L.R. Campania 7/2012
Nuovi interventi per la valorizzazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge campana disciplina strumenti di programmazione, un Fondo unico, un Osservatorio e una conferenza annuale per favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati e la bonifica delle imprese sequestrate/confiscate. Prevede interventi per ristrutturazioni, start-up, valorizzazione, uso abitativo e progetti per scuole e terzo settore. La norma finanziaria copre il triennio 2022-2024; i riferimenti operativi restano comunque attuali nei limiti della disciplina vigente.
Valorizzazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Campania
Valorizzazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati in Campania
La legge disciplina, per la Regione Campania, un sistema organico di interventi per favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, la valorizzazione del patrimonio sottratto alle mafie e il sostegno alla gestione delle imprese sequestrate e confiscate. Il provvedimento combina programmazione triennale e annuale, un Fondo dedicato, un Osservatorio regionale e momenti periodici di confronto pubblico.
Finalità generali e ambito di intervento
La Regione sostiene il pieno riutilizzo dei beni confiscati presenti sul territorio regionale, nel rispetto della normativa statale di settore, con l’obiettivo di restituire alla comunità il patrimonio sottratto alle mafie. La legge mira a promuovere progetti di riutilizzo sociale qualificati, diversificati e sostenibili nel tempo, capaci di generare ricadute sociali, economiche e occupazionali e di sviluppare reti e distretti di economia sociale e solidale.
Obiettivi di politica regionale
Il riutilizzo sociale dei beni confiscati è qualificato come strumento di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali e come leva di legalità, solidarietà, inclusione sociale e sviluppo territoriale sostenibile. La Regione intende:
- prevenire abbandono e degrado del patrimonio confiscato;
- monitorare le esperienze in corso e diffondere modelli replicabili;
- integrare il tema nelle politiche sociali, sociosanitarie, di sviluppo, turismo, agricoltura, cultura ed educazione;
- inserirlo nelle politiche regionali di sicurezza;
- sostenere inclusione sociale, lavorativa e abitativa delle fasce deboli, delle comunità migranti, rom, sinti e camminanti;
- promuovere l’innovazione sociale e le reti di economia solidale;
- favorire cittadinanza attiva, partecipazione democratica e cultura della legalità.
Pianificazione triennale: Piano strategico per i beni confiscati
Il Piano strategico per i beni confiscati è lo strumento di programmazione generale. È adottato con cadenza triennale dalla Regione, sentiti l’Osservatorio regionale e l’Agenzia nazionale per i beni confiscati, ed è approvato entro il 30 marzo di ciascun triennio con delibera di Giunta, previo parere delle competenti Commissioni consiliari.
Il Piano definisce:
- obiettivi e finalità della programmazione;
- consistenza quantitativa e qualitativa del patrimonio confiscato in Campania e relative attività di riutilizzo;
- indirizzi per l’integrazione con le politiche regionali;
- indirizzi per la gestione delle imprese sequestrate e confiscate e per il loro risanamento e reimmissione sul mercato;
- linee per sperimentare interventi innovativi e rispondere a nuovi bisogni sociali;
- indirizzi per la formazione del personale pubblico;
- azioni di rafforzamento delle capacità amministrative dei Comuni, anche sul monitoraggio e sulla pubblicità dei dati;
- coinvolgimento di università, centri di ricerca, scuole;
- criteri di accesso e riparto del Fondo unico;
- criteri e indicatori di efficacia, efficienza e rapporto costi-benefici, con modalità e tempi di monitoraggio;
- iniziative per l’inserimento di giovani in condizioni di svantaggio.
Il Piano interagisce con altri piani di sviluppo regionale e locale e può individuare programmi che richiedono il coinvolgimento di altri attori istituzionali, in raccordo con programmazioni internazionali, nazionali, regionali e locali.
Programmazione annuale
Entro il 30 aprile di ogni anno la Giunta regionale adotta il Programma annuale degli interventi per la valorizzazione dei beni confiscati, sentite le Commissioni consiliari competenti. Il Programma è redatto anche in sinergia con i Piani di Zona d’Ambito, per rafforzare la funzione sociale del riutilizzo dei beni confiscati.
Fondo unico per i beni confiscati: articolazione e accesso
È istituito il Fondo unico per i beni confiscati, articolato in quattro azioni funzionali.
- Ristrutturazioni: finanzia programmi e progetti di ristrutturazione funzionale di immobili confiscati già trasferiti al patrimonio indisponibile dei Comuni. Possono accedervi i Comuni, singoli o consorziati, tramite procedura ad evidenza pubblica regionale, a condizione di aver adempiuto alle prescrizioni di legge, inclusa la pubblicazione sul sito istituzionale dei beni effettivamente trasferiti.
- Start-up: sostiene nuovi programmi di innovazione sociale ed economia sociale su beni confiscati promossi da cooperative e associazioni composte almeno per il 60% da persone non فوق i 40 anni. Gli enti pubblici, anche consorziati, non possono accedere.
- Valorizzazione delle attività di riutilizzo sociale: sostiene il rafforzamento, l’ampliamento e l’internazionalizzazione di attività già in essere su beni confiscati assegnati e realmente utilizzati per finalità sociali e di pubblica utilità. Possono accedervi i concessionari dei beni confiscati assegnati agli enti territoriali, nonché cooperative e associazioni che promuovono eventi e manifestazioni di valorizzazione del patrimonio confiscato. Anche in questo caso gli enti pubblici non sono ammessi.
- Utilizzo dei beni confiscati: finanzia progetti a favore di scuole, università, istituzioni AFAM e enti del Terzo settore con sede legale o operativa in Campania, in collaborazione con gli enti pubblici e privati gestori dei beni confiscati. La finalità è accrescere il senso di comunità nei giovani, anche fragili, tramite attività ludico-ricreative, sportive, didattiche all’aperto, agricole e altre iniziative compatibili con gli obiettivi statutari e con l’uso dei beni. Sono espressamente incentivati il decoro e la riqualificazione degli spazi verdi e dei luoghi comuni.
Le modalità operative di accesso al Fondo sono definite dal Programma annuale sulla base dei criteri stabiliti dal Piano.
La Regione promuove inoltre programmi di riutilizzo sociale dei beni confiscati a fini abitativi, per incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica da destinare prioritariamente alle categorie sociali più svantaggiate e per realizzare obiettivi di inclusione abitativa, in particolare quelli della Strategia nazionale di inclusione di rom, sinti e camminanti.
Gestione delle imprese sequestrate e confiscate
La Regione promuove un Protocollo d’intesa con organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, con l’ANBSC, la Procura nazionale antimafia e i Ministeri competenti, per favorire la bonifica e la reimmissione nel mercato delle imprese sequestrate e confiscate.
Il Protocollo deve perseguire, tra gli altri, i seguenti obiettivi:
- monitoraggio e coordinamento dei flussi informativi sulle imprese, sui lavoratori coinvolti e sui dati utili a ricostruirne il quadro complessivo;
- formazione degli amministratori giudiziari;
- formazione dei dipendenti coerente con i piani industriali;
- individuazione di fabbisogni produttivi e opportunità produttive interne ed esterne ai beni sequestrati/confiscati;
- monitoraggio delle imprese destinatarie di provvedimenti interdittivi o atipici per evitare interruzioni produttive e tutelare occupazione e reddito;
- ogni altra azione utile a una gestione dinamica e produttiva.
La Regione promuove inoltre, in sede di Conferenza Stato-Regioni e con l’ANBSC, iniziative di coordinamento per il risanamento delle imprese con valenza sovraregionale. L’Osservatorio regionale concorre alla realizzazione di tali obiettivi e definisce ulteriori strategie utili.
Osservatorio regionale sull’utilizzo dei beni confiscati
È istituito l’Osservatorio regionale sull’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata, con funzioni di promozione, consultazione e supporto alla programmazione, al monitoraggio e al controllo delle azioni di valorizzazione.
L’Osservatorio è presieduto dal Presidente della Giunta regionale o dall’Assessore competente per le politiche integrate di sicurezza e legalità e opera con il supporto della Fondazione Pol.i.s. per le attività di competenza. Può proporre progetti inerenti il riutilizzo sociale e la valorizzazione di beni e aziende confiscate all’ANBSC e agli altri enti e autorità interessati.
Ha durata pari alla legislatura in cui è istituito ed è composto, tra gli altri, da rappresentanti istituzionali regionali, del Commissario antiracket e antiusura, dell’ANCI, degli enti consortili di Comuni dedicati al riutilizzo dei beni confiscati, della Fondazione Pol.i.s., degli eventuali osservatori provinciali o locali, delle organizzazioni sindacali e di categoria, e delle associazioni con esperienza quinquennale nel settore selezionate con procedura di evidenza pubblica. I componenti sono individuati entro 60 giorni con decreto del Presidente della Giunta e svolgono l’incarico a titolo gratuito.
Ai lavori possono essere invitati ANBSC, università campane, organizzazioni, cooperative, associazioni, esperti e assessori regionali competenti per i temi trattati. In relazione a specifiche materie, può riunirsi anche con i soli componenti funzionali alla questione da affrontare.
L’Osservatorio si avvale dei competenti uffici regionali, degli enti strumentali e delle agenzie regionali individuate. Ha una sezione dedicata nel portale della Regione Campania, nella quale confluiscono anche le informazioni sul sistema interattivo di monitoraggio.
Monitoraggio, banca dati e pubblicità
L’Osservatorio deve dotarsi di un sistema interattivo di monitoraggio dei beni confiscati, basato anche su georeferenziazione, per raccogliere e fornire informazioni quantitative e qualitative sul patrimonio confiscato presente in Campania. La Regione promuove accordi e convenzioni con l’ANBSC e con altri sistemi di monitoraggio promossi da enti, associazioni o gruppi, al fine di integrare le rispettive banche dati.
La Regione forma e aggiorna due elenchi pubblici:
- l’elenco dei beni confiscati ad essa trasferiti;
- l’elenco di tutti i beni confiscati presenti sul territorio regionale.
Entrambi gli elenchi sono pubblicati sul sito istituzionale e costantemente aggiornati.
Conferenza annuale sui beni confiscati
Entro il 30 novembre di ogni anno la Commissione consiliare speciale competente e la Giunta regionale organizzano la Conferenza regionale sui beni confiscati, come momento pubblico di confronto sull’attuazione degli obiettivi della legge. In tale sede la Giunta e l’Osservatorio presentano una relazione sullo stato di attuazione della legge, del Piano triennale e del Programma annuale. La partecipazione è aperta al pubblico.
Integrazione con le politiche regionali e criteri di premialità
La Giunta regionale, nella definizione delle politiche regionali, promuove criteri di priorità per interventi e progetti che consentano l’utilizzo sociale di beni confiscati. Ove possibile, la realizzazione di interventi su beni confiscati da parte di enti territoriali e soggetti assegnatari costituisce criterio di premialità negli avvisi pubblici regionali.
Nei bandi di attuazione della programmazione europea, i beni confiscati sono individuati come priorità strategica, con la previsione, nei limiti consentiti dalla programmazione e dalla normativa, di specifici interventi e criteri premiali a favore di azioni che promuovono il riutilizzo sociale.
La Regione può acquisire al proprio patrimonio indisponibile beni confiscati, per finalità istituzionali o, prioritariamente, per assegnarli in concessione gratuita a fini di riutilizzo sociale tramite procedura ad evidenza pubblica, nel rispetto di trasparenza, pubblicità e parità di trattamento.
Riutilizzo abitativo e inclusione sociale
La legge rafforza l’uso abitativo dei beni confiscati, collegandolo all’edilizia residenziale pubblica e a obiettivi di inclusione sociale. È inoltre prevista una disciplina favorevole per l’utilizzo di immobili confiscati come civili abitazioni da parte di persone sostenute da Progetti terapeutico riabilitativi individuali / Budget di salute, anche per l’eventuale domicilio o residenza.
La Regione promuove e sostiene, su tale base, programmi e linee di intervento che razionalizzino ed estendano la metodologia socio-sanitaria dei progetti riabilitativi individuali sostenuti con budget di salute, anche in connessione con il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari.
Norme finanziarie e abrogazioni
Gli oneri della legge sono quantificati, per il bilancio di previsione finanziario 2022-2024, in euro 1.800.000 per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, coperti mediante risorse iscritte alla Missione 3, Programma 2, Titolo 2 per euro 1.500.000 e alla Missione 3, Programma 2, Titolo 1 per euro 300.000.
È abrogata la legge regionale 12 dicembre 2003, n. 23, relativa agli interventi a favore dei comuni cui erano stati trasferiti beni confiscati alla delinquenza organizzata.
Entrata in vigore e attualità della disciplina
La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. La disciplina ha una natura strutturale e continua a regolare la programmazione e gli strumenti regionali in materia, anche se la quantificazione degli oneri riportata nel testo vigente è riferita al triennio 2022-2024.
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