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Sentenza

Sentenza del 11/10/2016 n. 492 - Comm. Trib. Prov. Bergamo

ACCERTAMENTO - Scissione di società - Rivalutazione quote - Abuso del diritto - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La sentenza ha ritenuto sussistente l'abuso del diritto, considerando la sequenza complessiva delle operazioni priva di adeguate ragioni economiche extrafiscali e diretta a conseguire un vantaggio fiscale indebito. È stata quindi confermata la legittimità dell'accertamento fondato sulla riqualificazione dell'operazione come elusiva.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava una complessa operazione societaria composta dalla rivalutazione delle quote mediante pagamento dell'imposta sostitutiva, dalla successiva cessione delle quote e da una fusione per incorporazione tra società. Secondo l'Amministrazione finanziaria, la sequenza negoziale era stata strutturata principalmente per evitare la tassazione ordinariamente prevista sulla distribuzione di dividendi e per liquidare il socio. L'utilizzo di un mutuo, con deduzione degli interessi passivi da parte delle società, costituiva inoltre un ulteriore elemento dell'operazione abusiva, poiché consentiva di reperire le risorse finanziarie necessarie alla liquidazione.

Norme richiamate

  • Principio generale dell'abuso del diritto/elusione fiscale

    Un insieme coordinato di operazioni formalmente lecite può essere riqualificato come abusivo quando realizza essenzialmente un vantaggio fiscale indebito, in assenza di valide ragioni economiche diverse dal risparmio d'imposta.

  • Disciplina della rivalutazione delle partecipazioni mediante imposta sostitutiva

    La rivalutazione delle quote e il pagamento dell'imposta sostitutiva non impediscono di valutare, nel loro complesso, le operazioni successive, qualora la rivalutazione sia utilizzata come passaggio artificioso per sottrarre somme alla tassazione dei dividendi.

  • Disciplina fiscale dei dividendi

    La distribuzione di utili ai soci è soggetta al relativo regime impositivo; non è consentito sostituirla artificiosamente con operazioni societarie formalmente diverse ma sostanzialmente dirette a ottenere lo stesso risultato economico con minore imposizione.

  • Deduzione degli interessi passivi

    Il ricorso al finanziamento e la deduzione degli interessi possono concorrere alla configurazione dell'abuso quando il debito è funzionale alla realizzazione di un'operazione priva di sostanza economica e finalizzata alla liquidazione del socio con vantaggio fiscale.

Massime di principio

  • Le operazioni societarie devono essere valutate nel loro insieme e non isolatamente: fusione, cessione o rivalutazione delle quote possono essere riqualificate se inserite in una sequenza unitaria con finalità prevalentemente fiscali.
  • Il pagamento di un'imposta sostitutiva su una fase dell'operazione non rende automaticamente lecita l'intera struttura, se le operazioni successive producono un indebito risparmio rispetto alla tassazione ordinaria dei dividendi.
  • Per escludere l'abuso del diritto è necessario dimostrare concrete ragioni economiche extrafiscali, documentate e coerenti con la struttura dell'operazione.
  • Il finanziamento bancario e la deduzione degli interessi possono essere considerati elementi dell'abuso quando il debito serve principalmente a finanziare la liquidazione del socio nell'ambito di una riorganizzazione priva di effettiva sostanza economica.
  • La valutazione deve concentrarsi sulla sostanza economica e sul risultato complessivo perseguito, non solo sulla validità civilistica dei singoli atti.

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