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Ordinanza

Ordinanza n. 160/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell'ordinanza sindacale n. 14 del 24 febbraio 2026, protocollo di uscita 16110 del 26.02.2026 con la quale è stata ordinata ex art. 54 TUEL “la immediata interdizione e inaccessibilità del piazzale a corte di civile abitazione sita in Piazza Fontana Vecchia n. 2 di proprietà della sig.ra Vittoria Tartaglione e sottostante la Torre Antica, fino al ripristino delle dovute condizioni della torre stessa; ai proprietari della Torre Antica, sigg. Attilio e Marco Renzi come sopra individuati e generalizzati, di provvedere a effettuare tempestivamente i lavori di riparazione atti a consentire il ripristino delle originarie condizioni di sicurezza, sotto la guida del tecnico abilitato o qualificato ove previsto da leggi o regolamenti e comunicandone gli esiti agli uffici preposti”.

Giustizia amministrativa202600375

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza sindacale ex art. 54 TUEL che dispone l'interdizione e l'inaccessibilità di un piazzale sottostante una torre storica e ordina ai proprietari della torre l'esecuzione tempestiva di lavori di riparazione per il ripristino delle condizioni di sicurezza

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I proprietari della Torre Antica hanno impugnato l'ordinanza sindacale n. 14 del 24 febbraio 2026, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Dalla motivazione dell'ordinanza cautelare emerge che i ricorrenti rivendicavano l'intervento della Soprintendenza per i Beni culturali, prospettandolo quale impedimento o presupposto per l'adozione degli interventi sulla torre. Sono intervenuti in giudizio il Comune di Terracina, autore dell'ordinanza, e soggetti proprietari o interessati all'area e all'immobile coinvolti. Il giudice ha esaminato la domanda esclusivamente nella fase cautelare, con particolare riferimento al periculum in mora.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Nel bilanciamento cautelare degli interessi ha ritenuto prevalente l'interesse pubblico alla sicurezza e alla pubblica incolumità rispetto all'interesse dei proprietari a ottenere il rivendicato intervento della Soprintendenza per i Beni culturali. Ha inoltre rilevato che non sussisteva, per i proprietari, alcun legittimo impedimento ad adottare nell'immediato ogni misura possibile per la messa in sicurezza del bene. L'ordinanza sindacale è quindi rimasta efficace nelle more della decisione di merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 54 d.lgs. 267/2000 (TUEL)

    “la immediata interdizione e inaccessibilità del piazzale ... fino al ripristino delle dovute condizioni della torre stessa”

    La disposizione è richiamata quale base dell'ordinanza sindacale impugnata; il testo dell'ordinanza cautelare non definisce in modo compiuto i presupposti sostanziali del potere.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare proposta in via incidentale e costituisce la base processuale dell'esame della sospensione dell'efficacia dell'atto.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, quando è in gioco la sicurezza e la pubblica incolumità, l'interesse pubblico alla prevenzione del rischio può prevalere sull'interesse patrimoniale dei proprietari alla sospensione di un'ordinanza contingibile e urgente.
  • La pendenza o il rivendicato intervento di un'autorità di tutela dei beni culturali non costituisce, di per sé, un legittimo impedimento per i proprietari ad adottare immediatamente le misure possibili per la messa in sicurezza del bene, secondo quanto ritenuto dal giudice nella valutazione cautelare.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiTutela cautelare
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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