorio della Puglia e si applica ai percorsi assistenziali residenziali e semiresidenziali di lungoassistenza e mantenimento.
RSA per disabili
La Residenza Sanitaria Assistenziale per disabili è istituita per rendere più agevole l’accesso a prestazioni socio-sanitarie, assistenziali, socio-riabilitative e tutelari in regime residenziale. Le prestazioni sono rese in nuclei specializzati di assistenza residenziale di mantenimento destinati a soggetti tra 18 e 64 anni con disabilità stabilizzate, non in fase acuta, non assistibili a domicilio e con limitate prospettive di recupero dell’autonomia.
La degenza è finalizzata al mantenimento clinico-funzionale e non ha durata predefinita. L’accesso avviene tramite valutazione dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) della ASL competente, con utilizzo del sistema SVAMDI e previa predisposizione del PAI. La presa in carico deve essere concordata e comunicata entro 5 giorni lavorativi alle articolazioni socio-sanitarie della ASL interessata.
Tipologie di nuclei RSA e quota SSR
Le RSA disabili possono articolarsi in due tipologie di nuclei di mantenimento:
- tipo A, per ospiti in condizioni di gravità che richiedono elevato impegno assistenziale e tutelare;
- tipo B, per ospiti con moderato impegno assistenziale e tutelare o privi di sostegno familiare.
Per i trattamenti di mantenimento e lungoassistenza in regime residenziale:
- nel nucleo A il Servizio sanitario regionale copre il 70% della tariffa giornaliera;
- nel nucleo B il Servizio sanitario regionale copre il 40% della tariffa giornaliera.
Ogni nucleo è composto da 20 posti letto.
Accesso, proroga e trasferimento dalla RSA
L’accesso ai nuclei di tipo A e B avviene:
- con preventiva autorizzazione della UVM del Distretto socio-sanitario di residenza, su prescrizione-proposta del MMG o del medico dell’unità ospedaliera che dimette il paziente;
- oppure per trasferimento da post-acuzie, ospedali di comunità o altre strutture territoriali, con autorizzazione della UVM del DSS di residenza su prescrizione-proposta del MMG.
La permanenza è consentita se sussiste bisogno di lungoassistenza e condizioni cliniche stabilizzate. La richiesta di proroga deve essere presentata almeno 30 giorni lavorativi prima della scadenza; se l’UVM non si pronuncia entro tale termine, la proroga si intende tacitamente accordata. In caso di mancata proroga e persistente bisogno assistenziale, il paziente deve essere trasferito in altro setting appropriato, preferibilmente domiciliare, previa nuova valutazione UVM.
Centro diurno socioeducativo e riabilitativo per disabili
Il centro diurno è una struttura socio-sanitaria a ciclo diurno finalizzata al recupero e mantenimento delle abilità funzionali residue, dei livelli di autonomia e al sostegno della famiglia. È destinato a soggetti con disabilità stabilizzate e forte compromissione delle autonomie, che necessitano di prestazioni riabilitative socio-sanitarie e di bassa tutela sanitaria.
Il centro deve organizzare attività educative, di socializzazione, espressive, psico-motorie, ludiche, culturali e formative, oltre a prestazioni sociosanitarie e riabilitative. Deve inoltre garantire assistenza nelle attività quotidiane, igiene personale e somministrazione dei pasti in relazione agli orari di apertura.
Organizzazione e accesso al centro diurno
L’accesso avviene tramite UVM della ASL competente, con sistema SVAMDI, su prescrizione-proposta del MMG o per trasferimento da altre strutture territoriali, sempre con preventiva autorizzazione. La durata della frequenza non è predeterminata e il trattamento è orientato al mantenimento.
La struttura:
- è organizzata in nuclei da 30 posti;
- può essere autorizzata all’esercizio per un massimo di 30 posti;
- deve restare aperta almeno 8 ore al giorno, 6 giorni a settimana (lunedì-sabato), esclusi i festivi, per un massimo di 300 giorni annui;
- prevede frequenze individuali di 3 o 6 accessi settimanali in base al PAI;
- consente utenti ulteriori fino al 10% dei posti accreditati e contrattualizzati, nei limiti del tetto di spesa annuo e delle giornate massime fatturabili.
La mancata frequenza immotivata per oltre 10 giorni consecutivi equivale a dimissione volontaria.
Anche per il centro diurno la proroga va chiesta almeno 30 giorni lavorativi prima della scadenza; decorso inutilmente il termine, la proroga si intende accordata tacitamente.
Quota di finanziamento e regime assistenziale
Per il centro diurno, i trattamenti di mantenimento e lungoassistenza in regime semiresidenziale sono a carico del Servizio sanitario regionale per il 70% della tariffa giornaliera.
La disciplina prevede un costante monitoraggio del percorso assistenziale tramite comunicazioni tra struttura, ASL di erogazione e ASL di residenza, nonché la verifica di appropriatezza da parte dell’UVARP territorialmente competente.
Requisiti strutturali generali
RSA e centro diurno devono rispettare i requisiti previsti dalle normative vigenti in materia di:
- protezione antisismica;
- protezione antincendio;
- protezione acustica;
- sicurezza elettrica e continuità elettrica;
- sicurezza antinfortunistica;
- igiene dei luoghi di lavoro;
- protezione dalle radiazioni ionizzanti;
- eliminazione delle barriere architettoniche;
- smaltimento dei rifiuti;
- condizioni microclimatiche;
- materiali esplodenti.
Il regolamento rinvia, per questi profili, alle norme nazionali, regionali, locali e, per la parte di competenza, alle disposizioni internazionali.
Coordinamento con il percorso riabilitativo
Per l’ingresso sia nella RSA sia nel centro diurno, l’UVM si integra o si coordina con il Dipartimento di Riabilitazione della ASL competente per la predisposizione del PRI, così da condividere il percorso riabilitativo del paziente.
Aggiornamenti e attualità della disciplina
Il testo consolidato richiama una successiva modifica del capoverso relativo alla frequenza del centro diurno, sostituito dall’art. 4 del R.R. 11/2025. Il regolamento resta vigente, ma la disciplina concreta va letta nel testo consolidato aggiornato.
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