Risoluzione n. 59 del 12/05/2017
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa risoluzione chiarisce che le erogazioni liberali a favore di un’associazione senza scopo di lucro possono beneficiare della detrazione del 19% se destinate ad attività nel settore dello spettacolo, anche quando parte dei fondi è trasferita a un altro ente che realizza concretamente l’attività, purché l’uso sia vincolato e avvenga entro due anni. Viene inoltre richiamata la possibile deduzione per i soggetti IRES ex art. 100, comma 2, lett. g), TUIR e si esclude la cumulabilità con ulteriori benefici o erogazioni a catena.
Detrazione IRPEF per erogazioni liberali al settore spettacolo ex art. 15, comma 1, lett. i), TUIR
Detrazione per erogazioni liberali nel settore dello spettacolo
La risoluzione esamina l’articolo 15, comma 1, lettera i), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.), con riferimento alle erogazioni liberali in denaro destinate a enti o associazioni senza scopo di lucro che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. Il quesito riguarda la possibilità di applicare la detrazione anche quando le somme raccolte da un’associazione siano impiegate in parte direttamente e in parte trasferite a un altro ente per la realizzazione delle finalità spettacolistiche.
Quesito dell’associazione istante
L’associazione istante è un ente senza fini di lucro legalmente riconosciuto, il cui statuto prevede attività e iniziative finalizzate a promuovere le associazioni musicali operanti nei teatri. Essa raccoglie fondi tramite erogazioni liberali da persone fisiche, persone giuridiche ed enti.
Le somme raccolte vengono utilizzate:
- in minima parte per remunerare i musicisti impegnati nello spettacolo organizzato dall’associazione;
- per la parte restante, in misura prevalente, trasferite all’ente Y, che svolge attività musicale tramite un’orchestra e utilizza i fondi secondo indicazioni vincolanti dell’associazione.
L’istante precisa che le somme sono destinate esclusivamente ad attività riconducibili alla lettera i) dell’articolo 15 T.U.I.R., cioè al settore dello spettacolo, e chiede se le erogazioni liberali a suo favore, escluse le quote associative, diano diritto alla detrazione.
Tesi dell’associazione
Secondo l’associazione, la norma agevolativa è finalizzata a favorire il settore dello spettacolo senza limitare le modalità con cui le erogazioni pervengono ai destinatari. Pertanto, la detrazione dovrebbe spettare anche se la produzione degli spettacoli avviene non solo direttamente, ma anche tramite un altro ente, come Y, purché quest’ultimo realizzi comunque le attività spettacolistiche.
Valutazione dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia ricorda che l’articolo 15, comma 1, lettera i), T.U.I.R. riconosce una detrazione IRPEF del 19% per erogazioni liberali in denaro, entro il limite del 2% del reddito complessivo dichiarato, a favore di enti, istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute, senza scopo di lucro, che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. Le somme devono essere destinate alla realizzazione di nuove strutture, al restauro e potenziamento di strutture esistenti, oppure alla produzione nei vari settori dello spettacolo.
Dall’istruttoria emerge che l’associazione svolge attività nel settore dello spettacolo musicale sia:
- direttamente, mediante l’organizzazione di eventi musicali e il pagamento dei musicisti;
- indirettamente, tramite il trasferimento di fondi a Y per supportare attività concertistiche e tournée.
Secondo l’Agenzia, la circostanza che la produzione nei vari settori dello spettacolo avvenga anche tramite Y non impedisce la fruizione del beneficio, a condizione che le somme siano effettivamente utilizzate per tali finalità.
Limite temporale e controllo sull’uso delle somme
La risoluzione richiama espressamente la previsione secondo cui le erogazioni non utilizzate per le finalità indicate entro due anni dalla data del ricevimento affluiscono integralmente all’entrata dello Stato.
Ne consegue che l’associazione istante ha l’onere di verificare l’effettivo utilizzo, da parte di Y, delle erogazioni ricevute per la produzione nei vari settori dello spettacolo.
Trattamento per i soggetti IRES
L’Agenzia osserva che tra i possibili sostenitori dell’associazione possono esservi anche soggetti IRES. Per questi trova applicazione l’articolo 100, comma 2, lettera g), T.U.I.R., che consente la deduzione delle erogazioni liberali in denaro, entro il limite del 2% del reddito d’impresa dichiarato, a favore dei medesimi enti e per le stesse finalità spettacolistiche.
Esclusione di benefici ulteriori e divieto di erogazioni a catena
La risoluzione precisa che l’associazione, con riferimento alle somme trasferite a Y, non può a sua volta beneficiare né dell’art-bonus di cui all’articolo 1 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, né della detrazione prevista dall’articolo 15 T.U.I.R. per tali ulteriori passaggi di denaro.
È infatti escluso il fenomeno delle erogazioni a catena attraverso molteplici trasferimenti tra enti diversi. Il beneficio fiscale è quindi ammesso solo entro i confini previsti dalla norma e con effettiva destinazione delle somme alle finalità di spettacolo.
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