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Sentenza

Sentenza n. 1607/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601023

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: nota del 5 marzo 2026 con cui il Comune ha ritenuto inapplicabile l’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, richiamando l’accettazione delle indennità offerte nelle procedure espropriative

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha dedotto che terreni di sua proprietà erano stati occupati dal Comune nell’ambito di due procedure espropriative avviate, rispettivamente, nel 1975-1976 e nel 1988, e utilizzati per la realizzazione di opere pubbliche, senza che fossero adottati decreti di esproprio o altro valido titolo acquisitivo e senza la formale conclusione dei procedimenti. Dopo aver chiesto al Comune di definire la situazione mediante l’esercizio del potere previsto dall’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, ha contestato la nota comunale che reputava tale istituto inapplicabile per l’accettazione delle indennità. Il TAR, avuto riguardo al petitum sostanziale, ha qualificato la controversia come azione avverso il silenzio-inadempimento, diretta ad accertare l’obbligo del Comune di pronunciarsi sull’istanza. La pretesa concerneva anche il risarcimento per equivalente o l’adozione di un provvedimento acquisitivo.

La decisione

Il ricorso è accolto come azione avverso il silenzio. Il TAR ha rilevato che il Comune non contestava l’occupazione, la realizzazione delle opere, l’assenza di decreti di esproprio e la mancata conclusione formale delle procedure; una relazione dell’Area Tecnica del 22 dicembre 2022 le qualificava come procedure «avviate e mai concluse». La nota del 5 marzo 2026 non costituisce una decisione effettiva sull’istanza, perché si limita a richiamare l’accettazione delle indennità senza esaminare l’assenza dei decreti, la sorte delle procedure, l’attuale regime proprietario e la perdurante utilizzazione pubblica dei beni. In applicazione dei principi dell’Adunanza Plenaria n. 2 del 2020, il Comune deve svolgere una completa istruttoria e una valutazione attuale e comparativa degli interessi, adottando una decisione espressa e motivata sulla definitiva sorte dei beni. Il Tribunale non ha imposto l’acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis né si è sostituito alle valutazioni discrezionali dell’Amministrazione: ha ordinato al Comune di pronunciarsi entro novanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, il commissario ad acta potrà essere nominato su semplice istanza della ricorrente. Le spese sono state integralmente compensate. Non è stata accolta una domanda risarcitoria né disposto direttamente un provvedimento acquisitivo.

Norme richiamate

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    la controversia deve essere qualificata quale ricorso avverso il silenzio-inadempimento ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., avente ad oggetto l’accertamento dell’obbligo dell’Amministrazione di pronunciarsi sull’istanza volta a sollecitare l’esercizio del potere previsto dall’art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001.

    Il petitum sostanziale è qualificato come azione avverso il silenzio-inadempimento, diretta ad accertare l’obbligo dell’Amministrazione di decidere sull’istanza del proprietario.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    il potere previsto dall’art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001 presuppone una valutazione attuale e comparativa degli interessi coinvolti e richiede una decisione espressa dell’Amministrazione in ordine alla definitiva sorte del bene.

    L’esercizio del potere di acquisizione sanante richiede una valutazione attuale e comparativa degli interessi e una decisione espressa sulla sorte definitiva del bene; l’Amministrazione, sollecitata dal proprietario, deve istruire e motivare compiutamente, ma il giudice non può sostituirsi alle valutazioni discrezionali né imporre l’acquisizione.

  • art. 117 c.p.a.

    Nel caso di perdurante inadempimento all’obbligo di provvedere, il Tribunale, a semplice istanza della parte ricorrente, provvederà alla nomina di un commissario ad acta.

    In caso di persistente inadempimento all’ordine di provvedere, l’esecuzione dell’obbligo può essere assicurata mediante nomina di un commissario ad acta su istanza della parte ricorrente.

Massime di principio

  • Quando il proprietario di un bene occupato e utilizzato per opere pubbliche sollecita l’esercizio del potere previsto dall’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, l’Amministrazione deve svolgere una completa istruttoria e una valutazione attuale e comparativa degli interessi, concludendo con una decisione espressa e motivata sulla sorte definitiva del bene.
  • Una risposta che si limiti a richiamare l’accettazione di indennità offerte in pregresse procedure espropriative, senza affrontare l’assenza di un titolo acquisitivo, la mancata conclusione delle procedure, la situazione proprietaria attuale e l’uso pubblico del bene, non soddisfa l’obbligo di pronunciarsi sull’istanza.
  • Nel giudizio avverso il silenzio il giudice può accertare l’obbligo dell’Amministrazione di provvedere e fissare il termine per farlo, ma non può sostituirsi all’Amministrazione nelle valutazioni discrezionali né imporre l’adozione del provvedimento acquisitivo ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiurisdizione e riparto
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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