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Legge

L.R. Lombardia 10/2017

Norme integrative per la valutazione della posizione economica equivalente delle famiglie - Istituzione del fattore famiglia lombardo

Normativa regionaleL.R. Lombardia 10/2017Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Lombardia il fattore famiglia lombardo, indicatore integrativo dell’ISEE per l’accesso a prestazioni regionali e comunali in vari ambiti. Per il primo triennio dall’entrata in vigore è applicato subito a Dote Scuola, progetti di inserimento lavorativo, locazioni a canone concordato e trasporto pubblico locale. Prevede criteri, monitoraggio e una prima dotazione finanziaria per il 2017-2019.

Istituzione del fattore famiglia lombardo

Istituzione del fattore famiglia lombardo

La legge della Regione Lombardia introduce il fattore famiglia lombardo come strumento integrativo rispetto all’ISEE per definire le condizioni economiche e sociali di accesso alle prestazioni regionali e a quelle comunali finanziate da Regione Lombardia. La disciplina è costruita nel rispetto della normativa statale e dei livelli essenziali delle prestazioni.

Ambito di applicazione

Il fattore famiglia lombardo può essere utilizzato in più settori, tenendo conto delle diverse modalità di erogazione delle prestazioni. Gli ambiti ordinari indicati dalla legge sono:

  • area sociale;
  • quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie;
  • sostegno all’accesso all’abitazione principale, con esclusione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica;
  • servizi scolastici e di formazione, anche per favorire la libertà di scelta educativa;
  • trasporto pubblico locale;
  • servizi al lavoro.

In prima applicazione, coincidente con il primo triennio dall’entrata in vigore, lo strumento si applica immediatamente a:

  • componenti buono scuola e buono libri della Dote Scuola;
  • progetti di inserimento lavorativo (PIL);
  • contratti di locazione a canone concordato, esclusi gli alloggi di edilizia residenziale pubblica;
  • trasporto pubblico locale.

La Giunta regionale può estendere successivamente l’applicazione ad altri ambiti tra quelli previsti, anche in base agli effetti riscontrati nella fase iniziale.

Criteri di determinazione e principi applicativi

I criteri e le modalità attuative sono definiti dalla Giunta regionale ogni tre anni, previa consultazione dell’Osservatorio e sentite le commissioni consiliari competenti.

Nella determinazione dei criteri, la Giunta deve considerare la rilevanza del numero dei componenti del nucleo familiare, compresi i minori in affido, e attenersi ai seguenti principi:

  • previsione di agevolazioni integrative rispetto a quelle già previste dalla normativa statale, tenendo conto, a parità di altri fattori, della presenza nel nucleo di persone con disabilità o non autosufficienti;
  • considerazione della composizione del nucleo, dell’età dei figli, della condizione di famiglia monogenitoriale e, nei casi di separazione, del contributo al mantenimento dei figli stabilito dall’autorità giudiziaria;
  • introduzione di elementi di priorità per le famiglie con mutuo per l’abitazione principale, per l’anzianità di residenza in Lombardia, per la presenza di persone anziane, non autosufficienti o disabili e per le madri in stato di gravidanza, in coerenza con gli ambiti e i servizi interessati.

La Regione garantisce la gratuità del servizio di elaborazione dell’indicatore.

Requisiti e cause di esclusione

Possono accedere ai benefici i componenti dei nuclei familiari che abbiano adempiuto al pagamento delle imposte regionali e, nel caso di genitori separati, al pagamento del contributo per il mantenimento dei figli disposto dal provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Sono esclusi dai benefici i nuclei familiari:

  • che occupino o abbiano occupato abusivamente, negli ultimi cinque anni, appartamenti o terreni pubblici o privati;
  • che non abbiano ottemperato all’obbligo scolastico dei minori.

Osservatorio per l’attuazione

Entro tre mesi dall’entrata in vigore, la Giunta regionale istituisce l’Osservatorio per l’attuazione del fattore famiglia lombardo e ne determina il regolamento.

L’Osservatorio è composto da nove membri:

  • tre consiglieri regionali, di cui due della maggioranza e uno della minoranza, designati dal Consiglio regionale;
  • tre rappresentanti delle associazioni familiari più rappresentative iscritte nel Registro regionale delle associazioni di solidarietà familiare;
  • un rappresentante delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;
  • un rappresentante designato da ANCI;
  • un esponente del mondo accademico.

L’Osservatorio dura in carica tre anni, svolge il monitoraggio degli esiti applicativi del fattore famiglia lombardo e trasmette annualmente una relazione alla Giunta regionale. La partecipazione è gratuita.

Clausola valutativa e monitoraggio

Il Consiglio regionale valuta l’attuazione della legge e i risultati ottenuti nell’agevolare l’accesso a prestazioni e servizi per famiglie numerose o in condizioni di svantaggio e fragilità.

A tal fine la Giunta trasmette una relazione annuale che descrive:

  • lo stato di implementazione del fattore famiglia lombardo, distinguendo se possibile per territorio, enti applicatori, ambiti di applicazione, numero e tipologia delle famiglie beneficiarie;
  • le criticità emerse e le soluzioni adottate.

Ogni tre anni la relazione include anche una sezione sui risultati complessivi e nei singoli ambiti, con riguardo a:

  • effetti sull’accesso alle prestazioni e sulla compartecipazione alla spesa;
  • ricadute economiche per Regione ed enti locali.

La Giunta rende accessibili i dati e le informazioni raccolte; il Consiglio esamina la relazione e la pubblica con gli eventuali documenti conclusivi.

Disposizioni finanziarie

Per la prima applicazione del fattore famiglia lombardo sono destinati 1.500.000 euro per il 2017 e risorse corrispondenti per il 2018 e il 2019, nell’ambito dello stanziamento del bilancio regionale sulla missione 12 "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia", programma 05 "Interventi per le famiglie", Titolo 1 "Spese correnti".

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