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Legge

L.R. Puglia 24/2011

Norme sulla partecipazione della Regione Puglia alla formazione e attuazione del diritto dell'Unione Europea.

Normativa regionaleL.R. Puglia 24/2011Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplinava le modalità con cui la Regione Puglia partecipava alla formazione degli atti dell’Unione europea e adeguava il proprio ordinamento agli obblighi UE, anche tramite la “legge UE regionale” annuale e, in alcuni casi, regolamenti. È stata però abrogata dalla l.r. Puglia 11/2018, art. 18, comma 1, e oggi non è più applicabile.

Partecipazione della Regione Puglia alla formazione e attuazione del diritto UE

Partecipazione della Regione Puglia al diritto dell’Unione europea

La legge disciplinava la partecipazione della Regione Puglia sia alla fase di formazione del diritto dell’Unione europea sia alla successiva fase di attuazione degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’UE. Il quadro era ispirato ai principi di sussidiarietà, proporzionalità, efficienza, trasparenza e partecipazione democratica, nel rispetto della Costituzione, dello Statuto regionale e della normativa statale di coordinamento.

Formazione della posizione regionale sugli atti dell’UE

La Regione poteva formulare osservazioni sulle proposte di atti dell’Unione europea nelle materie di competenza regionale. Le osservazioni erano approvate dal Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale.

Adeguamento dell’ordinamento regionale agli obblighi UE

La Regione era tenuta a dare tempestiva attuazione alle norme adottate dall’Unione nelle materie di competenza regionale. Per assicurare l’adeguamento all’ordinamento UE e alle sentenze della Corte di giustizia, la Giunta regionale doveva presentare ogni anno, entro il 30 aprile, un disegno di legge denominato “Legge UE regionale”, con indicazione dell’anno di riferimento. Alla proposta era allegata una relazione sullo stato di conformità della legislazione regionale al diritto UE e sulle eventuali procedure di infrazione imputabili alla Regione.

Contenuto della “legge UE regionale”

La legge UE regionale serviva a:

  • recepire gli atti normativi dell’UE nelle materie regionali;
  • disciplinare l’attuazione delle sentenze della Corte di giustizia e delle decisioni della Commissione europea che imponevano adeguamenti alla Regione;
  • modificare o abrogare la legislazione regionale incompatibile o da adeguare;
  • individuare gli atti UE attuabili con regolamento, fissando principi e criteri direttivi.

L’adeguamento doveva comunque avvenire tramite legge UE regionale quando comportava nuove spese o minori entrate, istituzione di nuovi organi o strutture amministrative, oppure interventi in materie riservate alla legge in via assoluta.

Attuazione mediante regolamenti

La legge UE regionale poteva autorizzare l’attuazione delle direttive anche tramite regolamenti di esecuzione e attuazione e, nelle materie non coperte da riserva assoluta di legge, tramite regolamenti di delegificazione. I regolamenti dovevano rispettare principi e disposizioni delle direttive e individuare responsabilità e funzioni attuative delle amministrazioni interessate, secondo il principio di sussidiarietà. Le autorizzazioni alla delegificazione dovevano contenere norme generali, criteri e limiti, con abrogazione espressa delle disposizioni legislative vigenti e decorrenza dall’entrata in vigore dei regolamenti.

Stato di efficacia

Il testo risulta oggi abrogato dalla l.r. Puglia 11/2018, art. 18, comma 1, e quindi non è più applicabile nella pratica.

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