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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 07301/2026 del 26/03/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia fiscale relativa a due avvisi di accertamento (anni 2007 e 2009) con i quali l'Agenzia delle Entrate ha disconosciuto la deducibilità, ai fini IRES, delle quote di ammortamento di un maggior valore di avviamento iscritto in bilancio a seguito di una fusione (esercizio 2003). L'Ufficio sosteneva che la plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione di controllo da parte della società francese GE Medical Systems S.A. dovesse essere assoggettata a imposta sostitutiva con aliquota del 27% (d.lgs. n. 461/1997), impedendo l'affrancamento "gratuito" operato per effetto del disavanzo di fusione (richiamando la disciplina del d.lgs. n. 358/1997 riservata, a suo avviso, ai soli soggetti residenti in Italia). Le società controparti contestavano la pretesa erariale e ottenevano l'annullamento degli avvisi in primo e secondo grado.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere per sopravvenuto annullamento totale, in via di autotutela, degli avvisi di accertamento da parte della Direzione Regionale della Lombardia dell'Agenzia delle Entrate depositati nel corso del giudizio. In conseguenza di ciò il processo è stato estinto e le spese processuali sono state interamente compensate tra le parti. La Corte ha altresì rilevato che il deposito dei provvedimenti di autotutela giustifica la declaratoria di estinzione (ai sensi dell'art. 372, comma 2, c.p.c.) e non ha ritenuto dovuta l'attestazione prevista dall'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115/2002 per le ragioni indicate nel provvedimento.

Norme richiamate

  • art. 103, comma 3, T.U.I.R. (D.P.R. 917/1986)

    Riferito alla deducibilità delle quote di ammortamento del maggior valore di avviamento: la pronuncia di merito aveva riconosciuto la deducibilità delle quote contestate ai sensi di questa disposizione

  • art. 122, T.U.I.R.

    Richiamato per la rideterminazione del reddito complessivo risultante dalle dichiarazioni della consolidante nel regime del consolidato nazionale

  • d.lgs. n. 358/1997 (art. 1, art. 3, art. 6, comma 2, lett. a))

    Disciplina dell'affrancamento fiscale delle plusvalenze da conferimento/cessione di partecipazioni di controllo: il nodo interpretativo era se la disciplina (e la più favorevole aliquota del 19%) fosse applicabile anche a cedenti non residenti o fosse riservata ai soli soggetti residenti in Italia

  • d.lgs. n. 461/1997 (art. 5, comma 1)

    Prevede l'imposta sostitutiva con aliquota del 27% per determinate plusvalenze; l'Ufficio sosteneva l'applicabilità di tale regime alla società francese cedente, con conseguente esclusione dell'affrancamento alla minore aliquota

  • art. 20, comma 1, lett. f), T.U.I.R. (testo anteriore)

    Richiamato dall'Ufficio come norma che qualificava la plusvalenza della società estera come reddito diverso imponibile ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva prevista dal d.lgs. n. 461/1997

  • art. 36, comma 2, n. 4, d.lgs. n. 546/1992

    Norma processuale richiamata nei motivi di cassazione relativi a presunte violazioni processuali nella pronuncia di merito

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente per dedurre una presunta violazione di norme processuali da parte della CTR

  • art. 57 d.lgs. n. 546/1992

    Invocato dalle controricorrenti in relazione a questioni di ammissibilità e ai presupposti di gravame

  • art. 372, comma 2, c.p.c.

    Consente il deposito di provvedimenti sopravvenuti (qui, atti di autotutela che annullano gli avvisi) come prova della sopravvenuta causa di inammissibilità/estinzione del giudizio; la Corte l'ha ritenuto applicabile e decisivo

  • art. 378, comma 2, c.p.c.

    Richiamato nel processo per i termini di deposito di memorie e documenti; le parti hanno depositato i provvedimenti di autotutela entro il termine di cui a questa norma

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Norma sull'attestazione per il rimborso delle spese di giustizia; la Corte ha ritenuto che non debba essere resa l'attestazione in quanto la formula definitoria del giudizio non rientra nelle casistiche previste

  • art. 158, comma 1, lett. a), d.P.R. n. 115/2002 e art. 12, comma 5, d.l. n. 16/2012 conv. L. 44/2012

    Richiamati in relazione alla prenotazione a debito del contributo unificato da parte della ricorrente principale; la Corte li cita per motivare l'esclusione dell'obbligo di attestazione di cui sopra

  • art. 2909 c.c. e art. 324 c.p.c.

    Richiamati nei motivi incidentali delle controricorrenti in relazione a profili di efficacia ed esecuzione dell'atto di appello e del giudicato esterno; le contestazioni non hanno modificato l'esito, dato l'annullamento in autotutela

Massime di principio

  • Se l'Amministrazione finanziaria annulla in via di autotutela l'atto impugnato durante il giudizio, la causa può essere dichiarata estinta per cessazione della materia del contendere; il deposito del provvedimento di autotutela in giudizio è idoneo a dimostrare la sopravvenienza.
  • La rimozione della pretesa erariale da parte dell'Ufficio rende inutile la decisione sul merito e determina la dichiarazione di estinzione del processo, con possibile compensazione integrale delle spese processuali quando il comportamento dell'Amministrazione sia conforme al principio di lealtà.
  • Questioni complesse di diritto tributario (es. qualificazione di plusvalenze di cedenti non residenti e regime di affrancamento) possono divenire prive di oggetto se l'Amministrazione rettifica o annulla gli atti; tuttavia, in assenza di autotutela, tali questioni richiedono un'analisi puntuale delle norme sostanziali (TUIR, d.lgs. 358/1997, d.lgs. 461/1997) e della loro applicabilità ai soggetti non residenti.
  • Il deposito di documenti sopravvenuti (art. 372 c.p.c.) e le memorie nei termini processuali possono influire decisivamente sull'ammissibilità e sull'esito del giudizio; è quindi fondamentale monitorare l'evoluzione degli atti amministrativi durante il contenzioso.
  • Quando la controversia verte su profili interpretativi di norme agevolative o di affrancamento fiscale, è essenziale valutare sia la normativa sostanziale sia il criterio di territorialità/residenza del soggetto cedente per determinare l'applicabilità delle aliquote o delle modalità di tassazione sostitutiva.

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