Provvedimento AGCM IC58 del 16/12/2025
GDO E FILIERA AGROALIMENTARE
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM avvia l’indagine conoscitiva IC58 sul ruolo della GDO nella filiera agroalimentare, alla luce del persistente divario tra inflazione generale e prezzi alimentari e delle criticità segnalate dai produttori agricoli. Il provvedimento segnala una forte asimmetria strutturale tra una base produttiva frammentata e una distribuzione finale concentrata, con possibili effetti sulla remunerazione dei fornitori, sulla trasmissione dei costi e sulla formazione dei prezzi al consumo. L’indagine mira a approfondire l’esercizio del potere di acquisto della GDO, le forme di aggregazione non societaria, il trade spending, il ruolo delle private label e i meccanismi di trasferimento a valle dei risparmi di costo, raccogliendo contributi dal mercato entro il 31 gennaio 2026.
indagine conoscitiva su gdo e filiera agroalimentare, per verificare il ruolo della grande distribuzione nella formazione dei prezzi e nella ripartizione del valore lungo la filiera
GDO e filiera agroalimentare
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato avvia l’indagine conoscitiva IC58 sul ruolo della grande distribuzione organizzata nella filiera agroalimentare. L’iniziativa è motivata dal persistente scarto tra l’andamento dell’inflazione generale e quello dei prezzi dei beni alimentari, nonché dalle tensioni lungo la catena del valore tra produttori agricoli e distribuzione finale.
Contesto economico e inflazione alimentare
Il provvedimento sottolinea che, tra ottobre 2021 e ottobre 2025, i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%, a fronte di un incremento del 17,3% dell’indice generale dei prezzi al consumo. Nel corso del 2025, e in particolare a ottobre, il differenziale si è mantenuto significativo: l’inflazione tendenziale dell’intero paniere era pari all’1,2%, mentre quella dei prodotti alimentari era al 2,3%. Analoga dinamica viene rilevata anche per gli alimentari non lavorati, che hanno mantenuto tassi di crescita superiori alla media generale, pur con un progressivo ridimensionamento della forbice negli ultimi mesi.
Criticità della filiera e squilibrio di potere contrattuale
L’AGCM osserva che i produttori agricoli segnalano frequentemente una compressione dei margini o, comunque, una loro crescita insufficiente. Tale situazione viene ricondotta anche allo squilibrio di potere contrattuale rispetto alle grandi catene della GDO. A monte della filiera, la base produttiva è descritta come estremamente frammentata, composta da migliaia di fornitori; inoltre, viene evidenziato il ritardo strutturale nella crescita dimensionale delle imprese agricole italiane e nella diffusione di Organizzazioni di Produttori e Associazioni di Organizzazioni di Produttori, strumenti ritenuti importanti per accrescere il potere negoziale e sviluppare relazioni più equilibrate con la distribuzione.
Concentrazione della distribuzione e dinamiche di mercato
A valle, il settore della distribuzione finale presenta un livello di concentrazione elevato e crescente. Secondo l’Autorità, tale assetto potrebbe consentire alle catene della GDO di imporre unilateralmente le condizioni economiche e operative della fornitura e di trattenere margini di guadagno superiori a quelli riconosciuti ai fornitori. L’attenzione dell’indagine si concentra pertanto sulla fase di scambio tra fornitori e distributori, considerata snodo cruciale sia per la redditività delle attività a monte sia per la formazione dei prezzi al consumo.
Oggetto dell’approfondimento concorrenziale
L’indagine intende verificare in che misura l’evoluzione strutturale e organizzativa della GDO, anche in risposta ai mutamenti delle abitudini di acquisto e consumo, incida sulle modalità di esercizio del potere di acquisto e sul confronto concorrenziale tra operatori. Le strategie di ottimizzazione della supply chain sono indicate come una delle principali leve competitive delle catene distributive.
Organizzazioni di acquisto, coordinamento e livelli negoziali
Un focus specifico riguarda le forme di aggregazione non societaria attraverso cui la GDO esercita il proprio potere di acquisto, spesso su più livelli: cooperative, centrali e supercentrali. L’Autorità intende mappare tali organizzazioni, analizzandone le funzioni, il grado e le forme di coordinamento, nonché il loro ruolo nella definizione delle condizioni complessive di acquisto e nella formazione dei prezzi finali. Rileva anche la circostanza che il medesimo fornitore possa negoziare con diversi livelli della struttura distributiva, con possibili effetti sulle dinamiche concorrenziali e contrattuali.
Trade spending e servizi promozionali
L’indagine prende in esame anche i pagamenti che i fornitori versano alla GDO come corrispettivo per servizi di vendita e promozione, quali inserimento in assortimento, collocamento a scaffale, promozioni e lancio di nuovi prodotti, definiti nel testo come trade spending. L’AGCM intende verificare caratteristiche, incidenza e possibili criticità di tali flussi, anche sotto il profilo della loro effettiva idoneità a remunerare servizi concretamente richiesti ed erogati.
Private label e rapporti verticali/orizzontali
Grande rilievo viene attribuito ai prodotti a marchio del distributore, le private label, la cui incidenza sugli assortimenti è in crescita e contribuisce a rafforzare il potere contrattuale della GDO nei confronti dei fornitori. Il provvedimento segnala che, rispetto al tradizionale rapporto verticale di fornitura, si configura anche un rapporto di concorrenza orizzontale, poiché il distributore può competere con i propri fornitori attraverso il marchio proprio. La gestione degli acquisti e del marketing delle PL è spesso affidata alle centrali di acquisto, considerate un importante leva strategica nella competizione tra operatori.
Finalità dell’indagine e consultazione pubblica
L’Autorità avvia l’indagine ai sensi dell’art. 12, comma 2, della legge n. 287/1990 e dell’art. 1, comma 5, del decreto-legge n. 104/2023. La chiusura è fissata al 31 dicembre 2026, con responsabile del procedimento la dott.ssa Daniela Giangiulio. Entro il 31 gennaio 2026 è possibile inviare contributi su cinque filoni principali:
- criticità nell’esercizio del potere di acquisto della GDO, con attenzione ai prodotti freschi pronti al consumo e ai settori in cui il potere contrattuale degli acquirenti risulta più sbilanciato;
- inefficienze o criticità concorrenziali derivanti dai diversi livelli di aggregazione tra operatori della GDO in fase di acquisto;
- criticità, inefficienze o carenze di trasparenza nella negoziazione e gestione del trade spending;
- opportunità e difficoltà connesse alla fornitura di prodotti a marchio del distributore;
- anomalie nel trasferimento a valle delle oscillazioni dei costi degli input produttivi e dei risparmi di approvvigionamento.
Profili procedurali e trattamento dei dati
I contributi devono essere trasmessi in formato editabile all’indirizzo IC58@agcm.it, con l’indicazione "IC58. Call for input". Se contengono dati sensibili, devono essere inviati sia in versione riservata sia in versione pubblica; in difetto, il materiale può essere pubblicato integralmente. Il provvedimento richiama infine l’informativa sul trattamento dei dati personali, specificando le basi giuridiche, le finalità di conservazione, i diritti degli interessati e le modalità di eventuale reclamo o tutela.
Punti principali
Contesto inflazionistico e motivazione dell’indagine
L’Autorità richiama la netta divaricazione tra inflazione generale e inflazione dei beni alimentari: da ottobre 2021 a ottobre 2025 i prezzi alimentari sono cresciuti del 24,9%, contro il +17,3% dell’indice generale. Nel 2025 i prezzi alimentari sono rimasti stabilmente sopra l’inflazione complessiva; a ottobre 2025 l’inflazione tendenziale era pari all’1,2% per l’intero paniere e al 2,3% per gli alimentari. Anche i prodotti alimentari non lavorati hanno mostrato incrementi superiori, pur con una parziale riduzione del differenziale negli ultimi mesi.
Squilibrio di potere contrattuale lungo la filiera
Il provvedimento evidenzia che i produttori agricoli lamentano margini compressi o cresciuti in misura inadeguata, anche per il forte squilibrio di potere contrattuale rispetto alle grandi catene della GDO. A monte, la produzione è estremamente frammentata, composta da migliaia di fornitori, e risulta ancora ritardata la crescita dimensionale delle imprese agricole e la diffusione di Organizzazioni di Produttori e Associazioni di Organizzazioni di Produttori, strumenti ritenuti essenziali per rafforzare il potere negoziale collettivo.
Concentrazione della distribuzione e buyer power
A valle della filiera la distribuzione finale è descritta come altamente concentrata e in crescita nel tempo. Secondo l’Autorità, ciò può consentire alle catene della GDO di imporre le condizioni economiche e operative della fornitura e di trattenere margini superiori a quelli riconosciuti ai fornitori. L’attenzione dell’indagine è quindi concentrata sul buyer power esercitato dalla GDO, da cui dipendono sia la remunerazione delle attività a monte sia, tramite la trasmissione dei risparmi di costo, i prezzi al consumo.
Organizzazioni di acquisto, trade spending e private label
L’AGCM intende mappare le organizzazioni di acquisto attive nel settore, incluse forme di aggregazione non societaria articolate su più livelli, quali cooperative, centrali e supercentrali. Verranno analizzati anche il trade spending, cioè i contributi retrocessi dai fornitori per servizi promozionali e di vendita, e le private label, la cui crescente incidenza sugli assortimenti rafforza il potere contrattuale della GDO e introduce un rapporto di concorrenza orizzontale con i fornitori. Le centrali di acquisto sono indicate come snodo rilevante nella gestione degli acquisti e del marketing delle PL.
Obiettivi istruttori, call for input e profili di policy
L’indagine mira a verificare come l’evoluzione strutturale e organizzativa del settore, anche in risposta ai mutamenti delle abitudini di acquisto, incida sulle modalità di esercizio del potere di acquisto e sul confronto concorrenziale tra operatori. L’Autorità apre una consultazione pubblica con contributi entro il 31 gennaio 2026 su criticità del potere di acquisto, inefficienze dei diversi livelli di aggregazione, opacità del trade spending, opportunità e difficoltà delle MDD e anomalie nel trasferimento a valle delle variazioni di costo e dei risparmi di approvvigionamento. L’indagine si conclude il 31 dicembre 2026.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da AGCM, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di AGCM
- Indagine conoscitiva · 16 dic 2025Provvedimento AGCM IC56 del 16/12/2025
- Indagine conoscitiva · 22 dic 2025Provvedimento AGCM IC57 del 22/12/2025
- Indagine conoscitiva · 22 dic 2025Provvedimento AGCM IC57 del 22/12/2025
- Indagine conoscitiva · 27 gen 2026Provvedimento AGCM IC58 del 27/01/2026
- Indagine conoscitiva · 10 mar 2026Provvedimento AGCM IC59 del 10/03/2026
- Indagine conoscitiva · 15 set 2025Provvedimento AGCM IC57 del 15/09/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in AGCM →