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Legge

L.R. Sardegna 19/2014

Assestamento alla manovra finanziaria per gli anni 2014-2016

Normativa regionaleL.R. Sardegna 19/2014Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale adegua il bilancio 2014-2016 della Sardegna: copre il disavanzo 2013 con mutui, riduce e rimodula diverse spese, rifinanzia interventi in settori pubblici ed economici e disciplina il recupero/definanziamento di opere non avviate. Molte misure sono limitate al 2014 o a scadenze specifiche (2015-2017 e, per il debito, fino al 2045).

Assestamento della manovra finanziaria regionale Sardegna 2014-2016

Assestamento alla manovra finanziaria 2014-2016 della Sardegna

La legge interviene sul bilancio regionale della Sardegna per il triennio 2014-2016, coprendo il disavanzo maturato al 31 dicembre 2013, rimodulando stanziamenti e rifinanziando numerosi interventi di settore. Molte disposizioni hanno efficacia limitata al 2014 o fissano termini puntuali per la prosecuzione delle opere e per specifiche misure organizzative.

Copertura del disavanzo e indebitamento

La Regione copre il disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2013, pari a 216.139.000 euro, con ricorso al mercato tramite mutui o prestiti obbligazionari. L’operazione è collegata a spese di investimento già autorizzate in precedenti manovre e deve rispettare i vincoli della normativa statale richiamata.

La contrazione del debito:

  • avviene sulla base di effettive esigenze di cassa;
  • non può superare la durata di 30 anni;
  • deve avere un tasso non superiore a quello applicato dalla Cassa depositi e prestiti.

Gli oneri del debito sono stimati in 9.602.000 euro annui dal 2015 al 2045.

Misure finanziarie e fiscali di settore

La legge abroga una specifica disciplina in materia di finanziamento regionale del 2009. Inoltre, per evitare recuperi antieconomici, esclude il recupero di indebite fruizioni di credito d’imposta, con sanzioni e interessi, quando l’agevolazione indebitamente compensata non supera 500 euro.

È disposto anche un concorso regionale alla riduzione della spesa pubblica mediante riduzione delle compartecipazioni ai tributi erariali per 34.270.000 euro.

Sanità, debiti commerciali e equilibri finanziari locali

Per il Servizio sanitario regionale è autorizzato nel 2014 uno stanziamento di 103.000.000 euro, finalizzato a rispettare i tempi medi di pagamento dei debiti commerciali e a ridurre una quota degli ammortamenti non sterilizzati al 2011. La Giunta regionale ripartisce le somme con propria deliberazione su proposta dell’assessore competente.

Per il pagamento dei debiti commerciali dell’Amministrazione regionale è incrementato di 33.450.000 euro il fondo previsto dalla normativa contabile regionale.

Per gli enti locali sono previsti diversi interventi straordinari, tra cui:

  • 40.000.000 euro di trasferimenti agli enti locali nel 2014, con 30.000.000 euro ai comuni e 10.000.000 euro per altre finalità connesse;
  • 5.000.000 euro per la salvaguardia degli equilibri di bilancio delle province, con possibile destinazione prioritaria a società in house e partecipate per servizi scolastici, manutenzione stradale, sicurezza ambientale, lotta agli insetti e derattizzazione;
  • 35.000.000 euro di incremento dell’autorizzazione di spesa già prevista per il 2014, ripartiti tra comuni e province.

Università, istruzione, formazione e politiche del lavoro

È rafforzato il finanziamento per il diritto allo studio universitario: 2.000.000 euro nel 2014 sono destinati a borse di studio e prestiti d’onore, in particolare agli studenti del primo anno risultati idonei nelle graduatorie 2014-2015.

Sono previsti anche interventi su:

  • scuole dell’infanzia e istruzione, con varie rimodulazioni di stanziamenti;
  • edilizia scolastica e programma Iscol@;
  • formazione universitaria e investimenti per sedi formative;
  • politiche attive del lavoro, con trasferimenti agli enti locali e utilizzo di risorse per annualità successive.

Il 2014 non richiede, per l’assunzione di impegni regionali ex legge finanziaria 2014, la presentazione dei programmi triennali comunali; per il triennio 2014-2016 tale vincolo è limitato alle annualità 2015 e 2016.

Cultura, sport, volontariato e welfare

La legge rifinanzia numerosi interventi culturali e sociali, tra cui:

  • Istituto superiore regionale etnografico (ISRE);
  • patrimonio culturale, lingua e cultura sarda;
  • manifestazioni tradizionali e attività culturali;
  • editoria e informazione;
  • biblioteche;
  • sport e spettacolo;
  • cinema;
  • volontariato, servizio civile, immigrati ed emigrati;
  • sostegno a persone svantaggiate e con disabilità.

Sono inoltre previsti contributi straordinari o incrementi specifici per enti e iniziative puntuali, tra cui il Consorzio per la pubblica lettura “S. Satta” di Nuoro e la commissione dei giochi studenteschi.

Turismo, trasporti e infrastrutture

Per il turismo sono finanziate la promozione turistica, la destagionalizzazione dei trasporti e le politiche di valorizzazione dell’offerta.

Nel comparto trasporti e infrastrutture sono previste risorse per:

  • viabilità e progettazioni;
  • infrastrutture di trasporto di interesse locale;
  • trasporto pubblico locale;
  • investimenti nel settore dei trasporti;
  • opere di interesse degli enti locali.

Sono anche finanziate manutenzioni portuali e iniziative specifiche come l’accessibilità alle sedi universitarie e la gestione aeroportuale di Olbia.

Ambiente, territorio, energia e protezione civile

La legge destina risorse a tutela del suolo, bonifiche, rifiuti, siti minerari dismessi, aria, acque, coste, parchi, aree protette, zone umide, fauna, forestazione, Corpo forestale e protezione civile.

Sono finanziati anche:

  • interventi per l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPAS);
  • attività dell’autorità ambientale e programmi di educazione ambientale;
  • ripristino di opere danneggiate da eventi alluvionali, con un rinvio al 2015 per una specifica autorizzazione di spesa;
  • contributi ai comuni per strumenti urbanistici e il progetto SCUS per l’adeguamento dei PUC al PPR e al PAI.

Sviluppo economico, artigianato, commercio, industria e agricoltura

La legge prevede un ampio pacchetto di sostegni a imprese e comparti produttivi:

  • artigianato artistico e tradizionale;
  • artigianato in generale e incentivazioni correnti;
  • commercio, anche con sostegno agli investimenti;
  • industria e fondo di garanzia per le PMI;
  • imprenditoria femminile e giovanile;
  • aree industriali e gestione di partecipate industriali;
  • agricoltura, con interventi per accesso al mercato finanziario, calamità naturali, zootecnia e tutela/marketing dei prodotti.

È inoltre previsto un premio biennale per i cerealicoltori aderenti a un accordo di filiera per la valorizzazione del grano duro, in regime de minimis, con condizioni fissate dalla Giunta regionale. Altre risorse dell’agenzia ARGEA sono qualificate come addizionali per lo sviluppo e una quota è destinata al contrasto della peste suina africana.

Misure straordinarie per IGEA, consorzi industriali e occupazione

Per la società IGEA Spa in liquidazione sono autorizzate risorse per il piano industriale e per un piano esodi finalizzato alla ristrutturazione organizzativa, con possibilità di incentivo all’esodo per il personale a tempo indeterminato che chieda la risoluzione entro il 31 dicembre 2014. La Giunta regionale definisce limiti e criteri dell’incentivo.

Sono previsti analoghi meccanismi di esodo volontario per i consorzi industriali provinciali, escluso Nuoro, con specifiche condizioni di ristrutturazione e divieto di nuove assunzioni, salvo deroga. Per il Consorzio industriale provinciale di Nuoro l’esodo è esteso fino ai lavoratori che maturino i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2017.

È istituito/rafforzato anche un fondo regionale per l’occupazione, destinato al sostegno del reddito e alla copertura degli oneri contributivi di lavoratori in utilizzo presso enti territoriali o organismi privati beneficiari di ammortizzatori sociali.

Opere pubbliche: definanziamento, rifinanziamento e termini

La disciplina sulle opere pubbliche è uno dei nuclei centrali della legge.

Gli interventi finanziati a favore di enti per opere delegate o affidate mediante atto convenzionale sono soggetti a definanziamento ope legis se, alla data di entrata in vigore della legge, non risulta assunta l’obbligazione giuridicamente vincolante nei confronti dell’esecutore dei lavori o pubblicato il bando di gara.

Una quota di 30.000.000 euro delle risorse recuperate confluisce in uno specifico fondo regionale per il rifinanziamento degli interventi originariamente definanziati. Il rifinanziamento è possibile solo se:

  • l’ente presenta domanda entro il 30 marzo 2015;
  • la Regione autorizza entro 30 giorni dalla domanda;
  • il bando è pubblicato entro 30 giorni dall’autorizzazione;
  • l’obbligazione giuridicamente vincolante viene assunta entro 8 mesi dalla pubblicazione del bando.

Il mancato rispetto dei termini comporta la conferma definitiva del definanziamento.

Per le risorse 2012 e 2013, il definanziamento opera se l’obbligazione non è assunta entro:

  • 31 dicembre 2016, quando siano necessari pareri o atti di altre amministrazioni;
  • 31 dicembre 2015, negli altri casi.

Le somme già trasferite agli enti devono essere recuperate senza interessi, anche per compensazione sui futuri trasferimenti. Le regole non si applicano agli interventi con risorse comunitarie o statali.

Rimodulazioni di bilancio e variazioni contabili

La legge introduce numerose variazioni in diminuzione e in aumento sul bilancio 2014-2016, con riduzione di diverse spese di funzionamento, rappresentanza, personale, acquisti, fondi di riserva e altri capitoli, e con incrementi su molte voci settoriali.

Le principali rimodulazioni riguardano:

  • strategie di spesa della Presidenza e degli apparati regionali;
  • istruzione e università;
  • cultura;
  • ambiente e territorio;
  • sanità;
  • welfare;
  • sviluppo economico e occupazione;
  • trasporti e infrastrutture;
  • copertura del disavanzo tramite l’entrata da ricavo mutui per investimenti.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.

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