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Sentenza

Sentenza n. 1187/2026 - Catanzaro, Sezione 1

per il riconoscimento del diritto al risarcimento dei danni, ex art.30 c.p.a., connessi agli atti impugnati col ricorso n.-OMISSIS- reg.ric. TAR Calabria-Catanzaro e dichiarati illegittimi con sentenza n. -OMISSIS- emessa dal TAR Calabria il 20.07.2023, ovvero: decreto del 21.10.2019, con il quale il Prefetto della Provincia di Cosenza ha respinto l'istanza proposta per il rilascio della licenza per nomina a guardia particolare giurata e porto di pistola a tassa ridotta; nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente

Giustizia amministrativa202400030

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione risarcitoria

Atto impugnato: diniego prefettizio del rilascio della licenza per la nomina a guardia particolare giurata e del porto di pistola a tassa ridotta, già annullato con precedente sentenza del TAR

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha chiesto il risarcimento di euro 66.358,09, corrispondente alle retribuzioni che avrebbe percepito dall'8 agosto 2019 alla pubblicazione della sentenza che aveva annullato il diniego prefettizio. L'istituto di vigilanza aveva richiesto il rilascio dei titoli di polizia in vista dell'assunzione del ricorrente con contratto subordinato a tempo pieno e determinato, ma aveva poi soprasseduto all'assunzione a causa del diniego. Il ricorrente ha dedotto la natura aquiliana della responsabilità amministrativa, l'illegittimità già accertata del diniego per difetto di istruttoria e di motivazione, il danno-evento, il nesso causale, l'elemento soggettivo e il danno-conseguenza, prospettando anche una perdita di chance. Ha sostenuto che, dopo l'annullamento, l'istituto non aveva più interesse all'assunzione per il mutato fabbisogno aziendale. L'amministrazione ha contestato la sussistenza dei presupposti della responsabilità e della ristorabilità del danno.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda risarcitoria. L'annullamento del diniego non determina automaticamente il diritto al risarcimento, poiché devono essere provati tutti gli elementi dell'illecito, inclusi condotta illegittima e colpevole, nesso causale, evento dannoso e danno-conseguenza. Trattandosi della lesione di un interesse legittimo pretensivo, il ricorrente avrebbe dovuto dimostrare, mediante un giudizio prognostico svolto in termini di certezza o di probabilità prossima alla certezza, che la licenza sarebbe stata rilasciata in assenza dell'illegittimità amministrativa e che, quindi, gli spettava il bene della vita. Nel caso concreto, la precedente sentenza aveva annullato il diniego per difetto di istruttoria e motivazione, lasciando impregiudicata la riedizione del potere amministrativo. L'amministrazione avrebbe dovuto effettuare una nuova valutazione sui requisiti di affidabilità e diligenza necessari per l'esercizio delle funzioni di guardia giurata, ma dagli atti non risultava che tale riedizione fosse intervenuta né che fosse stata provata la spettanza della licenza. Mancando tale prova, difettava ab origine un presupposto essenziale della pretesa risarcitoria. Il TAR ha ritenuto non necessario esaminare ulteriormente la perdita di chance, poiché una prognosi favorevole avrebbe comportato l'esercizio virtuale di un potere riservato all'amministrazione. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 30 c.p.a.

    Disciplina l'azione di condanna al risarcimento del danno derivante dall'illegittimo esercizio dell'attività amministrativa; la domanda è stata respinta per mancata prova della spettanza del bene della vita e degli ulteriori presupposti della responsabilità.

  • art. 2043 c.c.

    La lesione dell'interesse legittimo è necessaria ma non sufficiente per il risarcimento; occorre anche la lesione ingiusta del bene della vita, oltre agli altri elementi dell'illecito, inclusi colpa, nesso causale ed evento dannoso.

Massime di principio

  • L'annullamento giurisdizionale di un provvedimento amministrativo illegittimo non determina automaticamente il diritto al risarcimento del danno, che richiede la prova di tutti gli elementi dell'illecito amministrativo, compresa la colpa dell'amministrazione, il nesso causale e il danno-conseguenza.
  • Quando la domanda risarcitoria riguarda un interesse legittimo pretensivo, il risarcimento presuppone la prova, mediante un giudizio prognostico in termini di certezza o di probabilità prossima alla certezza, che il provvedimento favorevole sarebbe stato adottato e che il ricorrente avrebbe conseguito il bene della vita.
  • L'annullamento di un diniego per difetto di istruttoria o di motivazione, qualora lasci impregiudicata la riedizione del potere, non equivale all'accertamento della spettanza del titolo richiesto: l'amministrazione deve nuovamente valutare i presupposti sostanziali e il giudice non può sostituirsi ad essa formulando una prognosi meramente ipotetica sull'esito del procedimento.
  • In assenza della riedizione del potere amministrativo o di adeguata prova della spettanza del bene della vita, la domanda risarcitoria deve essere respinta già per carenza di tale presupposto, senza necessità di esaminare ulteriormente la dedotta perdita di chance.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaDanno da provvedimento illegittimoPerdita di chance e quantificazione del danno
RamiForze armate e forze di poliziaResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiRisarcimento del danno da attività amministrativaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEffetto conformativo e riedizione del potere

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