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Legge

L.R. Campania 13/2012

Interventi per il sostegno e la promozione della castanicoltura e modifiche alla legge regionale 27 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012 – 2014 della Regione Campania – legge finanziaria regionale 2012) [...]

Normativa regionaleL.R. Campania 13/2012Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Campania n. 13/2012 disciplina interventi per fronteggiare l’emergenza fitosanitaria del castagno (cinipide galligeno), con misure di ricerca, contenimento, prevenzione e rilancio della filiera. Prevede azioni promozionali, consorzi, osservatorio regionale e copertura finanziaria per gli anni 2017-2019. Un vecchio articolo di modifica è stato abrogato e il relativo differimento del termine è stato dichiarato incostituzionale.

Sostegno e promozione della castanicoltura campana

Sostegno e promozione della castanicoltura in Campania

La legge disciplina interventi della Regione Campania per tutelare e rilanciare la castanicoltura, considerata settore di rilevante valore economico, sociale, ambientale e idrogeologico. Il provvedimento nasce per fronteggiare l’emergenza fitosanitaria causata dal cinipide del castagno e, nelle versioni successive, amplia l’attenzione alla valorizzazione della filiera e dei prodotti castanicoli campani.

Finalità e quadro dell’emergenza

La Regione riconosce l’infezione da Dryocosmus kuriphilus come emergenza regionale sotto il profilo economico, fitosanitario e ambientale, ritenendo il fenomeno una minaccia per la castanicoltura risanabile solo nel medio-lungo periodo mediante neutralizzazione biologica dell’agente patogeno. La coltura del castagno è inoltre qualificata come presidio del territorio e del paesaggio, soprattutto nelle aree collinari e montane.

Ricerca, contenimento e ripristino dei castagneti

Per fronteggiare l’emergenza, la Regione promuove attività tecnico-scientifiche per individuare gli interventi utili all’estirpazione del fenomeno, in collaborazione con associazioni dei produttori, università, istituti di ricerca e altri soggetti competenti. La Regione assume a proprio carico gli oneri relativi a ricerca, trattamenti e operazioni di contenimento del danno ambientale.

Sono inoltre richiamati gli interventi di ripristino dei castagneti danneggiati dalle principali patologie e di preservazione della coltura, anche in relazione al mancato reddito da perdita di produzione, per i quali possono essere concessi contributi ai castanicoltori nel rispetto della normativa nazionale ed europea sugli aiuti di Stato.

Misure preventive e contenitive

Per limitare propagazione, danno ambientale ed economico, la legge prevede:

  • operazioni selvicolturali di pulizia del sottobosco, conservazione della copertura vegetale e cure colturali del soprassuolo, come potature, sfolli e diradamenti;
  • mantenimento, consolidamento e rinfoltimento degli ecosistemi forestali per ripristinare il potenziale silvicolturale nelle aree danneggiate e tutelarne la biodiversità.

La Giunta regionale adotta con deliberazione i provvedimenti necessari per l’attuazione di tali misure.

Azioni di valorizzazione della filiera castanicola

Successivamente la disciplina è stata integrata con misure per fronteggiare la crisi del comparto castanicolo e favorire:

  • il sostegno a consorzi di valorizzazione impegnati in ricerca, innovazione, promozione e valorizzazione dei prodotti IGP e della castagna campana;
  • azioni promozionali sui mercati interni e internazionali;
  • studio, progettazione e valorizzazione di un marchio collettivo regionale;
  • incremento e costituzione di cooperative tra produttori agricoli castanicoli.

Soggetti beneficiari e condizioni di accesso

Gli interventi di valorizzazione possono essere realizzati da società consortili costituite da PMI agricole, cooperative agricole, associazioni di produttori e di categoria, Organizzazioni di Produttori, enti pubblici di ricerca, società di ricerca e consulenza in agricoltura.

I consorzi beneficiari possono ottenere un contributo fino a 2,5 volte il capitale sociale interamente versato, con limite massimo di 200.000 euro annui. La domanda deve essere accompagnata da un piano di attività che preveda una spesa di almeno 200.000 euro annui e azioni di ricerca scientifica e marketing promozionale della filiera. I consorzi di valorizzazione devono inoltre avere soci con sede legale in almeno tre province della Campania.

Osservatorio regionale per la castanicoltura

È istituito l’Osservatorio regionale per la castanicoltura, presieduto e convocato dal Presidente della Commissione consiliare permanente competente in agricoltura. Ne fanno parte rappresentanti delle Province e della Città metropolitana, delle commissioni consiliari competenti in agricoltura e ambiente, delle direzioni generali regionali competenti in agricoltura e ambiente e dei consorzi di tutela riconosciuti.

L’Osservatorio:

  • programma azioni singole o sinergiche di settore e supporta la presentazione delle istanze per i marchi IGP e DOP;
  • verifica il raggiungimento degli obiettivi della legge e ne monitora l’attuazione;
  • si avvale di locali e risorse umane e strumentali messi a disposizione dalla direzione generale regionale competente in agricoltura.

La partecipazione è gratuita e non comporta rimborsi spese.

Copertura finanziaria

Per gli oneri derivanti dalla legge, quantificati in 200.000 euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, la copertura è assicurata mediante incremento delle risorse della Missione 9, Programma 7, Titolo 1 e contestuale riduzione di pari importo della Missione 20, Programma 3, Titolo 1.

Vicende normative e limiti temporali

L’atto è entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Campania. La parte originaria dell’articolo 5, relativa a modifiche di altra normativa e al differimento del termine al 30 giugno 2012, è stata abrogata; inoltre il secondo comma di tale articolo è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte costituzionale. Le disposizioni finanziarie risultano riferite espressamente al triennio 2017-2019.

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