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Ordinanza

Ordinanza n. 7/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia: - dell’ordinanza di demolizione e sgombero opere abusive emessa dal Settore 3 Urbanistica e Pianificazione Territoriale della Città di Reggio Calabria – Ordinanza di V.E. n. 35 /2025, notificata in data 8 ottobre 2025; - di ogni altro atto comunque connesso e/o presupposto e/o consequenziale;

Giustizia amministrativa202500700

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. staccataOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e sgombero di opere abusive, notificata l'8 ottobre 2025

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione e sgombero delle opere abusive, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificati i singoli motivi di ricorso. Nella fase cautelare il ricorrente ha fatto valere, tra l'altro, la possibile sanabilità, totale o parziale, delle opere e ha contestato il rilievo attribuito dall'amministrazione al vincolo paesaggistico previsto dal d.lgs. n. 42/2004.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. A un sommario esame, le opere edilizie, considerate complessivamente, risultano realizzate sine titulo e appaiono idonee ad alterare sensibilmente il preesistente assetto del territorio, determinando un aggravio del carico urbanistico. Il Collegio ha precisato che la questione, da approfondire nel merito, relativa all'esistenza e alla portata conformativa del vincolo paesaggistico non consente, allo stato, di concedere la sospensione. Ha inoltre ritenuto che l'eventuale sanabilità, totale o parziale, delle opere non condizioni l'esercizio del potere-dovere comunale di ordinare il ripristino dell'assetto urbanistico-edilizio violato, trattandosi di vicenda distinta e rimessa all'iniziativa dell'interessato, ove ne ricorrano i presupposti. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico del ricorrente, per complessivi € 800,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale nel processo amministrativo; la domanda è stata respinta per l'insussistenza del necessario fumus boni iuris.

  • d.lgs. n. 42/2004

    Il vincolo paesaggistico richiamato dall'amministrazione è stato considerato una questione da approfondire nel merito, anche quanto alla sua esistenza e portata conformativa.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la realizzazione sine titulo di opere edilizie complessivamente idonee ad alterare sensibilmente l'assetto preesistente del territorio e ad aggravare il carico urbanistico esclude, in assenza di adeguati elementi contrari, la sussistenza del fumus boni iuris necessario per sospendere l'ordinanza di ripristino.
  • L'eventuale sanabilità, totale o parziale, di opere edilizie realizzate sine titulo non condiziona l'esercizio del potere-dovere dell'amministrazione di ordinare il ripristino dell'assetto urbanistico-edilizio violato, poiché la sanatoria costituisce una vicenda distinta, rimessa all'iniziativa dell'interessato ove ne ricorrano i presupposti.
  • La mera pendenza o prospettazione di una questione relativa alla sanabilità delle opere non legittima, di per sé, la tutela cautelare contro l'ordinanza di demolizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniVincoli e piani paesaggisticiTutela cautelare
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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