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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26652/2025 del 21/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP del 28/02/2025 che non convalidava l'arresto in "quasi flagranza" eseguito nei confronti di Riccio e Bondarenko per un fatto inizialmente qualificato come estorsione tentata e poi riqualificato in tentata truffa aggravata. Il Procuratore deduceva violazione di legge (artt. 381 e 391 c.p.p.), sostenendo che gli indagati erano stati arrestati dopo un inseguimento proseguito senza soluzione di continuità sulla base delle indicazioni fornite dalla persona offesa e che ciò avrebbe integrato la condizione di quasi flagranza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato il principio (richiamando le Sezioni Unite) secondo cui l'arresto in flagranza basato unicamente sulle informazioni fornite dalla vittima o da terzi nell'immediatezza del fatto non configura la 'quasi flagranza', poiché manca la immediata e autonoma percezione da parte degli agenti delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato. Il GIP di Crotone aveva correttamente valutato che l'arresto era stato effettuato sulla base della descrizione della vittima e di alcuni vicini, senza percezione diretta di segmenti del fatto né rinvenimento di tracce sui fermati; tale valutazione è stata ritenuta coerente con la giurisprudenza e quindi non censurabile.

Norme richiamate

  • art. 381 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione ai presupposti dell'arresto in flagranza/quasi flagranza; la Corte interpreta che la sola informazione fornita da vittima/terzi non soddisfa i requisiti di immediata e autonoma percezione necessari per la quasi flagranza.

  • art. 391 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in ordine alle modalità di convalida dell'arresto e alla disciplina sulla custodia; utilizzata per censurare la pretesa continuità dell'inseguimento come elemento idoneo a qualificare la quasi flagranza.

  • Sez. U, n. 39131 del 24/11/2015 (giurisprudenza)

    Sez. U, n. 39131 del 24/11/2015, dep. 2016, Ventrice, Rv. 267591-01

    Principio guida: la 'quasi flagranza' richiede l'immediata e autonoma percezione da parte degli agenti delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato; l'inseguimento basato solo su informazioni di terzi non è sufficiente.

Massime di principio

  • La 'quasi flagranza' richiede la percezione immediata e autonoma da parte degli agenti di elementi del reato collegabili inequivocabilmente al sospetto; informazioni provenienti soltanto dalla vittima o da terzi non bastano.
  • Un inseguimento pone la questione della continuità temporale e del contatto: per essere rilevante ai fini della quasi flagranza deve trattarsi di un inseguimento immediato e senza soluzione di continuità fondato sulla diretta percezione del fatto o su tracce rinvenute dagli agenti.
  • Se al fermo/arrestate non sono rinvenute tracce indizianti sul posto o sui fermati e l'intervento è avvenuto su base descrittiva fornita da terzi, il GIP può legittimamente non convalidare l'arresto.
  • Per il pubblico ministero che intenda impugnare la non convalida è necessario documentare con evidenze precise (es. testimonianze oculari degli agenti, tracce materiali rinvenute, cronologia inequivocabile dell'inseguimento) la sussistenza della immediata percezione o della continuità dell'inseguimento.
  • In pratica, per evitare l'inammissibilità del ricorso, occorre che l'arresto sia supportato da fatti osservati direttamente dagli operatori o da elementi materiali che colleghino inequivocabilmente il sospetto al reato; altrimenti la conservazione della libertà personale degli indagati deve prevalere.

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