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Sentenza

Sentenza del 22/04/2016 n. 8144 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha chiesto la revocazione di una precedente sentenza della Corte di cassazione, sostenendo, da un lato, che la Corte avesse omesso di pronunciarsi sulla richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea e, dall'altro, che fossero state successivamente rinvenute sentenze delle autorità giudiziarie serbe idonee a dimostrare la validità dei certificati EUR 1 relativi all'origine dello zucchero. In subordine, ha contestato la legittimità costituzionale dell'art. 395, n. 3, c.p.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto integralmente il ricorso per revocazione. Ha escluso l'errore di fatto, rilevando che la precedente sentenza aveva esaminato, anche implicitamente, la richiesta di rinvio pregiudiziale e le questioni di diritto dell'Unione. Ha inoltre stabilito che, ai fini della revocazione, il documento decisivo deve essere preesistente alla sentenza e soltanto successivamente ritrovato; non sono quindi rilevanti sentenze formatesi dopo la decisione impugnata. Le decisioni serbe, comunque, non dimostravano l'effettiva origine preferenziale della merce né il legittimo affidamento dell'importatore. La ricorrente è stata condannata alle spese di lite, liquidate in 12.000 euro oltre alle spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Art. 395, n. 3 e n. 4, codice di procedura civile

    La revocazione è ammessa, tra l'altro, per errore di fatto risultante dagli atti o per ritrovamento di documenti decisivi non producibili per causa di forza maggiore o fatto dell'avversario.

    L'errore revocatorio deve consistere in una falsa percezione oggettiva degli atti, non in un errore di valutazione o di diritto. Il documento decisivo deve preesistere alla sentenza ed essere stato soltanto successivamente ritrovato.

  • Art. 391-bis e art. 391-ter codice di procedura civile

    Disciplinano la revocazione delle sentenze della Corte di cassazione nei casi rispettivamente riconducibili all'errore di fatto e al ritrovamento di documenti decisivi.

  • Art. 267 TFUE

    Il giudice nazionale di ultima istanza deve valutare se sussista un dubbio interpretativo effettivo sul diritto dell'Unione; il mancato rinvio può essere anche implicitamente motivato quando la questione sia stata esaminata e la soluzione risulti evidente.

  • Art. 47 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e art. 6 CEDU

    Non impongono che ogni mancata pronuncia espressa sul rinvio pregiudiziale costituisca automaticamente errore revocatorio, purché dalla decisione emerga una motivazione, anche implicita, sull'assenza dei presupposti del rinvio.

  • Art. 220 e art. 221 codice doganale comunitario

    L'obbligazione doganale può essere ricalcolata e comunicata entro il termine previsto, anche dopo lo svincolo della garanzia. La buona fede dell'importatore non basta da sola: deve essere dimostrata una diligenza qualificata e concreta.

  • Art. 78 e art. 199 codice doganale comunitario

    Le autorità doganali possono effettuare controlli e revisioni ulteriori entro i limiti temporali applicabili; lo svincolo della garanzia fideiussoria non equivale all'estinzione dell'obbligazione doganale.

  • Regolamento CE n. 2007/2000

    Prevedeva il regime preferenziale applicato alle importazioni, subordinandolo alla corretta origine del prodotto e alla validità dei certificati EUR 1.

  • Regolamento CEE n. 2454/1993

    Il certificato EUR 1 costituisce titolo per chiedere il trattamento preferenziale, ma non è una prova legale assoluta dell'origine della merce; l'autorità del paese importatore può contestarne l'efficacia in presenza di ragionevoli dubbi.

  • Art. 1176, comma 2, codice civile

    Nell'adempimento delle obbligazioni inerenti all'esercizio di un'attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell'attività esercitata.

    All'importatore professionale è richiesta una diligenza qualificata, comprensiva dei controlli ragionevolmente esigibili sull'esattezza delle informazioni fornite dall'esportatore e sull'origine della merce.

  • Art. 111 Costituzione

    La Costituzione non impone la previsione di ulteriori rimedi revocatori oltre quelli stabiliti dal legislatore, purché sia garantita la ricorribilità in cassazione per violazione di legge nei casi previsti.

Massime di principio

  • La revocazione non è uno strumento per ottenere un nuovo esame del merito o correggere un'errata interpretazione del diritto: occorre un errore percettivo evidente e oggettivo risultante dal confronto tra sentenza e atti.
  • Il mancato rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia non determina automaticamente un vizio della sentenza. Se il giudice ha esaminato la normativa europea e ha ritenuto evidente la soluzione, il rigetto del rinvio può risultare anche implicitamente dalla motivazione.
  • Per usare documenti nuovi in revocazione, questi devono essere materialmente già esistenti prima della sentenza e non producibili per forza maggiore o per fatto dell'avversario. Una sentenza successiva, anche se riguarda fatti anteriori, normalmente non è un documento revocatorio decisivo.
  • Un certificato di origine preferenziale non garantisce in modo assoluto il beneficio doganale: l'autorità del paese importatore può contestare l'origine effettiva della merce anche se il certificato appare formalmente regolare.
  • Lo svincolo di una garanzia doganale non estingue necessariamente l'obbligazione doganale e non impedisce controlli o revisioni successivi entro i termini di legge.
  • L'importatore professionale che invoca la buona fede deve dimostrare una diligenza concreta e qualificata nel verificare il rispetto delle condizioni del regime preferenziale; la mera fiducia nei certificati o nelle autorità estere non è sufficiente.
  • La stabilità del giudicato prevale, salvo rimedi straordinari rigorosamente delimitati; la disciplina interna della revocazione è compatibile con il diritto dell'Unione quando garantisce rimedi effettivi senza consentire la riapertura generalizzata delle controversie.

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