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Legge

L.R. Campania 9/2012

Modifiche all'articolo 31 della legge regionale 30 gennaio 2008, n. 1, recante obiettivi del centro regionale per le adozioni internazionali [...]

Normativa regionaleL.R. Campania 9/2012

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge integra l’articolo 31 della l.r. Campania n. 1/2008, definendo nuove attività del Centro regionale per le adozioni internazionali in collaborazione con enti e Onlus campane autorizzate: progetti, formazione, scambi tra famiglie, rete dei servizi e protocolli operativi. Nessun nuovo onere finanziario è previsto.

Modifiche alle attività del Centro regionale per le adozioni internazionali della Campania

Modifiche alle attività del Centro regionale per le adozioni internazionali

La legge regionale della Campania interviene sull’articolo 31 della l.r. 30 gennaio 2008, n. 1, ampliando e specificando le funzioni del Centro regionale per le adozioni internazionali. La disciplina si applica nel territorio campano e riguarda attività di cooperazione, formazione e raccordo tra i soggetti operanti nel settore delle adozioni internazionali.

Ambito soggettivo e finalità

Il Centro regionale per le adozioni internazionali opera in collaborazione con:

  • enti e organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus);
  • soggetti in possesso dei requisiti previsti dall’art. 39-ter della legge n. 184/1983;
  • soggetti con sede legale nel territorio della Regione Campania.

L’attività deve essere svolta in attuazione delle finalità di tutela dell’infanzia abbandonata e di promozione dell’adozione, con particolare riferimento all’adozione internazionale.

Attività attribuite al Centro

La norma elenca le principali linee di intervento del Centro regionale, che comprendono:

  • realizzazione di progetti propri e partecipazione a progetti internazionali, europei, statali, interregionali, locali e del privato sociale, inclusi progetti a distanza, per favorire l’interscambio e la cooperazione tra i soggetti operanti nel settore e la protezione dei minori nei Paesi stranieri, anche per consentire la permanenza nelle famiglie di origine;
  • promozione di incontri e conferenze di studio, soprattutto a carattere formativo per gli operatori del settore, con la Commissione per le adozioni internazionali, con i servizi, le associazioni familiari e le autorità giudiziarie minorili;
  • organizzazione di scambi di esperienze tra famiglie adottive, nel rispetto delle finalità e dei principi della legislazione nazionale;
  • sviluppo di una rete tra i servizi regionali operanti nel settore delle adozioni, anche in raccordo con i tribunali per i minorenni, con obbligo di segnalazione al Centro sul funzionamento delle strutture e dei servizi attivi nel territorio;
  • promozione di protocolli operativi o convenzioni fra enti autorizzati e servizi territoriali, in collegamento stabile con gli organi giudiziari minorili e con possibile coinvolgimento diretto degli ordini professionali per un supporto tecnico-funzionale gratuito.

Regime finanziario

L’attuazione delle nuove disposizioni non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Decorrenza e attualità della disciplina

La legge è stata promulgata nel 2012 e modifica una disciplina già esistente del 2008, senza introdurre termini di durata o scadenze specifiche. Si tratta di una norma ancora riferita all’organizzazione regionale campana in materia di adozioni internazionali.

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