L.R. Veneto 16/2007
Disposizioni generali in materia di eliminazione delle barriere architettoniche.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale del Veneto disciplina fruibilità di edifici e spazi pubblici e privati, contributi per interventi edilizi, trasporti, facilitatori della vita di relazione e piani comunali per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Prevede procedure, percentuali e limiti di spesa, con applicazione degli interventi finanziari dalla prima approvazione del piano annuale successiva all’entrata in vigore.
Eliminazione delle barriere architettoniche e contributi per l’accessibilità in Veneto
Eliminazione delle barriere architettoniche e fruibilità degli spazi in Veneto
La legge regionale del Veneto n. 16 del 12 luglio 2007 disciplina interventi, contributi e competenze amministrative per garantire la fruibilità di edifici, spazi aperti al pubblico e mezzi di trasporto alle persone con disabilità. Il provvedimento sostituisce la precedente disciplina regionale e introduce un sistema di pianificazione annuale, finanziamento e gestione decentrata da parte di Regione, province e comuni.
Finalità, nozioni e soggetti destinatari
La legge mira a promuovere iniziative e interventi per assicurare la fruibilità di edifici pubblici e privati e degli spazi aperti al pubblico, quale condizione per la vita di relazione e la partecipazione alle attività sociali e produttive delle persone con disabilità.
Ai fini della legge:
- per persona con disabilità si intende un soggetto con disabilità fisica, sensoriale, psicologico-cognitiva, permanente o temporanea;
- per facilitatori della vita di relazione si intendono suppellettili, attrezzature e arredi che consentono alla persona con disabilità lo svolgimento delle funzioni quotidiane;
- per fruibilità si intende la possibilità di utilizzare spazi, arredi, servizi informativi e attrezzature con pieno godimento, in sicurezza e autonomia.
Possono beneficiare delle agevolazioni:
- gli enti pubblici;
- le aziende concessionarie di servizi di trasporto pubblico locale;
- i soggetti privati proprietari di spazi o edifici aperti al pubblico, comprese le imprese;
- le persone con disabilità, i soggetti fiscalmente a carico, gli assistenti e i rappresentanti secondo il codice civile.
Tipologie di intervento previste
La legge prevede interventi di diverso tipo, tra cui:
- sensibilizzazione e informazione per rimuovere ostacoli culturali all’integrazione sociale;
- formazione e aggiornamento dei tecnici edili in materia di barriere architettoniche;
- disciplina urbanistica ed edilizia pubblica e privata;
- contributi per rendere fruibili edifici e spazi pubblici e privati aperti al pubblico;
- contributi per edifici privati;
- contributi per l’acquisto di facilitatori della vita di relazione;
- contributi per accessibilità e uso del trasporto pubblico locale;
- contributi per l’adattamento di mezzi privati di locomozione;
- contributi per la redazione o revisione dei piani comunali per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA).
Disciplina edilizia e prescrizioni tecniche
I progetti di nuova costruzione o di ristrutturazione di interi edifici, o di loro parti, devono rispettare le prescrizioni tecniche fissate dalla Giunta regionale, nel rispetto dei principi fondamentali della normativa statale.
Le prescrizioni non si applicano:
- a singole parti di edifici che, per specifiche normative tecniche, non possono essere realizzate senza barriere;
- ai volumi tecnici il cui accesso è riservato a soli addetti specializzati.
In attesa del provvedimento regionale, e per quanto non diversamente disciplinato, si applica la normativa statale vigente. Le disposizioni regionali prevalgono sui regolamenti locali e sulle norme tecniche urbanistiche contrastanti.
Per alcuni interventi su edifici esistenti è ammessa la denuncia di inizio attività in alternativa al permesso di costruire, in particolare per:
- rampe, ascensori esterni o manufatti che alterano la sagoma dell’edificio;
- ristrutturazioni edilizie finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche, anche con modifiche di volume, sagoma, prospetti o superfici;
- interventi su immobili vincolati storico-artistici o paesaggistico-ambientali, previa autorizzazione o parere richiesti dal Codice dei beni culturali e dalle altre norme di tutela.
La DIA deve essere conforme agli strumenti urbanistici e corredata dalla documentazione tecnica richiesta; il procedimento segue l’articolo 23 del DPR 380/2001. Al titolo formatosi si applica comunque il vincolo decennale previsto per gli ampliamenti agevolati.
Piani comunali, risorse vincolate e contributi ai comuni
La Giunta regionale detta le disposizioni per la redazione e revisione dei PEBA, previsti dalla legislazione statale. Ai comuni che redigono o revisionano tali piani può essere concesso un contributo fino al 50% della spesa sostenuta.
I comuni devono destinare almeno il 10% dei proventi annuali derivanti dal contributo di costruzione e dalle sanzioni edilizie, paesaggistiche e urbanistiche agli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche; la quota scende al 5% per i comuni con meno di 3.500 abitanti. La rendicontazione va trasmessa alla Regione entro il 31 marzo di ogni anno.
Agevolazioni per immobili abitati da persone con disabilità
La realizzazione di incrementi volumetrici o di superficie utile abitabile funzionali alla fruibilità di edifici abitati da soggetti con handicap grave dà diritto alla riduzione del 100% del costo di costruzione.
Per gli edifici esistenti nelle zone omogenee B, C ed E è ammesso, una sola volta e per un solo intervento per nucleo familiare, un ampliamento fino a 120 metri cubi in deroga agli indici di zona, con specifici vincoli documentali e un vincolo decennale di non variazione della destinazione d’uso, non alienazione e non locazione a soggetti non disabili.
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