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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18404/2025 del 15/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per omessa pronuncia sulla istanza di applicazione della pena sostitutiva (detenzione domiciliare) depositata dal difensore il 29/02/2024 e non menzionata né nel dispositivo né nella motivazione della sentenza della Corte d'appello del 13/03/2024; il ricorrente sostiene che la richiesta era tempestiva e che il giudice di appello era quindi tenuto a pronunciarsi.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha constatato il deposito tempestivo dell'istanza da parte del difensore munito di procura speciale e l'omessa pronuncia della Corte d'appello sia nel dispositivo sia nella motivazione. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla mancata decisione sulla richiesta di pena sostitutiva e ha rinviato la causa ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per esame dell'istanza. Ha inoltre dichiarato inammissibile la richiesta della parte civile (Stefania Dondi) di liquidazione delle spese nel grado di legittimità perché priva di interesse a intervenire su profili esclusivamente afferenti il trattamento sanzionatorio.

Norme richiamate

  • art. 20-bis codice penale

    La Corte richiama la disciplina sulle sanzioni sostitutive di pene detentive brevi come riferimento sostanziale per l'applicabilità della pena sostitutiva in via transitoria.

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (riforma Cartabia)

    Interpretato in combinato con l'orientamento consolidato di legittimità: il giudice di appello è tenuto a pronunciarsi sull'applicabilità delle sanzioni sostitutive quando l'imputato ne faccia richiesta, purché tempestiva.

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato solo per chiarire che la richiesta di sanzione sostitutiva non deve necessariamente essere formulata con l'atto di impugnazione o con nuovi motivi, potendo essere proposta anche in udienza; il termine ultimo è quello della discussione del gravame.

  • art. 23 co. 8 d.l. n.137/2020 e art. 8 d.l. 198/2022

    Richiamati come norme procedurali relative alla trattazione con contraddittorio scritto adottata nel procedimento; non incidono sul principio che il giudice debba decidere su una istanza tempestiva di sostituzione della pena.

Massime di principio

  • Se l'imputato (o il suo difensore) deposita tempestivamente un'istanza per l'applicazione di una pena sostitutiva, il giudice d'appello è obbligato a pronunciarsi espressamente su tale richiesta; l'omessa pronuncia costituisce vizio che può essere rimosso con annullamento parziale e rinvio.
  • La tempestività della richiesta può essere soddisfatta anche con il deposito in vista dell'udienza di discussione o con la formulazione in udienza, non essendo necessario che compaia nell'atto di impugnazione.
  • Per evitare il rischio di omessa pronuncia è consigliabile che il difensore versi l'istanza agli atti, ne dia lettura in udienza e richieda esplicitamente la decisione nel dispositivo; la procura speciale allegata al deposito rafforza la validità della presentazione.
  • In Cassazione la parte civile è priva di interesse a intervenire quando il motivo di ricorso riguarda esclusivamente profili attinenti al trattamento sanzionatorio (pena) che non incidono sui profili risarcitori: in tali casi le istanze della parte civile possono essere dichiarate inammissibili.
  • L'annullamento per omessa pronuncia è limitato all'area della domanda non decisa (qui: richiesta di pena sostitutiva); le altre statuizioni di merito rimangono efficaci e la Corte di rinvio deve esaminare solo la questione rimessa.

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