L.R. Sicilia 24/2025
Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di soggetti inseriti
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge siciliana istituisce un sistema coordinato di protezione, assistenza e inclusione per minori, giovani adulti e genitori che intendano affrancarsi da contesti criminali, con équipe multidisciplinari, interventi educativi, scolastici, lavorativi e collaborazioni con enti e associazioni. Prevede oneri specifici solo per il 2025 per alcune misure e decorre dalla pubblicazione nella GURS del 13 giugno 2025.
Interventi di protezione sociale e sostegno per minori e giovani adulti coinvolti in contesti di criminalità mafiosa
Interventi di sostegno e protezione sociale per soggetti inseriti in contesti di criminalità
La legge della Regione Siciliana istituisce un sistema coordinato di interventi sociali, educativi, sanitari e di inclusione rivolto a minorenni, giovani adulti e, in alcuni casi, ai loro genitori, quando si trovino in situazioni di grave rischio connesse a legami familiari o territoriali con la criminalità organizzata. L’obiettivo è prevenire la devianza minorile e favorire percorsi concreti di affrancamento dalla cultura mafiosa, nel rispetto delle competenze statali.
Ambito di applicazione e finalità
La disciplina si applica nel territorio della Regione Siciliana e riguarda le situazioni in cui minori, giovani adulti o esercenti la responsabilità genitoriale versino in una condizione di grave, concreto e attuale pericolo collegata alla volontà di recidere rapporti di parentela, affinità, coniugio o stabile convivenza con soggetti indagati, imputati o condannati per i delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis, c.p.p., oppure alla sola sussistenza di tali legami, quando non siano configurabili lo status di collaboratore o di testimone di giustizia.
Destinatari delle misure
I destinatari sono individuati in modo ampio e comprendono:
- minori inseriti in contesti di criminalità organizzata o provenienti da tali contesti, con provvedimento del Tribunale per i minorenni;
- minori interessati da procedimenti ex articoli 330, 333 e 336, ultimo comma, c.c., con allontanamento dal contesto familiare o territoriale;
- figli di indagati, imputati o condannati per i reati di cui all’articolo 51, comma 3-bis, c.p.p., quando vi siano situazioni pregiudizievoli legate al contesto familiare criminale;
- minori coinvolti in procedimenti civili o penali collegati a maltrattamento intrafamiliare e dinamiche criminali;
- minori e giovani adulti provenienti da nuclei familiari intranei o contigui alla criminalità organizzata, anche se condannati, ammessi alla messa alla prova o collocati in strutture residenziali/minorili come misura alternativa alla detenzione;
- minori sottoposti a protezione e soggetti alle speciali misure di protezione previste dal decreto ministeriale 13 maggio 2005, n. 138;
- esercenti la responsabilità genitoriale di figli minori nei casi indicati, se l’autorità giudiziaria accerta la volontà concreta di affrancarsi dalla cultura mafiosa e di ricevere assistenza e protezione.
Misure di protezione sociale e assistenza
Le misure previste consistono nella costruzione di una rete di supporto educativo, psicologico, sociale, sanitario, logistico, scolastico, economico e lavorativo. La Regione può destinare risorse agli enti locali per:
- affidi familiari;
- trasferte fuori Regione dei minori ed eventuali familiari.
Sono inoltre previste azioni integrate per:
- istituire équipe multidisciplinari integrate in ogni Città metropolitana e capoluogo di libero Consorzio comunale;
- favorire l’inclusione lavorativa di giovani adulti e adulti;
- accompagnare minori e familiari fino alla piena integrazione nella nuova realtà sociale e al raggiungimento dell’autonomia esistenziale e lavorativa.
La Regione promuove anche iniziative a favore di famiglie a rischio di condizionamento criminale, sostenendo il genitore che intenda trasferirsi e non disponga dei mezzi economici necessari.
Équipe multidisciplinari integrate: composizione e funzioni
La Regione promuove accordi tra ASP, servizi sociali degli enti locali, prefetture, forze dell’ordine, Centri per la giustizia minorile e Ufficio scolastico regionale, con il coinvolgimento degli ambiti territoriali scolastici, per istituire presso ciascuna ASP équipe multidisciplinari integrate (EMI) quali referenti unici per gli uffici giudiziari competenti.
Le EMI operano per:
- elaborare una metodologia di approccio al disagio giovanile che tenga conto della dimensione antropoculturale e intrafamiliare;
- costruire progetti di aiuto individualizzato (PAI) calibrati sui bisogni psicologici, socio-sanitari e materiali;
- predisporre strategie di intervento psicologico per i genitori, anche detenuti, per ridurre l’impatto dei provvedimenti de potestate e inserirli in percorsi rieducativi;
- offrire assistenza e formazione psicologica agli operatori di comunità, case famiglia e famiglie affidatarie.
La composizione comprende, secondo i casi, neuropsichiatri infantili, referenti degli enti locali, dell’USSM, dell’USR, mediatori culturali o esperti in etnopsichiatria, specialisti in discipline psicologiche e affini, e assistenti sociali delle ASP. Gli accordi disciplinano organizzazione, coordinamento e modalità operative delle EMI secondo criteri di differenziazione e adeguatezza. I responsabili coordinano l’integrazione con altri specialisti dell’ASP in relazione al singolo caso.
Formazione dei componenti delle EMI
Gli accordi per le EMI devono prevedere programmi di formazione e aggiornamento specifici su psichismo mafioso, studio e prevenzione della devianza criminale. La Regione può stipulare convenzioni con Università dotate di dipartimenti specializzati nei temi della devianza, del psichismo mafioso, della prevenzione dei fenomeni criminali e dello sviluppo dell’età evolutiva.
Rapporti con volontariato e associazionismo
La Regione promuove accordi di programma o altri accordi di collaborazione con associazioni di volontariato antimafia iscritte nella sezione del RUNTS e operanti nell’educazione alla legalità, alla cittadinanza responsabile e nel contrasto alla mafia, anche per accoglienza e inserimento lavorativo dei destinatari. I criteri e le modalità sono demandati a decreto dell’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro.
La Regione può inoltre stipulare accordi e convenzioni con associazioni, fondazioni e istituti, anche nazionali, impegnati su legalità, trasparenza, economia responsabile e lotta alla criminalità organizzata.
Interventi di prevenzione primaria e secondaria in ambito scolastico e culturale
L’Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale può stipulare convenzioni con scuole, università, ordini e collegi professionali per promuovere la cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni corruttivi e mafiosi.
Le iniziative previste comprendono, tra l’altro:
- attività didattiche integrative, laboratori, indagini e ricerche sui temi della legge;
- progetti e attività con letture, film, docu-film e dibattiti per sviluppare coscienza civile, costituzionale e democratica;
- premi culturali “Liberi di scegliere” per tesi di laurea e ricerche sul contrasto alle mafie e sulla diffusione della legalità;
- accordi con l’Ufficio scolastico regionale per iniziative contro la cultura mafiosa e per la memoria delle vittime di mafia.
Percorsi educativi integrativi e contrasto alla dispersione scolastica
L’Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, elabora linee di orientamento per attivare nelle scuole secondarie di primo e secondo grado percorsi educativi contro la cultura mafiosa e l’illegalità diffusa, anche per prevenire la dispersione scolastica.
Le attività possono includere:
- laboratori, ricerche e attività didattiche sul contrasto alle mafie;
- documentazione e divulgazione di materiali bibliografici, iconografici, audiovisivi, documentali e statistici, anche tramite visite guidate annuali all’Assemblea regionale siciliana;
- incontri con familiari delle vittime di mafia e con realtà impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata;
- testimonianze di persone che hanno intrapreso percorsi di recupero e legalità;
- lettura di libri e visione di documentari o film sulle vittime di mafia e contro il mito mafioso;
- gemellaggi tra scuole, anche con istituti di altre regioni.
Per prevenire abbandono, evasione e dispersione scolastica, l’Assessorato adotta linee guida per modelli omogenei di rilevazione dati e segnalazione, anche mediante piattaforme informatiche. Per le famiglie che non adempiano ai doveri connessi all’obbligo scolastico, la Regione prevede sanzioni consistenti nella sospensione, riduzione o revoca dei benefici a qualsiasi titolo riconosciuti. Analoga segnalazione e sollecitazione all’adozione di sanzioni proporzionate è prevista verso soggetti statali e locali che erogano benefici alle famiglie.
Centri di aggregazione e Centri famiglia
Nell’ambito delle risorse regionali del Fondo nazionale per le politiche per la famiglia, la Regione favorisce il potenziamento dei Centri di aggregazione e dei Centri famiglia come luoghi di formazione alla coscienza civica, alla relazione, allo scambio interculturale, alla mediazione dei conflitti, all’ascolto e al sostegno scolastico e psicologico, nonché alla valorizzazione delle risorse individuali.
Regime finanziario e copertura degli oneri
La legge precisa che varie misure non comportano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale e si attuano con risorse umane, finanziarie e strumentali già disponibili. In particolare:
- per gli inserimenti in comunità alloggio per minori non sono previsti nuovi oneri;
- per affidi familiari e trasferte fuori Regione di minori ed eventuali familiari, l’onere per il 2025 è quantificato in 100.000 euro;
- per gli anni successivi la quantificazione è rimessa alla legge di bilancio regionale;
- per gli interventi di inclusione lavorativa richiamati dall’articolo 3 è previsto un onere di 1.000 migliaia di euro, coperto con risorse del PO FSE+ Sicilia 2021/2027, Obiettivo specifico ESO 4.11, codice intervento 162;
- gli oneri dei programmi di formazione delle EMI sono quantificati per il 2025 in 815.330,88 euro.
La copertura per il 2025 avviene mediante riduzione di 915.330,88 euro dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 20, comma 1, della legge regionale 9 gennaio 2025, n. 1, Tabella A, Missione 20, Programma 3, capitolo 215704.
Decorrenza ed efficacia
La legge entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. La pubblicazione richiamata è del 13 giugno 2025.
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