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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18942/2025 del 21/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto negativo di competenza territoriale sulla procedura per l'applicazione della conversione della pena pecuniaria di 5.800,00 euro inflitta ad Antonio Sorrentino. Il Magistrato di sorveglianza di Napoli si era inizialmente dichiarato incompetente ritenendo applicabile il criterio della residenza (Sorrentino risultava anagraficamente residente a Sulmona), mentre il Magistrato di sorveglianza di L'Aquila ha sollevato il conflitto sostenendo che la residenza in carcere era meramente formale e che, all'atto della scarcerazione, Sorrentino aveva eletto domicilio a Napoli, configurando così la competenza del magistrato di sorveglianza di Napoli; in subordine si invocava il criterio residuale del luogo di pronuncia della sentenza (Napoli).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e lo ha risolto affermando la competenza del Magistrato di sorveglianza di Napoli. La Corte ha richiamato il criterio applicabile per i soggetti non detenuti (residenza anagrafica come primo riferimento; in mancanza, domicilio) e ha ritenuto che la residenza presso la Casa circondariale fosse meramente fittizia. Inoltre ha evidenziato che il condannato aveva adempiuto all'obbligo di indicare/eleggere domicilio a Napoli (art. 677, comma 2-bis), rafforzando la scelta di competenza in favore del magistrato napoletano. Gli atti sono stati rimessi immediatamente al Magistrato di sorveglianza di Napoli per il prosieguo del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    comma 1, lett. b) (richiamato come base per la rimessione degli atti alla Corte per la risoluzione del conflitto)

    Norma richiamata per la procedura di rimessione alla Corte di cassazione in caso di conflitto tra giudici, qui applicata per competenza territoriale.

  • art. 30 cod. proc. pen.

    richiamato nel rimando formale degli atti alla Corte

    Norma procedurale integrativa del meccanismo di decisione del conflitto tra giudici, utilizzata per la rimessione degli atti alla Corte di cassazione.

  • art. 677 cod. proc. pen.

    criteri di competenza per la magistratura di sorveglianza (locus custodiae per i detenuti; residenza anagrafica o domicilio per i non detenuti; luogo della sentenza come criterio residuale)

    Stabilisce l'ordine dei criteri per determinare la competenza territoriale: prima la residenza anagrafica per i non detenuti, quindi il domicilio, ed infine il luogo di pronuncia della sentenza se gli altri criteri non sono applicabili; per i detenuti prevale il locus custodiae.

  • art. 677, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    «Il condannato, non detenuto, ha l'obbligo, a pena di inammissibilità, di fare la dichiarazione o l'elezione di domicilio con la domanda con la quale chiede una misura alternativa alla detenzione o altro provvedimento attribuito dalla legge alla magistratura di sorveglianza. Il condannato, non detenuto, ha altresì l'obbligo di comunicare ogni mutamento del domicilio dichiarato o eletto».

    Imposta l'onere per il condannato non detenuto di dichiarare o eleggere domicilio con l'istanza (e di comunicare variazioni), obbligo che, se adempiuto, incide sulla determinazione della competenza territoriale in favore del luogo del domicilio eletto.

Massime di principio

  • Per i soggetti non detenuti, la competenza della magistratura di sorveglianza si determina prioritariamente sulla base della residenza anagrafica; solo in assenza di una residenza anagrafica rilevante si guarda al domicilio.
  • La residenza di mera fatto o 'fittizia' (es. residenza anagrafica presso la casa circondariale) non prevale se vi è una residenza anagrafica ordinaria o un domicilio eletto con modalità formalmente tempestive e documentabili.
  • Il condannato non detenuto è obbligato a dichiarare o eleggere domicilio con l'istanza ai sensi dell'art. 677, comma 2-bis; l'elezione di domicilio, se effettuata correttamente, può determinare la competenza territoriale anche in presenza di residenze anagrafiche che appaiono formali.
  • Se non è possibile determinare la competenza mediante residenza o domicilio, si applica il criterio residuale del luogo in cui fu pronunciata la sentenza divenuta irrevocabile (o l'ultima irrevocabile, se più sentenze).
  • In caso di rifiuto di entrambi i giudici a procedere (conflitto negativo di competenza), la stasi del procedimento giustifica la rimessione alla Corte di cassazione per la decisione sulla competenza.

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