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Sentenza

Sentenza n. 1287/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'annullamento del provvedimento prot. -OMISSIS-, notificato in data -OMISSIS-, con il quale il Capo dell'Ufficio Consulenza Legale del Comando Interregionale Marittimo Sud della Marina Militare ha invitato e diffidato il ricorrente a rilasciare, entro 30 giorni, il locale deposito di pertinenza dell'alloggio di servizio ubicato -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202401766

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di diffida al rilascio, entro trenta giorni, di un locale deposito demaniale pertinenziale all’alloggio di servizio secondo il ricorrente, con avvertimento dell’avvio del recupero coattivo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione concedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, già dipendente della Marina Militare e collocato in quiescenza, ha impugnato la diffida al rilascio di un locale deposito detenuto unitamente all’alloggio di servizio. Ha dedotto l’incompetenza del Capo dell’Ufficio Consulenza Legale, sostenendo che l’atto avrebbe dovuto provenire dal Comandante di un’articolazione centrale o periferica del Ministero della Difesa. Ha inoltre lamentato violazione del d.P.R. n. 90/2010, del d.lgs. n. 66/2010, dell’art. 2 del d.m. 24 luglio 2015 e dell’art. 97 Cost., nonché eccesso di potere per illogicità, contraddittorietà, ingiustizia manifesta, abnormità, carenza di motivazione e travisamento dei presupposti, per la mancata ponderazione della propria grave situazione sanitaria, di quella del nucleo familiare e delle circostanze che avrebbero escluso la qualificazione dell’occupazione come sine titulo. Ha dedotto, infine, la violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza e delle linee guida della Marina Militare sulle procedure di rilascio degli alloggi, sostenendo che il locale fosse pertinenziale all’alloggio e che l’amministrazione avrebbe dovuto modulare tempi e modalità del recupero contemperando l’interesse pubblico con la dignità e le condizioni personali dell’occupante. L’amministrazione ha sostenuto che il locale costituisse un cespite demaniale distinto dall’alloggio, che l’atto fosse stato sottoscritto per ordine del Comandante e che non fosse mai stato rilasciato al ricorrente un titolo specifico di occupazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha escluso l’incompetenza relativa, rilevando che gli artt. 330 e 333 del d.P.R. n. 90/2010 attribuiscono il potere al comando competente, non necessariamente alla persona fisica del Comandante. Nel caso concreto, la proposta di emissione della diffida era stata approvata e l’atto risultava sottoscritto per ordine del Comandante; si trattava quindi di un atto imputabile al Comando, adottato mediante delega di firma. Il giudice ha distinto la delega di firma dalla delega di funzioni: la prima non trasferisce la competenza, ma abilita il titolare di altro ufficio a sottoscrivere un atto che resta sostanzialmente dell’autorità delegante. Il locale è stato qualificato come bene demaniale distinto dall’alloggio, sulla base della documentazione tecnico-inventariale e delle planimetrie. Poiché non risultava alcun provvedimento di assegnazione del deposito e il ricorrente aveva prodotto soltanto la concessione dell’alloggio, il TAR lo ha qualificato come occupante sine titulo. La consegna delle chiavi e la protrazione dell’occupazione nel tempo non sono state ritenute sufficienti a dimostrare un titolo o un vincolo pertinenziale. Il lungo periodo di occupazione sine titulo non è stato considerato idoneo a fondare un affidamento tutelabile. Il giudice ha inoltre ritenuto legittimo l’esercizio dell’autotutela esecutiva sul bene demaniale ai sensi dell’art. 823, comma 2, c.c. e ha escluso la violazione delle linee guida e dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, poiché l’amministrazione aveva considerato le condizioni del ricorrente e del nucleo familiare, i tempi e le modalità del recupero e le esigenze istituzionali connesse alla sicurezza della navigazione. Spese compensate in ragione della natura degli interessi coinvolti.

Norme richiamate

  • art. 330 d.P.R. 90/2010

    Il comando competente, in caso di decadenza dalla concessione, notifica il provvedimento al concessionario con atto formale, redatto secondo il modello riportato nell'allegato L di cui all'articolo 354, nel quale la data di rilascio dell'alloggio è fissata non oltre il trentesimo giorno successivo a quello della notifica del provvedimento stesso.

    La competenza al rilascio del provvedimento è riferita al comando competente e non necessariamente al Comandante quale persona fisica; l’atto può essere sottoscritto per ordine mediante delega di firma.

  • art. 333 d.P.R. 90/2010

    Se l'alloggio non è lasciato libero nel termine fissato, il comando competente per il rilascio della concessione emette ordinanza di recupero coattivo, con le modalità riportate nel modello dell'allegato M, di cui all'articolo 355, da notificare all'interessato.

    Il comando competente esercita il potere di recupero coattivo e deve fissare la data considerando le esigenze dell’amministrazione e le eventuali situazioni eccezionali rappresentate dall’utente.

  • art. 823, comma 2, c.c.

    L’amministrazione può esercitare l’autotutela esecutiva per la protezione e il recupero dei beni demaniali; nel caso concreto il locale è stato ritenuto occupato sine titulo.

  • art. 97 Cost.

    Il richiamo ai principi di buon andamento e imparzialità non imponeva, nel caso concreto, l’annullamento della diffida, poiché l’amministrazione aveva considerato le condizioni personali dell’occupante e le esigenze istituzionali di recupero del bene.

  • art. 3, comma 1, l. 104/1992

    La condizione di handicap grave del ricorrente è stata considerata tra gli elementi personali rilevanti, ma non è stata ritenuta ostativa al rilascio del bene demaniale in assenza di un titolo di occupazione.

Massime di principio

  • Gli artt. 330 e 333 del d.P.R. n. 90/2010 attribuiscono i poteri di rilascio e recupero degli alloggi di servizio al comando competente; pertanto, il provvedimento può essere sottoscritto per ordine del Comandante mediante delega di firma, senza che ciò determini un trasferimento della competenza o un vizio di incompetenza relativa.
  • La delega di firma abilita il titolare di un diverso ufficio a sottoscrivere un atto che rimane imputabile all’autorità delegante; essa si distingue dalla delega di funzioni, che comporta invece il trasferimento dell’esercizio della competenza.
  • L’occupazione di un locale demaniale distinto dall’alloggio di servizio è sine titulo quando non risulti uno specifico provvedimento di assegnazione; la mera consegna delle chiavi, l’uso strumentale all’abitazione e la protrazione nel tempo non dimostrano da soli l’esistenza di un titolo o di un vincolo pertinenziale.
  • La protrazione nel tempo di un’occupazione sine titulo non fonda, di per sé, un affidamento tutelabile del privato e può anzi rafforzare l’esigenza di ripristinare la disponibilità del bene demaniale per la sua funzione istituzionale.
  • Nell’esercizio dell’autotutela esecutiva sui beni demaniali, l’amministrazione deve considerare le situazioni eccezionali dell’occupante e modulare, ove necessario, tempi e modalità del rilascio; tuttavia, tale ponderazione non impedisce il recupero del bene quando l’occupazione sia priva di titolo e sussistano concrete esigenze istituzionali.

Come è indicizzato

MaterieStato giuridico e avanzamentoPatrimonio e alienazioni
RamiForze armate e forze di poliziaDemanio e patrimonio pubblico
IstitutiIncompetenzaEfficacia ed esecutorietàLegittimo affidamentoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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