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Sentenza

Sentenza n. 2635/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202500985

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento comunale di annullamento in autotutela della concessione edilizia in sanatoria e del permesso di agibilità relativi a unità immobiliari comprese in un fabbricato oggetto di istanza di condono edilizio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I due proprietari hanno impugnato il medesimo provvedimento comunale, ciascuno con riferimento alle proprie unità immobiliari, deducendo la violazione delle garanzie partecipative e del contraddittorio, la violazione dell'art. 21-nonies l. 241/1990 per carenza di motivazione sull'illegittimità dei titoli annullati, sull'interesse pubblico concreto e attuale, sull'affidamento dei privati e sul tempo trascorso, nonché per il mancato rispetto del termine ragionevole. È stata inoltre contestata l'assenza di una sentenza penale irrevocabile che accertasse la falsità della documentazione, il travisamento dei fatti, l'erroneità dell'istruttoria, la contraddittorietà tra dichiarazione di inefficacia e annullamento, l'erroneo riferimento ad altro immobile e ad altro titolo edilizio, l'assenza di motivazione specifica quanto all'annullamento del permesso di agibilità, la perplessità del provvedimento e la violazione dei doveri di buona fede e collaborazione. La questione decisiva riguardava l'assunto comunale secondo cui lo smarrimento di documenti della pratica edilizia avrebbe dimostrato la mancata presentazione dell'istanza di condono e l'inefficacia dei titoli rilasciati. I ricorrenti hanno invece prodotto certificazioni comunali attestanti la presentazione dell'istanza di condono e il pagamento dell'oblazione.

La decisione

Il TAR ha riunito i due ricorsi per evidente connessione, ai sensi dell'art. 70 c.p.a., e ha ritenuto assorbita l'eccezione relativa alla tardività della documentazione comunale, poiché i ricorsi erano comunque fondati. Esaminando prioritariamente le censure sull'erroneità del presupposto dell'annullamento, il Collegio ha rilevato che l'istanza di condono relativa al fabbricato risultava protocollata dal Comune e che una sua copia era stata reperita presso la Soprintendenza. L'Amministrazione non aveva contestato la genuinità della copia. Alla luce dell'art. 9-bis d.P.R. 380/2001 e dei principi affermati dalla giurisprudenza richiamata, la prova dello stato legittimo può essere fornita anche mediante elementi indiziari quando esista un principio di prova scritta del titolo, mentre lo smarrimento della pratica e dei relativi allegati non può essere imputato ai proprietari, essendo la documentazione stata accettata dall'Amministrazione e gravando su quest'ultima la responsabilità della successiva irreperibilità. L'avvenuta protocollazione dell'istanza escludeva quindi il presupposto dell'omessa presentazione su cui si fondavano le determinazioni comunali. I provvedimenti impugnati sono stati annullati, con assorbimento degli ulteriori motivi. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori in favore di ciascun ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 70 c.p.a.

    Preliminarmente, ai sensi di quanto disposto dall’art. 70 cod. proc. amm., questo Tribunale, in accoglimento dell’istanza dell’Amministrazione intimata, dispone la riunione dei due giudizi, recanti rispettivamente il numero R.G. 985/2025 e 986/2025, stante l’evidente connessione tra i medesimi, il cui oggetto è costituito da deduzioni d’illegittimità dal contenuto analogo avverso il medesimo provvedimento amministrativo.

    La riunione dei ricorsi è disposta quando sussiste un'evidente connessione oggettiva e soggettiva, in particolare quando le impugnazioni riguardano il medesimo provvedimento e deduzioni di illegittimità analoghe.

  • art. 9-bis d.P.R. 380/2001

    Decidendo un caso analogo all’odierno il Consiglio di Stato ha chiarito che, allorché la pratica edilizia sia incompleta per mancanza del titolo edilizio e/o dei relativi allegati, ma sussista comunque un principio di prova scritta sull’avvenuto rilascio del titolo, la prova sullo stato legittimo di un immobile può essere data ai sensi dell’art. 9 bis, comma 1 bis, cit. mercé elementi indiziari.

    Quando la pratica edilizia è incompleta ma esiste un principio di prova scritta dell'esistenza o del rilascio del titolo, lo stato legittimo dell'immobile può essere dimostrato mediante elementi indiziari.

  • art. 9-bis, comma 1, d.P.R. 380/2001

    Ai sensi di quanto disposto dall’art. 9 bis d.P.R. n. 380/2001, recante il T.U. Edilizia, recepito in ambito regionale mercé l’art. 1 legge reg. n. 16/2016, “1) Ai fini della presentazione, del rilascio o della formazione dei titoli abilitativi previsti dal presente Testo Unico, le Amministrazioni sono tenute ad acquisire d’ufficio i documenti, le informazioni e i dati, compresi quelli catastali, che siano in possesso delle Pubbliche Amministrazioni e non possono richiedere attestazioni, comunque denominate, o perizie sulla veridicità e sull’autenticità di tali documenti, informazioni e dati.

    L'Amministrazione deve acquisire d'ufficio i documenti e le informazioni già in possesso di pubbliche amministrazioni e non può trasferire sul privato l'onere di attestare la veridicità o autenticità di tali dati.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Quindi, sulla base delle superiori considerazioni le deliberazioni comunali gravate devono essere annullate, con assorbimento delle ulteriori deduzioni d’illegittimità prospettate dai ricorrenti.

    L'annullamento in autotutela non può fondarsi sull'erroneo presupposto che l'istanza di condono non sia mai stata presentata quando la sua protocollazione e la sua esistenza risultano comprovate; l'erroneità del presupposto determina l'illegittimità dell'atto di secondo grado.

Massime di principio

  • Quando una pratica edilizia è incompleta per lo smarrimento del titolo o dei relativi allegati, ma esiste un principio di prova scritta della presentazione o del rilascio del titolo, lo stato legittimo dell'immobile può essere dimostrato mediante elementi indiziari e documenti provenienti anche da altre pubbliche amministrazioni.
  • La protocollazione di un'istanza di condono edilizio costituisce elemento idoneo a comprovare l'effettiva presentazione dell'istanza e impedisce di desumere la sua omessa presentazione dalla mera irreperibilità della pratica comunale.
  • Una volta che l'Amministrazione abbia accettato un'istanza con i relativi allegati, la successiva irreperibilità della documentazione non può essere imputata al privato in assenza di elementi specifici che dimostrino la mancata produzione originaria degli atti.
  • L'annullamento in autotutela di titoli edilizi è illegittimo quando si fonda su un presupposto di fatto smentito dalla documentazione acquisita dall'Amministrazione, quale l'asserita mancata presentazione dell'istanza di condono.
  • Ai fini della prova dello stato legittimo dell'immobile, l'Amministrazione deve considerare gli elementi documentali acquisiti d'ufficio presso altre pubbliche amministrazioni e non può far ricadere sul privato le conseguenze del proprio smarrimento documentale.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioTitoli abilitativi ediliziAutotutelaDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaDifetto di istruttoriaEccesso di potereOnere della prova e principio dispositivo

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