Cassazione Civile, Ordinanza n. 33681/2025 del 22/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
Un automobilista ha chiesto il risarcimento dei danni subiti dal proprio veicolo in un incidente avvenuto su una strada comunale, sostenendo che la perdita di controllo fosse dovuta alle condizioni del manto stradale, in particolare alla presenza di sostanze vischiose o oleose. Il Giudice di Pace aveva rigettato la domanda; il Tribunale, in riforma, l'aveva accolta e aveva condannato il Comune al pagamento di euro 7.307,15 oltre accessori. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: (1) violazione dell'art. 112 c.p.c. in relazione al quantum della condanna; (2) violazione degli artt. 116 c.p.c. e 2700 c.c. quanto al mancato riconoscimento del caso fortuito; (3) violazione degli artt. 116 c.p.c. e 2700 c.c. per avere il Tribunale ritenuto provata la presenza di sostanza viscida sull'asfalto nonostante il verbale della polizia municipale attestasse l'assenza di materiale oleoso o similare; (4) motivazione apparente o incomprensibile ex art. 132 n. 4 c.p.c. Il ricorso si fondava soprattutto sulla natura di atto pubblico del verbale di intervento della polizia municipale, formato subito dopo il sinistro e relativo alla constatazione visiva dello stato della carreggiata.
La decisione
La Corte ha accolto il terzo motivo di ricorso, ritenendo che il Tribunale avesse illegittimamente disatteso un atto pubblico assistito da fede privilegiata fino a querela di falso. Ha quindi cassato la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Salerno in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. L'accoglimento del terzo motivo ha determinato l'assorbimento degli altri motivi, che riguardavano il quantum della condanna e il caso fortuito. In sede di rinvio dovrà essere nuovamente accertato il nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento dannoso, tenendo conto del valore di piena prova del verbale della polizia municipale circa l'assenza di oli o sostanze viscide sulla carreggiata, salvo querela di falso.
Norme richiamate
art. 2051 c.c.
La responsabilità da cosa in custodia richiede l'accertamento del nesso causale tra la cosa e il danno; la valutazione del caso fortuito e del quantum resta subordinata a tale accertamento.
art. 112 c.p.c.
Richiamato come parametro del primo motivo, relativo al dedotto vizio di ultrapetizione sul quantum della condanna.
art. 116 c.p.c.
Non consente al giudice di liberamente valutare una prova legale; il Tribunale ha errato nel non attribuire al verbale il valore probatorio vincolante spettantegli.
art. 132 n. 4 c.p.c.
Richiamato nel quarto motivo per denunciare una motivazione ritenuta perplessa o incomprensibile.
art. 2699 c.c.
Il verbale della polizia municipale, in quanto atto pubblico, documenta la provenienza e la formazione dell'atto da parte del pubblico ufficiale.
art. 2700 c.c.
L'atto pubblico fa piena prova fino a querela di falso dei fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza o da lui compiuti, quando si tratti di percezioni dirette e di descrizione statica dello stato dei luoghi.
artt. 375 e 380-bis.1 c.p.c.
Norme processuali che hanno consentito la trattazione della causa in camera di consiglio.
Massime di principio
- Il verbale redatto dagli organi di polizia stradale subito dopo un sinistro è atto pubblico e fa piena prova fino a querela di falso dei fatti direttamente percepiti e attestati dai verbalizzanti, quando si tratti della descrizione statica dello stato dei luoghi.
- Il giudice di merito non può liberamente disattendere una prova legale attribuendo prevalenza a prove testimoniali o ad altre risultanze, se il contenuto dell'atto pubblico riguarda fatti attestati come direttamente osservati dal pubblico ufficiale.
- La querela di falso è lo strumento necessario per contestare l'efficacia probatoria privilegiata dell'atto pubblico nei limiti in cui esso faccia fede del fatto attestato.
- Nelle azioni risarcitorie ex art. 2051 c.c., l'accertamento del nesso causale tra cosa in custodia ed evento dannoso costituisce una questione logicamente pregiudiziale rispetto alla verifica del caso fortuito e alla liquidazione del danno.
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