Cassazione Civile, Sentenza n. 7872/2022 del 10/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza che ha respinto la loro opposizione al decreto ingiuntivo n.46827/2013 ottenuto dalla banca per crediti vantati nei confronti della Vi.Pro. s.r.l. (di cui essi risultavano fideiussori). Le censure riguardano: (i) la carenza di rappresentanza processuale della banca per una procura limitata territorialmente; (ii) l'illegittimità dell'uso del 'saldaconto' invece dell'estratto conto per ottenere il decreto ingiuntivo; (iii) la sussistenza di usurarietà sopravvenuta del finanziamento chirografario (art.1815 c.c. e 644 c.p. e L.108/96); (iv) l'usurarietà del conto corrente per effetto delle commissioni di massimo scoperto; (v) la nullità o invalidità delle fideiussioni sottoscritte (artt.1939 e 1945 c.c., possibile vessatorietà o natura di contratto autonomo di garanzia).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Motivazioni principali: la resistente era legittimata in quanto incorporante (fusione) e ha sanato la vocatio in ius; il primo motivo (procura) è inammissibile per carenza di trascrizione dell'atto impugnato; il secondo motivo è infondato: l'estratto di saldaconto/estratti conto sono prova idonea per ottenere il decreto ingiuntivo e, nel giudizio di opposizione a cognizione piena, il creditore può comunque provare il credito indipendentemente dalla legittimità dell'ingiunzione; il terzo motivo (usura sul finanziamento) è infondato anche alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite (Cass. S.U. n.19597/2020): applicando il TEGM indicato dal DM 19/12/2006 (6,34%) sommando la maggiorazione di mora e la metà di essa, il tasso soglia risultante (12,525%) era superiore al tasso effettivamente praticato (9,251%), quindi nessun superamento del tasso soglia; il quarto motivo (conto corrente e commissioni di massimo scoperto) è inammissibile per novità e perché richiede accertamenti di fatto non consentiti in sede di legittimità; il quinto motivo (fideiussioni) è inammissibile perché impone una nuova valutazione di fatto/ermeneutica già motivata dal giudice di merito e perché la clausola che rinuncia a eccezioni non rende la garanzia invalida. Sono state condannate le parti ricorrenti al rimborso spese e ad eventuale ulteriore contributo unificato previsto dal DPR n.115/2002.
Norme richiamate
art. 115 c.p.c.
Rinvocato dai ricorrenti in relazione all'interpretazione della procura; la Corte ha rilevato che senza trascrizione del testo della procura non può valutare la censura e ha richiamato il principio che non si può interpretare in presenza di chiara espressione (in claris non fit interpretatio).
art. 50 Testo Unico Bancario (Dlgs 385/93)
Richiamato nel ricorso (come parametro normativo bancario), ma la Corte ha trattato soprattutto la prova documentale del credito: la disciplina consente che la banca documenti il credito con estratti conto/saldaconto per ottenere il decreto ingiuntivo, secondo la giurisprudenza consolidata.
art. 1815 c.c.
Norma sul criterio di calcolo degli interessi del contratto; la Corte ha valutato la dedotta usurarietà alla luce della determinazione del tasso soglia e della giurisprudenza che include gli interessi moratori nella verifica dell'usura quando rilevanti ai fini del calcolo.
art. 644 c.p.
Norma penale sull'usura; richiamata nell'ambito dell'accertamento civile sull'usurarietà dei tassi e sulla necessità di confrontare i tassi applicati con i parametri ministeriali di riferimento.
Legge 7 marzo 1996 n. 108, art. 2 comma 1
La legge rimanda ai decreti ministeriali di rilevazione dei tassi (TEGM) per la determinazione del tasso soglia; la Corte ha confermato che i decreti ministeriali costituiscono fonte integrativa per il calcolo dei limiti e sono applicabili anche per la verifica degli interessi moratori, secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite.
Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 19 dicembre 2006 (TEGM)
Utilizzato per determinare il TEGM del periodo 1/1/2007-31/3/2007 pari al 6,34%; la Corte ha applicato la metodologia indicata dalle Sezioni Unite per sommare la maggiorazione di mora e la metà di essa per ottenere il tasso soglia (12,525%) e verificare l'assenza di superamento.
artt. 1939 e 1945 c.c.
Norme sul contratto di fideiussione e limiti alla garanzia; la Corte ha ritenuto che la contestazione della natura/validità delle fideiussioni richiedeva valutazioni di fatto già svolte dal giudice di merito e non sussisteva invalidità automatica per la clausola di rinuncia alle eccezioni.
artt. 348-bis e 348-ter c.p.c.
Norme sulla inammissibilità dell'appello per specifiche ragioni processuali; la Corte ha confermato che l'appello avverso la sentenza di primo grado era stato dichiarato inammissibile dalla Corte d'Appello con ordinanza ai sensi di tali disposizioni.
art. 360 c.p.c. (comma 1, n.3)
Fondamento formale dei motivi di cassazione invocati (violazione o falsa applicazione di norme di diritto). La Corte ha esaminato l'ammissibilità e la fondatezza delle censure ai sensi di tale norma e ha dichiarato alcuni motivi inammissibili e gli altri infondati.
D.P.R. n. 115/2002 art. 13 comma 1-quater
Norma sul contributo unificato: la Corte ha rilevato l'applicabilità della disposizione e dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.
Massime di principio
- Una banca può ottenere il decreto ingiuntivo anche sulla base di estratti conto o saldaconto; in opposizione a cognizione piena il creditore può comunque provare il proprio credito indipendentemente dalla eventuale invalidità formale del provvedimento monitorio.
- Le censure processuali che implichino l'interpretazione di atti (es. procura) devono riportarne il testo negli atti di impugnazione per consentire alla Corte di legittimità di valutare la questione; in mancanza sono inammissibili.
- Ai fini della verifica dell'usura la giurisprudenza (Sezioni Unite) ammette di considerare gli interessi moratori nel calcolo del tasso effettivo da confrontare col TEGM e con i decreti ministeriali: i decreti ministeriali di rilevazione sono fonte integrativa essenziale per determinare il tasso soglia.
- Le contestazioni che richiedono accertamenti di fatto (es. incidenza quantitativa delle commissioni di massimo scoperto sul tasso applicato) non possono essere decise in sede di legittimità e devono essere adeguatamente dedotte e istruite nel merito; sollevare tali questioni per la prima volta in cassazione è inammissibile.
- La presenza in una fideiussione di clausole con cui il garante rinuncia a eccezioni derivanti dal rapporto principale non determina automaticamente l'invalidità della garanzia; la valutazione della natura autonoma della garanzia e della vessatorietà richiede specifico esame di fatto e di motivazione in sede di merito.
- Chi impugna deve esplicitare con autosufficienza gli atti e i punti di fatto già dedotti in primo grado se intende censurarne la mancata valutazione; l'omessa indicazione degli atti o la richiesta di nuovi accertamenti di fatto porta spesso all'inammissibilità della censura in Cassazione.
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