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Ordinanza

Ordinanza n. 349/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto di rigetto della richiesta volta al rilascio di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo Ue avanzata dal sig. -OMISSIS-con contestuale revoca del titolo di soggiorno dallo stesso posseduto e diniego di rilascio di altro titolo di soggiorno ai sensi degli artt. 5 e 9 co. 9 TUI avente n. CAT. -OMISSIS-, emesso dal Questore della Provincia di Siena in data 27.01.2026 e notificato in data 18.02.2026, nonché di ogni atto presupposto, connesso e conseguente, anche ignoto alla ricorrente; nonché per l'accertamento dell'insussistenza dei presupposti utili per la legittima emanazione del decreto di rigetto della richiesta volta al rilascio di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo Ue avanzata dal sig. -OMISSIS-con contestuale revoca del titolo di soggiorno dallo stesso posseduto e diniego di rilascio di altro titolo di soggiorno ai sensi degli artt. 5 e 9 co. 9 TUI avente n. CAT. -OMISSIS-, emesso dal Questore della Provincia di Siena in data 27.01.2026 e notificato in data 18.02.2026, nonché di ogni atto presupposto, connesso e conseguente, anche ignoto alla ricorrente, nonché di ogni atto presupposto, connesso e conseguente, anche ignoto alla ricorrente.

Giustizia amministrativa202601025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore della Provincia di Siena di rigetto della richiesta di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, revoca del titolo posseduto e diniego di altro titolo di soggiorno

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto questorile del 27 gennaio 2026, notificato il 18 febbraio 2026, chiedendone l'annullamento previa sospensione e l'accertamento dell'insussistenza dei presupposti per l'adozione del provvedimento. L'Amministrazione ha respinto l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, revocato il titolo già posseduto e negato il rilascio di un diverso titolo di soggiorno, ritenendo il richiedente socialmente pericoloso in ragione della gravità di una condanna penale per reati contro la persona. Il testo non espone analiticamente i singoli vizi dedotti, limitandosi a riferire che il ricorrente ha contestato la legittimità del provvedimento. In sede cautelare il Collegio ha esaminato il fumus boni iuris e il periculum in mora.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo che il provvedimento impugnato non apparisse prima facie affetto dai vizi lamentati. Dalla documentazione risultava una motivazione fondata sulla significativa gravità della condanna penale per reati contro la persona e su un giudizio di pericolosità sociale ritenuto ancora attuale dall'Amministrazione. Quanto al periculum in mora, le allegazioni del ricorrente sono state giudicate generiche e prive dell'indicazione di specifiche e attuali situazioni lavorative o familiari idonee a dimostrare un pregiudizio concreto e irreversibile. Il Collegio ha quindi ritenuto prevalente, allo stato, l'interesse pubblico alla regolare gestione dei flussi migratori e alla tutela dell'ordine e della sicurezza. La decisione è espressamente impregiudicata rispetto agli ulteriori approfondimenti della fase di merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. 286/1998

    Richiamato quale base normativa per il diniego di un titolo di soggiorno diverso dal permesso UE per soggiornanti di lungo periodo.

  • art. 9, comma 9, d.lgs. 286/1998

    Richiamato in relazione al diniego del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e alla valutazione della pericolosità sociale.

  • art. 55 c.p.a.

    Il rigetto della tutela cautelare è fondato sulla ritenuta insussistenza dei presupposti cautelari, in particolare per fumus boni iuris e periculum in mora.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale, a tutela dei dati personali relativi a condanne penali e reati.

Massime di principio

  • In sede cautelare, un provvedimento di diniego o revoca del titolo di soggiorno non presenta un fumus di illegittimità quando risulta motivato sulla gravità di una condanna penale per reati contro la persona e su un giudizio amministrativo di pericolosità sociale ritenuto attuale, ferma la necessità degli approfondimenti propri del merito.
  • Ai fini del periculum in mora, le allegazioni generiche del richiedente non sono sufficienti: occorre indicare e documentare specifiche e attuali situazioni lavorative o familiari dalle quali derivi un pregiudizio concreto e irreversibile.
  • Nel bilanciamento cautelare relativo a un provvedimento in materia di soggiorno, l'interesse pubblico alla gestione dei flussi migratori e alla tutela dell'ordine e della sicurezza può prevalere sull'interesse privato quando non sia dimostrato un danno grave e irreparabile e l'Amministrazione abbia espresso un attuale giudizio di pericolosità sociale.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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