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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10792/2025 del 18/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha proposto tre motivi di cassazione: 1) violazione di legge circa la responsabilità penale per occultamento o distruzione di scritture e documenti contabili (art. 10 d.lgs. 74/2000), deducendo l'assenza di prova diretta dell'istituzione delle scritture, l'assenza dell'elemento soggettivo e asserendo che il ritrovamento di copie presso terzi non prova l'effettiva emissione; ha altresì riferito di essere stato impossibilitato ad adempiere per detenzione e di un incendio distruttivo avvenuto nel 2017; 2) omissione della Corte d'appello nel decidere sulla richiesta, trasmessa via PEC l'08.04.2024, di sostituzione delle pene detentive con pene alternative alla luce della riforma Cartabia (art. 20‑bis c.p. e art. 545‑bis c.p.p.); 3) violazione del principio di retroattività della norma favorevole in relazione al diverso regime sanzionatorio dell'art. 10 d.lgs. 74/2000 antecedente alla modifica del 24.09.2015, poiché parte della condotta sarebbe ricaduta nel periodo previgente.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i rilievi sulla responsabilità sostanziale, confermando che il rinvenimento delle fatture in copia presso i clienti autorizza la deduzione della distruzione/occultamento delle altre copie (istituzione in duplice esemplare), e ha dichiarato inammissibili le censure nuove o non svolte in appello (es. incendio e mancanza dell'elemento soggettivo) ai sensi dell'art. 606 c.p.p., comma 3. Tuttavia la Corte ha accolto il secondo motivo nella parte in cui la Corte d'appello non ha adeguatamente motivato la mancata pronuncia sulle istanze scritte del difensore relative alla applicabilità delle nuove pene sostitutive; perciò ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla questione dell'applicazione delle pene sostitutive e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Venezia per nuovo giudizio su quel punto. La condanna sostanziale e la declaratoria di responsabilità restano ferme.

Norme richiamate

  • art. 10 d.lgs. 74/2000

    Rilevato come norma incriminatrice dellecchi tributari oggetto; la Corte ha interpretato che la condotta di occultamento o distruzione delle fatture relative a più anni può configurare un unico reato (unicità), e che il rinvenimento di una copia presso il cliente prova l'esistenza della fattura e quindi l'occultamento della copia presso l'emittente

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato nella fase di primo grado per l'attribuzione di un aumento di pena per pluralità di reati (continuazione); la Corte d'appello ha escluso l'aumento in ragione dell'unicità del reato

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Norma riferita alle istanze volte a ottenere la sostituzione della pena detentiva con misure alternative dopo la riforma; la Corte ha ritenuto che la richiesta, pur non dovendo essere necessariamente parte dell'atto di gravame, debba comunque essere formulata almeno entro l'udienza di discussione in appello

  • art. 545 cod. proc. pen.

    Richiamato nel ragionamento sul dovere del giudice d'appello di pronunciarsi sulle richieste di applicazione delle pene sostitutive; la Corte ha ritenuto che le conclusioni scritte del difensore fossero sufficientemente precise per obbligare la Corte territoriale a pronunciarsi

  • art. 20-bis cod. pen.

    Norma relativa alle nuove pene sostitutive introdotte dalla riforma Cartabia; la Corte ha accolto che la sua applicabilità doveva essere valutata dalla Corte d'appello se adeguatamente richiesta

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (riforma Cartabia)

    Richiamato per la disciplina transitoria: la Corte ricorda che, in base a detta disciplina e alla giurisprudenza di legittimità, la domanda di applicazione delle nuove disposizioni sanzionatorie deve essere proposta in modo tempestivo per far sorgere l'obbligo del giudice d'appello di pronunciarsi

  • art. 606 c.p.p., comma 3

    Richiamato per affermare l'inammissibilità in cassazione delle questioni non dedotte in appello (novità), come la circostanza dell'incendio o la mancata allegazione dell'elemento soggettivo, che pertanto non sono state esaminate

Massime di principio

  • Nei reati tributari, il ritrovamento di una copia di fattura presso il destinatario può legittimare l'inferenza che la copia mancante presso l'emittente sia stata occultata o distrutta; è prudente raccogliere e conservare prove dirette dell'esistenza dei duplicati
  • Le eccezioni di fatto o prove nuove (es. incendio, furto, smarrimento) devono essere sollevate tempestivamente nei gradi di merito: se non dedotte in appello risultano inammissibili in cassazione
  • Dopo la riforma Cartabia, la richiesta di applicazione delle nuove pene sostitutive deve essere formulata dall'imputato in modo tempestivo (non necessariamente solo nell'atto di gravame ma almeno entro l'udienza di discussione in appello); se la richiesta è sufficientemente chiara il giudice d'appello è tenuto a pronunciarsi
  • La cassazione può annullare una sentenza solo limitatamente a questioni di motivazione o di diritto (es. omissione di pronuncia su istanza di pena sostitutiva) e rinviare per nuovo giudizio sulla sola questione specifica, lasciando comunque ferme le statuizioni definitive non interessate dal vizio
  • Per far valere il principio di retroattività della norma più favorevole occorre dedurre e valorizzare la porzione temporale della condotta che ricade nel periodo previgente già nei gradi di merito, altrimenti la censura può risultare assorbita o inammissibile

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