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Legge

L.R. Abruzzo 25/2014

Integrazione alla L.R. 21 luglio 1999, n. 44 recante "Norme per il riordino degli Enti di edilizia residenziale pubblica" e modifiche alla L.R. 25 ottobre 1996, n. 96 recante "Norme per l'assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per la determinazione dei relativi canoni di locazione".

Normativa regionaleL.R. Abruzzo 25/2014Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge introduceva, per le ATER abruzzesi in deficit strutturale, regole su alienazioni, commissariamento, piano di riequilibrio e tetto retributivo per dirigenti e direttori. Modificava inoltre la disciplina regionale sugli occupanti senza titolo di alloggi ERP, estendendo il riferimento temporale al 15 aprile 2014. È però stata dichiarata costituzionalmente illegittima con sentenza n. 81/2015.

Misure per il risanamento delle ATER e sanatoria degli occupanti senza titolo

Misure per il risanamento delle ATER e modifiche alla disciplina dell’edilizia residenziale pubblica

La legge regionale dell’Abruzzo interveniva sul riordino delle ATER e sulla disciplina regionale degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il testo, tuttavia, è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza della Corte costituzionale n. 81 del 2015.

Risanamento finanziario delle ATER in deficit strutturale

La legge introduceva un nuovo articolo nella L.R. 44/1999 per disciplinare le ATER abruzzesi dichiarate in condizioni di deficit strutturale. Tali enti potevano destinare al risanamento dei bilanci i proventi derivanti dalla vendita di:

  • immobili di edilizia agevolata e convenzionata;
  • immobili di natura commerciale;
  • edifici non utilizzati come alloggi perché inagibili o inabitabili;
  • terreni non destinati alla realizzazione di edilizia sovvenzionata.

La parte residua dei proventi era destinata a programmi di riqualificazione e incremento del patrimonio abitativo pubblico. Restava comunque fermo il vincolo di destinazione previsto per i proventi derivanti dalla vendita degli alloggi ERP sovvenzionati locati a canone sociale, secondo l’art. 4 della L.R. 76/2001.

Accertamento del deficit e procedura di dichiarazione

Per ottenere la dichiarazione di deficit strutturale, l’ATER doveva presentare istanza alla Giunta regionale corredata da una relazione asseverata dal Collegio dei revisori, dalla quale emergessero gravi e incontrovertibili condizioni di squilibrio.

La situazione era considerata strutturalmente deficitaria quando ricorrevano contemporaneamente questi parametri, oltre le soglie indicate:

  • spese di personale superiori al 70% dei ricavi delle vendite e prestazioni;
  • anticipazioni di tesoreria non rimborsate al 31 dicembre dell’esercizio precedente superiori al 100% dei ricavi;
  • altri debiti superiori al 50% dei ricavi.

La Giunta regionale, tramite la struttura competente, doveva decidere entro 30 giorni, con accoglimento o rigetto motivato, sentita preventivamente la Commissione consiliare competente, con parere non vincolante.

Commissariamento e decadenza degli organi

In caso di accoglimento dell’istanza, il Presidente della Giunta regionale nominava un commissario, anche scelto tra funzionari e dirigenti regionali, con funzioni del Consiglio di amministrazione.

Dalla nomina del commissario:

  • decadeva l’amministratore unico dell’ATER;
  • si risolveva anticipatamente il contratto di lavoro del direttore dell’ATER, senza indennizzo o compenso.

Piano di riequilibrio e possibile liquidazione

Entro 60 giorni dalla nomina, il commissario doveva redigere un piano di riequilibrio finanziario ed economico almeno triennale e trasmetterlo alla Giunta regionale per l’approvazione, previo parere della Commissione consiliare competente.

Il piano doveva prevedere:

  • gli interventi necessari a superare le criticità;
  • una rigorosa revisione della spesa;
  • la riorganizzazione dei servizi secondo criteri di efficienza ed economicità;
  • la rideterminazione della dotazione organica, con dichiarazione di esubero e collocamento in disponibilità del personale soprannumerario;
  • la puntuale ricostruzione delle alienazioni e del reimpiego delle risorse ricavate.

Se dall’analisi economico-finanziaria non fossero emerse condizioni per il riequilibrio, il commissario doveva proporre alla Giunta regionale la liquidazione dell’Azienda.

Limite retributivo per dirigenti e direttori ATER

La legge fissava un tetto massimo omnicomprensivo annuo agli emolumenti e retribuzioni percepiti dai dirigenti e direttori delle ATER abruzzesi, non superiore al trattamento economico annuo complessivo massimo previsto per i corrispondenti dirigenti e direttori della Regione Abruzzo.

Se la retribuzione fosse stata superiore, doveva essere ridotta al limite. Le somme trattenute:

  • non concorrevano a formare imponibile fiscale né previdenziale;
  • erano acquisite dalle Aziende per migliorare i saldi di bilancio finché perdurasse uno squilibrio economico-finanziario accertato;
  • in caso di equilibrio raggiunto o esistente, erano destinate al finanziamento dei programmi di manutenzione degli alloggi assegnati per finalità sociali.

Assegnazione degli alloggi occupati senza titolo

La legge modificava la L.R. 96/1996 prevedendo che, nei confronti di chi alla data del 15 aprile 2014 occupasse senza titolo un alloggio ERP, fosse consentita l’assegnazione dell’alloggio, nel rispetto dell’art. 13, comma 3, della stessa legge.

Veniva inoltre aggiornata una soglia temporale nella disciplina dei casi previsti dall’art. 36 della L.R. 96/1996, sostituendo il riferimento al 30 giugno 2013 con il 15 aprile 2014.

Decorrenza e attualità della disciplina

La legge entrava in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, ma è stata successivamente dichiarata costituzionalmente illegittima. Perciò non risulta oggi utile come base applicativa vigente.

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