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Sentenza

Sentenza n. 1044/2026 - Bari, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601198

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato, motivata dalla difformità e dalla manomissione del certificato di idoneità alloggiativa prodotto all’amministrazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il provvedimento dello Sportello Unico per l’Immigrazione di Foggia con cui era stato revocato il nulla osta al lavoro subordinato rilasciato in favore di un cittadino straniero su sua istanza. La revoca era fondata sulla difformità materiale tra il certificato di idoneità alloggiativa rilasciato dal Comune e quello prodotto all’UTG: il Comune aveva chiarito che il proprio certificato riportava per errore materiale un numero di particella errato, mentre il documento trasmesso dal ricorrente presentava una modifica al terzultimo rigo, riguardante il numero di particella e la numerazione civica. La tesi difensiva era che la modifica non integrasse una falsificazione, ma costituisse la correzione di un errore imputabile alla stessa amministrazione comunale. Il TAR ha rilevato come pacifico che la modifica non fosse stata effettuata dal Comune autore del certificato, bensì da un soggetto estraneo, allo stato non compiutamente identificato.

La decisione

Il TAR, decidendo con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la correzione materiale di un certificato pubblico, anche quando il documento contenga dati errati, possa essere effettuata esclusivamente dal soggetto pubblico che lo ha adottato. Una modifica compiuta da un soggetto estraneo non costituisce una legittima correzione, ma integra un’alterazione materiale del documento fidefacente, riconducibile alla falsificazione materiale. Ne consegue che la revoca del nulla osta era un atto vincolato ai sensi dell’art. 22, comma 5-ter, d.lgs. n. 286/1998. Le spese sono state compensate, in deroga al principio di soccombenza, in ragione della minima attività difensiva dell’amministrazione prefettizia.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 5-ter, d.lgs. n. 286/1998

    la revoca è atto vincolato alla luce del disposto di cui all’art. 22 co 5 ter d.lgs. n.286/1998

    La revoca del nulla osta al lavoro subordinato costituisce attività vincolata quando ricorre il presupposto previsto dalla disposizione, sicché l’amministrazione non dispone di margini di discrezionalità nel mantenere il titolo fondato su un documento materialmente alterato.

  • art. 60 c.p.a.

    Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.

    Il giudizio può essere definito con sentenza semplificata in camera di consiglio, previo avviso alle parti, quando la causa è matura per la decisione.

Massime di principio

  • La correzione materiale di un certificato pubblico può essere validamente effettuata soltanto dall’amministrazione o dal soggetto pubblico che ha adottato il documento; la modifica compiuta da un soggetto estraneo integra un’alterazione materiale del documento, anche se diretta a sostituire un dato effettivamente errato.
  • Quando il nulla osta al lavoro subordinato è fondato su un certificato pubblico materialmente alterato da un soggetto diverso dall’amministrazione emanante, la revoca del titolo costituisce attività vincolata ai sensi dell’art. 22, comma 5-ter, d.lgs. n. 286/1998.
  • L’errore materiale contenuto in un certificato amministrativo non autorizza il privato a correggere autonomamente il documento prodotto alla pubblica amministrazione; il dato deve essere rettificato mediante un nuovo certificato o una formale correzione proveniente dall’ente emanante.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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