Circolare numero 228 del 26-7-1994
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare trasmette il Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, pubblicato in G.U. il 31 marzo 1994, e ne illustra principi, ambito applicativo e contenuti principali. Il Codice punta a rafforzare etica, trasparenza, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, imponendo regole su regali, conflitti di interesse, attività collaterali, rapporti con il pubblico, comportamento in servizio e stipula dei contratti. È inoltre previsto un ruolo centrale dei dirigenti nella vigilanza, la diffusione obbligatoria del Codice presso i dipendenti e l’aggiornamento periodico delle disposizioni.
Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni
Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni
La circolare illustra il decreto ministeriale 31 marzo 1994 che ha adottato il Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, pubblicato in G.U. n. 149 del 31 marzo 1994. Il documento richiama i principi ispiratori del Codice e ne sintetizza i contenuti più rilevanti, con particolare attenzione all’etica del servizio pubblico, alla trasparenza e alla responsabilità dirigenziale.
Inquadramento normativo e finalità
Il Codice si colloca nel quadro di rinnovamento della pubblica amministrazione delineato dalla normativa sul pubblico impiego, in particolare dall’art. 58-bis del d.lgs. n. 29/1993, come modificato dall’art. 26 del d.lgs. n. 546/1993. La finalità è quella di specificare e rafforzare gli obblighi di diligenza, lealtà e imparzialità già posti da leggi, contratti e regolamenti, elevando la soglia di legalità e orientando la condotta dei dipendenti verso lo spirito di servizio e la tutela dell’interesse pubblico.
Ambito di applicazione e responsabilità
Il Codice si applica ai dipendenti pubblici all’atto dell’assunzione, con esclusione del personale militare, della Polizia di Stato, del Corpo di polizia penitenziaria, delle magistrature e dell’Avvocatura dello Stato. Restano ferme le responsabilità penale, civile e amministrativa. Il provvedimento richiama inoltre il collegamento con la responsabilità disciplinare, demandando alla contrattazione collettiva la definizione della tipologia e dell’entità delle infrazioni e delle sanzioni.
Gli uffici competenti in materia di affari generali e personale vigilano sulla corretta applicazione del Codice e prestano consulenza ai dipendenti nei casi concreti. Il dirigente dell’ufficio è espressamente individuato come responsabile dell’osservanza delle norme codicistiche.
Principi generali di comportamento
Il dipendente deve instaurare con i cittadini un rapporto di fiducia e collaborazione e conformare la propria condotta al dovere costituzionale di servire esclusivamente la Nazione con disciplina e onore, nel rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità.
Nello svolgimento delle mansioni deve:
- anteporre il rispetto della legge e l’interesse pubblico agli interessi privati propri e altrui;
- dedicare al lavoro il tempo e le energie necessari, operando nel modo più semplice ed efficiente;
- assumere le responsabilità connesse ai propri compiti;
- usare e custodire con cura i beni di cui dispone per ragioni d’ufficio;
- non utilizzare a fini privati le informazioni acquisite per ragioni di ufficio;
- mantenere una posizione di indipendenza, evitando anche situazioni solo apparenti di conflitto di interessi;
- nei rapporti con il cittadino, assicurare massima disponibilità, non ostacolare l’esercizio dei diritti e favorire l’accesso alle informazioni dovute;
- nella vita sociale, evitare comportamenti che possano nuocere agli interessi o all’immagine della pubblica amministrazione.
Regali, utilità, associazioni e conflitti di interesse
Il Codice contiene una disciplina particolarmente rigorosa sui regali e sulle utilità. Il dipendente non può chiedere o accettare, per sé o per altri, neppure in occasione di festività, regali o altre utilità da soggetti che abbiano tratto o possano trarre benefici da decisioni o attività dell’ufficio, salvo i regali d’uso di modico valore. È altresì vietato offrire regali o utilità al superiore o ai suoi parenti o conviventi, nonché chiederli o accettarli da subordinati, salvo i medesimi limiti di modestia.
Sul piano delle associazioni, l’adesione a organizzazioni i cui interessi siano anche indirettamente coinvolti con le funzioni dell’amministrazione va comunicata al dirigente dell’ufficio e all’organo di vertice. La comunicazione non si applica ai partiti politici e ai sindacati. Inoltre, il dipendente non può costringere altri dipendenti ad aderire ad associazioni né indurli a farlo promettendo vantaggi di carriera.
Per i conflitti di interesse, il dipendente deve comunicare per iscritto al dirigente gli interessi, finanziari o non finanziari, propri, dei parenti o conviventi, nonché quelli di soggetti con cui abbia o abbia avuto rapporti di collaborazione retribuita, quando tali interessi siano connessi alle attività o decisioni dell’ufficio. I dirigenti devono a loro volta dichiarare partecipazioni azionarie e altri interessi finanziari che possano generare conflitto con la funzione svolta, nonché eventuali attività di parenti o conviventi che li pongano in contatto frequente con l’ufficio o con le relative decisioni.
Obblighi di astensione
L’obbligo di astensione è una delle regole più estese del Codice. Il dipendente deve astenersi dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere, direttamente o indirettamente, interessi propri o di parenti e conviventi. L’astensione è dovuta anche quando, pur in assenza di un conflitto effettivo, la partecipazione possa ingenerare sfiducia nell’indipendenza e imparzialità dell’amministrazione.
L’obbligo riguarda anche:
- soggetti con i quali il dipendente abbia rapporti di collaborazione retribuita, compresi i due anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro o collaborazione;
- per chi abbia avuto cariche direttive in imprese o enti pubblici o privati, i cinque anni successivi;
- individui o organizzazioni che abbiano contribuito alle spese elettorali del dipendente negli ultimi cinque anni;
- soggetti presso cui il dipendente aspiri ad ottenere un impiego o incarichi di collaborazione;
- individui o organizzazioni con cui abbia rapporti particolari, come causa pendente, grave inimicizia, rapporti di credito o debito, o nei confronti dei quali sia tutore, procuratore, agente, amministratore o gerente.
Il dipendente deve inoltre astenersi in ogni altro caso in cui vi siano gravi ragioni di convenienza. Sull’astensione decide il dirigente dell’ufficio; se l’astensione riguarda il dirigente, decide il dirigente competente in materia di affari generali e personale. Se presso l’ufficio sono avviati procedimenti che coinvolgono i soggetti rispetto ai quali opera l’astensione, il dipendente deve informare per iscritto il dirigente.
Attività collaterali e incompatibilità operative
Il Codice vieta attività collaterali incompatibili con il corretto adempimento dei compiti d’ufficio. In particolare:
- il dipendente non deve svolgere attività in contrasto con le funzioni affidategli;
- non deve sollecitare ai superiori incarichi remunerati;
- non deve accettare da soggetti diversi dall’amministrazione retribuzioni o utilità per prestazioni che è tenuto a rendere per dovere d’ufficio;
- non deve frequentare abitualmente persone rappresentanti di imprese o organizzazioni che abbiano procedimenti o contenziosi pendenti presso l’ufficio, o che vi chiedano sovvenzioni, contributi, autorizzazioni, licenze o altri atti di consenso, salvo il caso di parenti o conviventi.
Per i dirigenti è previsto il divieto di accettare incarichi di collaborazione da soggetti che abbiano avuto un interesse economico nelle decisioni o attività dell’ufficio nel biennio precedente.
Imparzialità, raccomandazioni e progressioni
Il dipendente deve assicurare la parità di trattamento tra i cittadini e rifiutare le pressioni illegittime, anche se provenienti dai superiori, indicando le corrette modalità di partecipazione all’attività amministrativa. Le raccomandazioni o segnalazioni a favore o a danno di partecipanti a gare, contenziosi, esami o concorsi pubblici sono vietate.
La disciplina si estende anche alle promozioni, ai trasferimenti e ad altri provvedimenti interni:
- il dipendente che aspiri a un provvedimento favorevole non deve influenzare o chiedere che altri influenzino i decisori;
- il dipendente che può incidere sulla decisione non deve accettare o considerare raccomandazioni o segnalazioni;
- le segnalazioni scritte devono essere trasmesse al dirigente competente e all’ufficio procedente;
- le segnalazioni orali devono essere respinte e segnalate per iscritto.
Vita sociale e rapporti con i mezzi di informazione
Il dipendente non deve sfruttare la posizione ricoperta nell’amministrazione per ottenere utilità non spettanti. Nei rapporti privati, soprattutto con pubblici uffici, non deve menzionare la propria qualifica in modo da nuocere all’immagine dell’amministrazione.
Il Codice impone inoltre di evitare dichiarazioni pubbliche lesive dell’immagine dell’ente, ferma restando la tutela dei diritti sindacali e dei cittadini. Il dipendente deve informare il dirigente dei propri rapporti con gli organi di stampa; se vengono pubblicate notizie inesatte o valutazioni pregiudizievoli, la circostanza va segnalata al dirigente, che valuterà eventuali precisazioni ufficiali.
Comportamento in servizio e uso delle risorse
Durante l’orario di lavoro il dipendente deve mantenere un comportamento corretto e rispettoso delle esigenze di servizio. Il dirigente, salvo giustificato motivo, non deve ritardare o delegare ad altri dipendenti attività o decisioni di propria competenza. Il dipendente non può assentarsi dal luogo di lavoro senza autorizzazione.
È vietato, salvo autorizzazione del dirigente:
- organizzare rinfreschi o cerimonie durante l’orario di lavoro;
- usare carta intestata, materiale di cancelleria, computer, fotocopiatrici o altre attrezzature per fini privati;
- effettuare telefonate personali con le linee d’ufficio, salvo casi eccezionali comunicati al dirigente;
- ricevere telefonate personali se non nei limiti indispensabili;
- utilizzare i mezzi di trasporto dell’amministrazione per fini diversi dal servizio o per trasportare abitualmente estranei;
- accettare, detenere o fruire a titolo personale utilità offerte a causa dell’acquisto di beni o servizi per ragioni di ufficio.
Rapporti con il pubblico
Particolare rilievo è attribuito ai rapporti con cittadini e utenti. Il dipendente addetto al pubblico deve prestare adeguata attenzione alle richieste, fornire spiegazioni sul proprio comportamento e su quello di altri dipendenti, rispettare l’ordine cronologico delle pratiche e non rifiutare prestazioni dovute con motivazioni generiche come il carico di lavoro o la mancanza di tempo.
Nella comunicazione con l’utenza deve:
- adottare un linguaggio chiaro e comprensibile;
- fornire risposte complete e adeguate;
- mantenere disponibilità, cortesia e rispetto;
- favorire un rapporto diretto e personalizzato;
- operare in un clima di accoglienza e ascolto.
Contratti pubblici e prevenzione di interferenze
Nella stipulazione di contratti per conto dell’amministrazione, il dipendente non deve ricorrere a mediazioni o ad altra opera di terzi, né corrispondere o promettere utilità per facilitare la conclusione o l’esecuzione del contratto. Inoltre non può concludere contratti pubblici con imprese con le quali abbia stipulato contratti privati nel biennio precedente.
Se l’amministrazione stipula un contratto con una di tali imprese, il dipendente deve astenersi dalle decisioni e dalle attività relative all’esecuzione del contratto e informare per iscritto il dirigente. Se il soggetto interessato è il dirigente, quest’ultimo informa il dirigente competente in materia di affari generali e personale.
Valutazione dei risultati, aggiornamento e diffusione del Codice
Il dirigente deve fornire all’ufficio interno di controllo tutte le informazioni necessarie alla valutazione dei risultati dell’ufficio, in rapporto agli standard di qualità e quantità dei servizi stabiliti dall’amministrazione nelle carte dei diritti dell’utenza. La valutazione deve considerare, tra l’altro, parità di trattamento, modalità di erogazione, livello qualitativo, accessibilità per utenti disabili, semplificazione, rapidità delle procedure, rispetto dei termini e tempestività nelle risposte a reclami, istanze e segnalazioni.
Il Codice prevede che il Dipartimento della funzione pubblica lo modifichi e lo integri ogni quattro anni, anche sulla base dei suggerimenti provenienti da amministrazioni, organizzazioni sindacali, associazioni di utenti e consumatori. Le modifiche devono essere considerate nelle direttive per la contrattazione collettiva.
Sul piano organizzativo, i responsabili di struttura devono recepire i contenuti del Codice, diffonderli immediatamente tra i dipendenti e verificarne l’osservanza. Ogni dipendente deve firmare per presa visione una copia del Codice, che resta agli atti; una copia va consegnata a ogni nuovo assunto e un’altra deve essere affissa in via permanente agli albi di ogni struttura.
Punti principali
Finalità e valore del Codice
Il Codice si inserisce nel processo di rinnovamento della pubblica amministrazione e si fonda sulla centralità dell’etica del servizio pubblico e della trasparenza. Le sue regole specificano gli obblighi di diligenza, lealtà e imparzialità già previsti da leggi, contratti e regolamenti, elevando la soglia di legalità e orientando i comportamenti dei dipendenti verso lo spirito di servizio e la tutela dell’interesse pubblico.
Ambito di applicazione e responsabilità
Il Codice si applica ai dipendenti pubblici all’atto dell’assunzione, con esclusione di militari, Polizia di Stato, Corpo di polizia penitenziaria, magistrature e Avvocatura dello Stato. Restano ferme le responsabilità penale, civile e amministrativa; inoltre il Presidente del Consiglio impartisce direttive per il recepimento del Codice nei contratti collettivi e per il coordinamento con la responsabilità disciplinare. I dirigenti sono responsabili della vigilanza sull’osservanza delle norme, mentre gli uffici del personale assistono i dipendenti nei casi concreti.
Principi generali di condotta
Il dipendente deve instaurare con i cittadini un rapporto di fiducia e collaborazione, servire esclusivamente la Nazione con disciplina e onore, rispettare legalità, buon andamento e imparzialità, anteporre l’interesse pubblico a quello privato, usare con cura i beni di ufficio e non impiegare informazioni d’ufficio per fini privati. Deve mantenere indipendenza, evitare situazioni anche solo apparenti di conflitto di interessi e favorire l’accesso dei cittadini alle informazioni nei limiti consentiti.
Regali, utilità e partecipazione ad associazioni
È vietato chiedere o accettare regali o altre utilità da soggetti che abbiano o possano avere benefici da decisioni o attività dell’ufficio, salvo regali d’uso di modico valore. Sono inoltre vietati regali a superiori o da subordinati, salvo i casi consentiti. L’adesione ad associazioni o organizzazioni i cui interessi possano interferire con l’attività amministrativa deve essere comunicata al dirigente e all’organo di vertice, con esclusione di partiti politici e sindacati; è vietato costringere o indurre altri dipendenti ad aderire ad associazioni promettendo vantaggi di carriera.
Obblighi di dichiarazione e conflitto di interessi
Il dipendente deve comunicare per iscritto al dirigente gli interessi finanziari e non finanziari propri, dei parenti o conviventi, nonché quelli di soggetti con cui abbia avuto rapporti di collaborazione retribuita, quando rilevanti rispetto all’ufficio. I dirigenti devono dichiarare partecipazioni azionarie e altri interessi finanziari che possano generare conflitti, oltre ad eventuali attività dei parenti o conviventi che li pongano in contatto frequente con l’ufficio o con le sue decisioni.
Obblighi di astensione
Il dipendente deve astenersi da decisioni o attività che possano coinvolgere interessi propri, di parenti o conviventi, di collaboratori retribuiti, di soggetti che abbiano contribuito alle sue spese elettorali, di potenziali datori di lavoro o committenti, nonché di persone o enti con cui abbia particolari rapporti personali o patrimoniali. L’astensione opera anche in presenza di ragioni di convenienza tali da compromettere la fiducia nell’imparzialità dell’amministrazione. Sull’astensione decide il dirigente dell’ufficio; se riguarda il dirigente, decide il responsabile degli affari generali e del personale. L’obbligo si estende, in alcuni casi, ai due anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, e a cinque anni per chi abbia avuto cariche direttive.
Attività collaterali e incompatibilità pratiche
Il dipendente non deve svolgere attività in contrasto con i compiti d’ufficio, sollecitare incarichi remunerati, accettare retribuzioni o utilità da soggetti diversi dall’amministrazione per prestazioni dovute, né frequentare abitualmente persone legate a imprese o organizzazioni coinvolte in procedimenti, contenziosi o richieste di benefici presso il proprio ufficio, salvo che siano parenti o conviventi. I dirigenti non devono accettare incarichi di collaborazione da soggetti con interesse economico nelle decisioni dell’ufficio.
Imparzialità, raccomandazioni e progressioni interne
Il dipendente deve assicurare parità di trattamento tra i cittadini e respingere pressioni illegittime, anche se provenienti dai superiori. Sono vietate raccomandazioni o segnalazioni a favore o danno di partecipanti a gare, concorsi o procedimenti contenziosi; le segnalazioni scritte vanno consegnate al dirigente e all’ufficio procedente, quelle orali devono essere respinte e segnalate per iscritto. Analoghi divieti valgono per promozioni, trasferimenti e altri provvedimenti riguardanti dipendenti, sia per chi li richiede sia per chi può influire sulla decisione.
Comportamento nella vita sociale e rapporti con la stampa
Il dipendente non deve sfruttare la posizione ricoperta per ottenere utilità indebite né menzionarla nei rapporti privati in modo tale da danneggiare l’immagine dell’amministrazione. Deve astenersi da dichiarazioni pubbliche che arrechino pregiudizio all’ente, informare il dirigente dei rapporti con gli organi di stampa e segnalare notizie inesatte che possano ledere l’immagine dell’amministrazione.
Comportamento in servizio e uso delle risorse
Durante il servizio il dipendente deve operare con correttezza, limitare assenze dal posto di lavoro alle autorizzazioni previste, evitare rinfreschi o cerimonie non autorizzati, usare con parsimonia carta, mezzi informatici, fotocopiatrici, telefoni e veicoli dell’amministrazione, e non accettare o trattenere utilità ottenute in occasione di acquisti per ragioni di ufficio.
Rapporti con il pubblico
Nei rapporti con i cittadini il dipendente deve prestare attenzione alle richieste, fornire spiegazioni sul proprio comportamento e su quello degli altri dipendenti, rispettare l’ordine cronologico delle pratiche, evitare rifiuti immotivati, usare un linguaggio chiaro e comprensibile e adottare modalità di comunicazione improntate a disponibilità, cortesia, rispetto, ascolto e completezza delle informazioni. Le prestazioni devono essere orientate a un rapporto diretto e personalizzato con l’utenza.
Contratti pubblici e prevenzione dei conflitti
Nella stipulazione di contratti per conto dell’amministrazione il dipendente non può ricorrere a mediazioni o corrispondere utilità a terzi per facilitare la conclusione o l’esecuzione del contratto. È inoltre vietato concludere contratti pubblici con imprese con cui il dipendente abbia stipulato contratti privati nel biennio precedente; in tali casi deve astenersi dalle decisioni e dall’esecuzione del contratto e informare il dirigente. Se la situazione riguarda il dirigente, questi informa il responsabile degli affari generali e del personale.
Valutazione dei risultati e aggiornamento del Codice
Il dirigente deve fornire all’ufficio interno di controllo tutte le informazioni necessarie alla valutazione dei risultati dell’ufficio, con riferimento agli standard di qualità e quantità dei servizi e a profili quali parità di trattamento, accesso per gli utenti disabili, semplificazione, celerità, rispetto dei termini e risposta ai reclami. Il Codice deve essere aggiornato ogni quattro anni dal Dipartimento della funzione pubblica, anche sulla base dei suggerimenti di amministrazioni, organizzazioni sindacali, utenti e consumatori.
Diffusione e adempimenti organizzativi
I responsabili di struttura devono recepire i contenuti del Codice, diffonderli immediatamente tra i dipendenti e verificarne l’osservanza affinché diventino valori condivisi. I dipendenti devono firmare per presa visione una copia del Codice, conservata agli atti; una copia deve essere consegnata a ogni nuovo assunto e un’altra deve restare affissa permanentemente agli albi di ogni struttura.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da INPS, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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