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Sentenza

Sentenza n. 251/2026 - Potenza, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500496

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diffida alla rimozione dell'occupazione abusiva di suolo pubblico e al ripristino dello stato dei luoghi

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (privato destinatario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la diffida con cui il Comune gli aveva ordinato, entro quindici giorni, di rimuovere a proprie spese l'occupazione abusiva di una porzione di suolo pubblico, attraversata da un tratturo comunale, e di ripristinare lo stato dei luoghi e il profilo naturale del terreno. La censura ritenuta decisiva concerneva il difetto di istruttoria e di motivazione. In particolare, il provvedimento richiamava un verbale di sopralluogo dei Carabinieri del 5 settembre 2025, ma tale documento non era nella disponibilità del Comune e non risultava acquisito al procedimento; inoltre, l'atto attribuiva a un soggetto estraneo al giudizio la realizzazione di recinzioni e opere edilizie e riferiva soltanto che il ricorrente stava arando terreni di sua proprietà limitrofi al tratturo, senza chiarire in che modo la sua condotta avesse interessato le superfici pubbliche.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la diffida. Ha ritenuto comprovato il difetto di istruttoria e di motivazione, poiché il verbale dei Carabinieri costituiva il fondamentale documento istruttorio sul quale il provvedimento dichiarava di fondarsi e dal quale dipendeva l'accertamento della riferibilità al ricorrente della condotta contestata, ma non era stato acquisito dal Comune prima dell'adozione dell'atto. Il giudice ha inoltre rilevato l'inadeguatezza della motivazione quanto al collegamento tra l'attività agricola svolta dal ricorrente sui terreni limitrofi e l'asserita occupazione del suolo pubblico. L'acquisizione postuma del verbale, anche se disposta in sede cautelare, non avrebbe potuto sanare il vizio istruttorio originario. Restano salve le ulteriori determinazioni che il Comune potrà adottare dopo l'acquisizione del verbale o la definizione del procedimento penale richiamato. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Un provvedimento amministrativo repressivo o ripristinatorio è illegittimo per difetto di istruttoria quando attribuisce al destinatario una condotta lesiva sulla base di un documento istruttorio essenziale che l'amministrazione non ha acquisito né ha concretamente avuto a disposizione prima dell'adozione dell'atto.
  • Quando l'amministrazione ordina la rimozione di un'occupazione abusiva di suolo pubblico, la motivazione deve indicare con sufficiente precisione il collegamento tra la condotta del destinatario e l'effettiva occupazione o trasformazione della superficie pubblica; il mero svolgimento di attività su terreni privati limitrofi non è, di per sé, sufficiente.
  • L'acquisizione postuma, nel corso del giudizio, del documento istruttorio fondamentale non sana il difetto di istruttoria esistente al momento dell'adozione del provvedimento impugnato.
  • L'annullamento per difetto di istruttoria e motivazione non impedisce all'amministrazione di rieditare il potere, previa acquisizione degli elementi istruttori necessari e nuova valutazione dei presupposti dell'intervento.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoMotivazione del provvedimento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneEffetto conformativo e riedizione del potere

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