Cassazione Penale, Sentenza n. 16106/2025 del 29/04/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente era stato condannato per guida senza patente ai sensi dell'art. 116, comma 15, d.lgs. 30/04/1992 n.285 in quanto, il 10 luglio 2019, guidò senza aver mai conseguito la patente, con recidiva nel biennio. In Cassazione l'imputato ha proposto due motivi: (1) censura che i precedenti utilizzati per la recidiva erano coperti da decreto penale di condanna divenuto esecutivo (decreto del GIP del 5/12/2019) e dunque non avrebbero dovuto valere come precedenti amministrativi per configurare la recidiva; (2) omissione da parte della Corte d'Appello dell'avviso alle parti circa la possibilità di applicazione di sanzioni sostitutive della pena detentiva breve ai sensi del nuovo art. 545-bis c.p.p. e della disciplina transitoria della riforma (d.lgs. 10/10/2022 n.150), con richiesta di annullamento della sentenza per mancata valutazione/avviso su tale istituto.
La decisione
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse adeguatamente motivato l'esistenza di prova documentale circa l'irrevocabilità delle violazioni amministrative pregresse, per cui i precedenti potevano essere utilizzati ai fini della recidiva. Quanto all'omissione dell'avviso sulle pene sostitutive, la Corte ha ritenuto non pertinente il precedente richiamato dal ricorrente e ha richiamato la giurisprudenza di legittimità secondo cui, in sede di appello, l'applicabilità delle nuove pene sostitutive richiede di norma una richiesta dell'imputato (al più tardi in udienza di discussione), che non era stata formulata, e che il giudice non è obbligato a proporre d'ufficio la sostituzione; inoltre, in caso di giudizio trattato in forma cartolare la Corte non può dar avviso a una parte assente. Di conseguenza la sentenza di merito è stata confermata: condanna a cinque mesi di arresto, sospensione condizionale della pena; rigetto del ricorso con condanna del ricorrente alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 116 comma 15
Norma del codice della strada che punisce la guida senza patente. La Corte ha ritenuto applicabile l'articolo quando ricorre la recidiva nel biennio, valutando come rilevabili anche precedenti amministrativi purché risultino irrevocabili
art. 545-bis c.p.p.
Prevede l'avviso sull'opportunità di richiedere sanzioni sostitutive per pene detentive brevi. La Corte ha precisato che l'omessa formulazione dell'avviso non comporta automaticamente nullità della sentenza: il giudice ha potere discrezionale e in assenza di presupposti il mancato avviso può corrispondere a una implicita valutazione di non applicabilità
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 95 comma 1 (disciplina transitoria Riforma Cartabia)
Disciplina transitoria sull'applicabilità delle pene sostitutive. La Corte ha richiamato che il regime transitorio può consentire istanze al giudice dell'esecuzione solo in specifiche condizioni temporali (es. dispositivo di appello adottato entro il 30/12/2022); nel caso concreto tale condizione non ricorreva
art. 20-bis cod. pen.
Istituisce le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi. La giurisprudenza citata chiarisce che, in appello, per essere devoluta alla Corte l'applicabilità dell'istituto è necessaria una richiesta dell'imputato, presentata al più tardi in udienza di discussione o con motivi nuovi
art. 666 c.p.p.
Consente di presentare istanza di sostituzione della pena al giudice dell'esecuzione una volta formatosi il giudicato. La Corte ha osservato che, in alcuni casi, l'istanza per la sostituzione può essere proposta al giudice dell'esecuzione dopo il giudicato, ma ciò è distinto dalla richiesta al giudice della cognizione
art. 597 comma 5 c.p.p.
Elenca i casi in cui la Corte d'appello deve decidere d'ufficio. La Corte ha richiamato che la sostituzione della pena ex art. 20-bis cod. pen. non rientra tra i casi espressamente previsti, perciò il giudice non è tenuto a provvedere ex officio
art. 616 c.p.p.
Norma sulle spese processuali in Cassazione: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese in caso di rigetto
Massime di principio
- Precedenti amministrativi o procedimenti sanzionatori possono essere utilizzati per configurare recidiva se risultano irrevocabili e vanno valutati con documentazione probatoria adeguata
- La mera esistenza di un decreto penale di condanna non esclude automaticamente l'utilizzo di precedenti se dagli atti emerge l'irrevocabilità o la natura amministrativa rilevante ai fini della recidiva
- L'applicazione di pene sostitutive in appello richiede normalmente una richiesta dell'imputato, che deve essere formulata almeno in udienza di discussione o attraverso atti di impugnazione/motivi nuovi; il giudice non è obbligato a proporre d'ufficio la sostituzione
- In giudizi trattati in forma cartolare (non partecipata) è impossibile dare efficacemente avviso a una parte assente, per cui omissioni di avviso in tale contesto non valgono a ritenere la decisione nulla
- Se si vuole perseguire la sostituzione della pena dopo la formazione del giudicato, la strada è l'istanza al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 666 c.p.p., quando ricorrono le condizioni previste dalla disciplina transitoria
- L'omessa indicazione dell'opportunità di richiedere una pena sostitutiva non comporta automaticamente annullamento della sentenza: è necessario verificare se sussistessero i presupposti sostanziali e procedurali per la misura
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