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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 28408/2022 del 29/09/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la decisione che aveva ritenuto illegittimi contratti di somministrazione e contratti a termine, sostenendo che le Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri (OPCM) emanate dalla Protezione Civile per l'emergenza immigrazione clandestina di massa avrebbero autorizzato deroghe alle norme sul lavoro (somministrazione e termine) e quindi avrebbero legittimato quei rapporti. Inoltre, in memoria la difesa erariale ha eccepito una sopravvenuta stabilizzazione della controricorrente, ritenuta idonea ad estinguere o modificare la pretesa risarcitoria.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo perché le OPCM non possono derogare alla disciplina di legge in materia di lavoro se non in modo espresso e qui non risultava alcuna deroga esplicita alle norme di d.lgs. n. 276/2003 e d.lgs. n. 368/2001 che richiedono l'esplicitazione delle causali nei contratti a termine e di somministrazione. Ha inoltre osservato che il d.l. n. 225/2010, pur autorizzando la proroga di contratti a termine, non può sanare retroattivamente nullità anteriori. Quanto all'eccezione della stabilizzazione sollevata in memoria, è stata dichiarata inammissibile: in sede di legittimità non si possono introdurre fatti nuovi o eccezioni di merito che richiedono accertamenti istruttori; e, comunque, la stabilizzazione non produce automaticamente effetti estintivi sulla pretesa risarcitoria senza ulteriore verifica di fatto. Il Ministero ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 115, comma 2, cod. proc. civ.

    Richiamato in ordine ai limiti delle produzioni e delle eccezioni in sede di legittimità; la Corte ribadisce la funzione delle memorie in cassazione e i limiti all'allegazione di fatti nuovi

  • legge n. 225/1992, art. 5 (ora art. 25 Codice Protezione Civile d.lgs. n. 1/2018)

    Stabilisce i poteri delle OPCM: le deroghe alle norme di legge tramite OPCM sono ammesse solo se espresse; l'eccezionalità dello strumento impone chiarezza circa la deroga

  • d.l. n. 225/2010, art. 2, comma 6

    Prevede la possibilità di prorogare contratti a termine già stipulati, ma non è idoneo a sanare retroattivamente la nullità dei termini posti anteriormente

  • d.lgs. n. 276/2003, artt. 20 e 21

    Disciplinano la somministrazione di lavoro: richiedono il rispetto delle condizioni e causali previste dalla legge; non possono essere derogati implicitamente da OPCM

  • d.lgs. n. 368/2001, artt. 1, 4 e 5

    Regolano i contratti a tempo determinato: impongono l'indicazione delle causali giustificative del termine; l'autorizzazione generica all'assunzione a termine nelle OPCM non sostituisce l'obbligo di indicazione delle causali

  • CCNL dipendenti delle agenzie di somministrazione del 28.5.98

    Richiamato come quadro contrattuale applicabile alla somministrazione; la Corte non ritiene che le OPCM autorizzino il superamento delle relative regole contrattuali/normative

  • Direttiva 1999/70/CE

    Richiamata in relazione alla normativa comunitaria sui contratti a termine; la giurisprudenza nazionale interpreta le norme interne compatibilmente con gli obblighi europei

  • Cost., artt. 76 e 77

    Richiamati per distinguere gli strumenti normativi di rango primario (decreto legge, delega) dall'autonomia regolamentare/ordinanze, sottolineando i limiti delle OPCM rispetto alla disciplina primaria

  • art. 372, comma 1; art. 378; art. 380-bis.1; art. 384, comma 2, cod. proc. civ.

    Norme processuali che disciplinano produzione documentale, memorie e la possibilità di decidere nel merito; la Corte ribadisce che in cassazione le memorie non possono introdurre nuove eccezioni di merito o fatti sopravvenuti che richiedono istruttoria

  • art. 360, comma 1, n. 3, cod. proc. civ.

    Richiamato in riferimento alla violazione di norme sopravvenute e alla possibilità di censura in cassazione; la Corte distingue tra norme retroattive che possono essere invocate e fatti sopravvenuti non allegabili in cassazione

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002 (introdotto dall'art. 1, comma 17, L. n. 228/2012)

    Criteri per il versamento di un ulteriore contributo unificato; la Corte ricorda che non si applica alle amministrazioni dello Stato esentate mediante prenotazione a debito

Massime di principio

  • Le OPCM (ordinanze di Protezione Civile) non possono derogare a norme di legge ordinaria in materia di lavoro se non in modo espresso: l'eccezionalità dello strumento richiede chiarezza e indicazione esplicita della deroga
  • La mera previsione nelle OPCM della possibilità di ricorrere a somministrazione o a contratti a termine per esigenze di urgenza non equivale a una deroga alle norme che impongono l'indicazione delle causali nei contratti
  • Una norma che autorizza la proroga di contratti a termine non è sufficiente a sanare retroattivamente la nullità dei termini già apposti in violazione della legge
  • In sede di cassazione non è ammesso introdurre per la prima volta fatti sopravvenuti o eccezioni di merito che richiedono istruttoria: le memorie servono a chiarire e confutare, non a formulare nuove eccezioni
  • La stabilizzazione successiva del lavoratore non produce automaticamente effetti estintivi o soddisfattivi sulla domanda risarcitoria per abuso di contratti precari; occorre una verifica fattuale e giuridica che spetta ai giudici del merito
  • Se sussistono dubbi sull'efficacia derogatoria di un'ordinanza amministrativa, l'interpretazione deve preferire la non-derogatorietà, preservando l'applicazione delle norme di rango legislativo

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