Sentenza del 16/06/2017 n. 15009 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato per cassazione le sentenze della C.T.R. Emilia-Romagna che avevano accolto gli appelli dell'Ufficio contro gli avvisi di accertamento relativi al 2003. L.R. e L.G., soci al 50% ciascuno di Ecotecnica s.r.l., contestavano principalmente l'assenza di litisconsorzio necessario tra società e soci, l'omessa pronuncia su alcune eccezioni, l'insufficienza della motivazione per relationem, l'utilizzo della sentenza di patteggiamento e di presunzioni asseritamente "a catena", nonché la mancata sospensione o riunione dei giudizi. La società contestava l'accertamento ai fini IVA, IRAP e IRES, fondato su consulenze tecniche, elementi emersi nel processo penale, sentenza di patteggiamento, versamenti bancari familiari e altri indizi di ricavi occultati.
La decisione
La Corte di cassazione ha riunito i tre ricorsi e li ha rigettati integralmente. Ha ritenuto non necessario il litisconsorzio tra società di capitali a ristretta base sociale e soci, soprattutto perché i procedimenti erano stati trattati nella stessa udienza dal medesimo collegio e con analogo esito. Ha considerato legittimo il richiamo per relationem alla sentenza relativa alla società, escluso l'omessa pronuncia sulle questioni assorbite e ritenuto ammissibile la presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili, basata sulla ristretta compagine sociale. È stata inoltre esclusa la necessità di sospendere o riunire i giudizi. I ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 8.000 euro, oltre spese prenotate a debito.
Norme richiamate
Art. 102 c.p.c.
La Corte ha escluso che, nei rapporti tra una società di capitali a ristretta base sociale e i suoi soci, sussista un litisconsorzio necessario analogo a quello previsto per le società di persone.
D.Lgs. n. 546/1992, art. 14
Non impone la partecipazione congiunta della società e dei soci nei rispettivi giudizi tributari quando si tratta di società di capitali; è sufficiente che sia garantito concretamente il contraddittorio.
Art. 111 Cost.
Il principio del contraddittorio è stato ritenuto rispettato perché i giudizi della società e dei soci erano stati trattati nella stessa udienza, dal medesimo collegio e con possibilità effettiva di difesa.
Art. 112 c.p.c.
Non vi è omessa pronuncia quando una questione risulta implicitamente assorbita dalla decisione adottata dal giudice su una questione logicamente prioritaria.
Art. 2697 c.c.
La Corte ha escluso la violazione delle regole sull'onere della prova: la ristrettezza della base societaria costituisce il fatto noto dal quale può essere presunta la distribuzione ai soci degli utili extracontabili.
Art. 295 c.p.c.
La sospensione necessaria non era dovuta perché i procedimenti della società e dei soci erano stati trattati contestualmente e decisi senza concreto pregiudizio per il diritto di difesa.
D.Lgs. n. 546/1992, artt. 35 e 36
La motivazione per relationem è legittima se, considerando anche la sentenza richiamata e i motivi di impugnazione, consente di ricostruire un percorso argomentativo adeguato e comprensibile.
Massime di principio
- Nelle società di capitali con compagine molto ristretta, l'accertamento di maggiori ricavi o utili in capo alla società può fondare, salvo prova contraria concreta, la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci.
- La presunzione di distribuzione ai soci non è automaticamente una presunzione vietata di secondo grado: il fatto noto può essere costituito dalla ristretta base sociale e dal reciproco controllo dei soci, non soltanto dall'accertamento induttivo societario.
- Società e soci non devono necessariamente essere giudicati in un unico processo, purché sia assicurato un effettivo contraddittorio e i procedimenti siano coordinati quando trattano fatti strettamente collegati.
- La sospensione del giudizio del socio può essere necessaria soprattutto quando il processo relativo alla società pende separatamente e la sua definizione costituisce il presupposto del reddito imputato al socio; non è invece indispensabile se i giudizi sono trattati contestualmente.
- Il richiamo alla motivazione di un'altra sentenza è valido se la motivazione complessiva permette di comprendere le ragioni della decisione e il collegamento tra l'accertamento societario e quello personale del socio.
- Elementi provenienti da un procedimento penale, inclusa una sentenza di patteggiamento, possono essere utilizzati nel processo tributario come elementi probatori o indiziari, purché valutati insieme agli altri dati e adeguatamente contestabili.
- Contestazioni generiche o meramente assertive non sono normalmente sufficienti a superare un quadro presuntivo fondato su dati contabili, movimenti bancari, anomalie economiche e altri elementi specifici.
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